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Venerdì, 18 Maggio 2012
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Roma - “Non c’è mai stato un approccio così radicale alle questioni relative ai rapporti interni alla filiera agroalimentare come quello che abbiamo impostato attraverso il pacchetto di misure contenute nel decreto sulle liberalizzazioni. Abbiamo cercato di intervenire nel sistema, contrastando quei comportamenti che producono squilibri nella filiera, tutelando così le piccole e medie imprese che spesso si trovano in una situazione di sofferenza per il dilatarsi eccessivo dei termini di pagamento da parte dei soggetti forti. Ci siamo impegnati anche a rimodulare il sistema degli incentivi per il fotovoltaico, eliminando quelli per la collocazione dei pannelli sui terreni agricoli e implementando gli aiuti per l’installazione sulle serre o sui fabbricati rurali. In merito alle dismissioni dei terreni demaniali abbiamo, tra le altre cose, riscritto la norma del novembre scorso, vincolando in modo netto e duraturo, per almeno 20 anni, la destinazione d’uso agricolo dell’appezzamento”. 

Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, durante la conferenza stampa che si è tenuta nella sede del Mipaaf, nel corso della quale sono state illustrate le misure per il settore agroalimentare inserite nel decreto sulle liberalizzazioni.

"Con le nuove norme – ha aggiunto Catania – vengono anche introdotti interventi di carattere economico per risolvere situazioni di sofferenza nell’accesso al credito, soprattutto nelle zone del Paese economicamente più svantaggiate. Abbiamo quindi recuperato disponibilità finanziarie per attivare misure di settore o di filiera, che interesseranno anche il comparto della pesca. A breve, però, torneremo a intervenire sull’agroalimentare, con quello che viene definito il ‘decreto Semplificazione’.

Anche lì sarà introdotto un pacchetto di articoli che tenderà ad alleggerire il peso degli oneri amministrativi e burocratici che gravano sulle imprese, snellendo anche i rapporti di comunicazione tra, ad esempio, l’Agea da un lato e la Pubblicaamministrazione dall’altro. Nel giro di 25-30 giorni, infine – ha concluso il Ministro Catania – c’è l’intenzione di partire con un disegno di legge che conterrà norme relative al settore per il rilancio e la tutela del ‘Made in Italy’, anche sul versante delle sanzioni penali da applicare”.

DISCIPLINA DELLE RELAZIONI COMMERCIALI IN MATERIA DI CESSIONE DI PRODOTTI AGRICOLI E AGROALIMENTARI
La norma, predisposta di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, ha ad oggetto i contratti stipulati tra gli operatori della filiera agroalimentare, con esclusione del consumatore finale, considerate le condizioni di crisi economica ed i suoi riflessi in termini di calo dei consumi. L’intervento ha l’obiettivo di aumentare la trasparenza e l’efficienza nei rapporti di filiera, eliminare i comportamenti scorretti e speculativi, tutelare maggiormente gli operatori, migliorare la gestione finanziaria dei rapporti.

Tre le principali novità:
1-        Obbligo della forma scritta per i contratti che abbiano ad oggetto la cessione di beni agricoli ed alimentari.
2-        Divieto di comportamenti sleali nei rapporti di filiera. Il decreto individua 5 fattispecie.
3-        Fissazione del termine di pagamento a 60 giorni per le cessioni di prodotti alimentari non deteriorabili, ridotto a 30 giorni per le transazioni di prodotti alimentari deteriorabili.

L’efficacia di tali interventi è assicurata dall’applicazione di sanzioni amministrative, fino ad un massimo di 500.000 euro a seconda delle fattispecie. La competenza a vigilare sul rispetto della norma e ad irrogare le relative sanzioni spetta all’Autorità Garante per la Concorrenzaed il Mercato, anche avvalendosi del supporto operativo della Guardia di Finanza.

DECRETO LIBERALIZZAZIONI: “PACCHETTO AGROALIMENTARE”
“CONTRATTI DI FILIERA”
L’intervento ha l’obiettivo di rilanciare gli investimenti nel settore agroalimentare e consentirà l’utilizzo di risorse quantificabili in 250-300 milioni di euro nei prossimi tre anni, attraverso contratti di filiera e di distretto agroalimentari promossi dal Mipaaf di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico.

I contratti di filiera sono uno strumento di finanziamento di programmi integrati di investimento, a carattere interprofessionale ed avente rilevanza nazionale. Il programma deve partire dalla produzione e deve interessare anche le imprese che si occupano della raccolta, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli, nonché quelle che forniscono servizi e mezzi di produzione.

I requisiti, le condizioni, e le altre modalità richieste per l’accesso ai finanziamenti agevolati (Regime di aiuti di Stato n. N 379/2008) sono definiti dal decreto del Mipaaf di concerto con Ministero Sviluppo Economico e Ministero dell’Economia nel novembre del 2007.

Per quanto riguarda le fonti di finanziamento, è disponibile uno stanziamento di 100 milioni di euro del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI) della Cassa Depositi e Prestiti, mentre è necessario trovare copertura per le risorse in conto capitale, inizialmente recate dal FAS e successivamente confluite nel Fondo strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale.

La norma proposta consente di finanziare la quota in conto capitale, necessaria per l’attivazione del FRI, utilizzando i rientri per capitale e interessi dei mutui erogati da ISA S.p.A., per conto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a favore dei contratti di filiera di cui al decreto ministeriale 1° agosto 2003.

Inoltre, in considerazione dei flussi previsti per i suddetti rientri, pari a circa 7 milioni di euro per anno, per il periodo compreso tra il 2014 e il 2020, si autorizza ISA ad anticipare le risorse in modo da garantire la copertura dei fabbisogni finanziari dei primi tre anni.

FONDO CREDITO
La norma assicura la rapida e efficace attuazione della Decisione della Commissione Europea C(2011) 2929 che ha autorizzato l’attivazione del “fondo credito”.
Obiettivo del Fondo è quello di offrire un ulteriore sostegno all’accesso al credito delle imprese agricole, soprattutto in alcune aree del Paese, dove la carenza di liquidità deprime fortemente la capacità di accedere ai contributi per la realizzazione di investimenti cofinanziati da risorse comunitarie, in particolare per i Programmi di sviluppo rurale.
Il fondo è progettato per operare in sinergia con le Autorità di gestione dei Programmi di sviluppo rurale cofinanziati dall’Unione europea e con il sistema creditizio che, nel caso di specie, concorrerebbero alla valutazione del merito creditizio e al finanziamento delle operazioni proposte dai singoli imprenditori. L’erogazione dei finanziamenti, infatti, avviene attraverso il ricorso alle banche.

Il fondo, inoltre, può rappresentare un ulteriore strumento di supporto alle Amministrazioni (Ministero, Regioni, Province autonome) per una migliore modulazione della spesa ed una riduzione del rischio disimpegno a carico dei programmi cofinanziati dall’Unione europea.

L’iniziativa promossa dal Mipaaf è stata notificata alla Commissione europea, la quale ha approvato il metodo di calcolo dell’elemento di aiuto connesso ai finanziamenti agevolati erogati. 

IMPIANTI FOTOVOLTAICI IN AMBITO AGRICOLO
La norma ha l’obiettivo di assicurare lo sviluppo della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici, secondo criteri in grado di assicurare un corretto utilizzo dei terreni agricoli. In particolare con tale intervento non è più consentito l’accesso agli incentivi statali per gli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra, fatte salve le autorizzazioni in corso. Pertanto con questa misura si impedisce di fatto che altri terreni agricoli siano sottratti alla loro destinazione per la produzione alimentare.

Al contempo il decreto prevede l’equiparazione degli incentivi agli impianti fotovoltaici costruiti sulle serre a quelli realizzati su edifici. Si introducono, così, aumenti delle risorse a favore delle aziende agricole che sviluppino attività in serra, contribuendo alla loro competitività e crescita. 

DISMISSIONE DI TERRENI DEMANIALI AGRICOLI O A VOCAZIONE AGRICOLA
La norma interviene abrogando e riscrivendo l’articolo 7 della legge n. 183 del 2011 in tema di dismissioni dei terreni demaniali, al fine di migliorare le modalità di esecuzione delle disposizioni e di evitare il rischio di eventuali speculazioni collegate alla durata del vincolo di destinazione d’uso.

Queste le novità principali:
1-        Viene abbassata la soglia del ricorso a trattativa privata, quindi le dismissioni dovranno essere effettuare mediante asta pubblica per terreni di valore pari o superiore a 100.000 euro.
2-        La durata del vincolo di destinazione d’uso agricolo è fissata in 20 anni, invece dei 5 previsti in precedenza.
3-        Prelazione per i giovani imprenditori agricoli nelle procedure di alienazione.
4-        Le dismissioni non saranno più una tantum, ma potranno avere cadenza annuale. Entro il 30 giugno di ogni anno, infatti, il Mipaaf individua, di concerto con il Ministero dell’economia, i terreni agricoli da alienare. 

CONVENZIONI PER LO SVILUPPO DELLA FILIERA DELLA PESCA
La norma individua azioni di sostegno al settore della pesca italiana, mirate a favorire lo sviluppo e la crescita, valorizzare la multifunzionalità delle imprese ittiche e garantire una sostenibilità anche economica ai soggetti della filiera. Vengono semplificate, infatti, le procedure per l’attuazione delle convenzioni tra le organizzazioni di rappresentanza del settore e la Pubblica Amministrazioneampliandone il campo di operatività estendendolo all’assistenza tecnica alle imprese di pesca, nell’ambito delle azioni previste dalla Politica Comune della Pesca dell’Ue, ed alle azioni di agevolazione per l’accesso al credito.

La norma non prevede nuovi oneri a carico del bilancio dello Stato, perché gli interventi verranno finanziati attraverso l’utilizzo dei rientri dei mutui concessi nell’ambito del credito peschereccio, con risorse per lo sviluppo del settore quantificabili in circa 6 milioni di euro.

  Redazione
(24.01.2012)

 

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