10th
marzo
2010
recensione di Laura Romani
Sequenza di Dolore, di Rosa Elisa Giangoia con prefazione di Antonio Spadaro – Non ricordo di aver letto mai una silloge sul tema della morte di una persona cara così intensa per l’amico di vita che scompare, anche per noi lentamente, perché, come dici “Bisogna prendere dalla vita/ le parole per dire la morte/ che non ha parole”.
La tua stupenda raccolta di poesie rimane dunque sospesa tra le parole prese dalla vita e lo stupore attonito di tutte quelle che non hanno parole per dirla… Continua… »
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27th
febbraio
2010
di Vincenzo D’Alessio
Avellino - Pasquale Martiniello(1928,2010 ), Poeta Nazionalirpino - Quando scompare un poeta si vorrebbero dire tante cose. Si vorrebbe che il corpo, la voce del poeta restasse sempre in mezzo a noi e cantasse, cantasse, senza spegnersi. La Natura ferma ogni canto, anche quello sublime del poeta e allo nasce la memoria in quelli che lo hanno conosciuto e per quanti avranno l’esigenza di conoscerlo.
Ho conosciuto il poeta Martiniello come preside del Liceo Classico di Vallata(AV) quando, dopo il terribile sisma del novembre 1980, giravamo l’Irpinia con il professore Antonio D’Urso(alias Rischiatutto) ed il suo editore Nunzio Menna di Avellino. Continua… »
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24th
febbraio
2010
recensione di Vincenzo D’Alessio
Montoro Inf.re (AV) – La raccolta poetica di Franca Fabbri che reca come titolo Sto consumando l’ultima casa è un tesoro prezioso agli occhi del lettore: restituisce l’immagine vera di una pietas et humanitas da troppo tempo assenti nella società contemporanea. L’umana memoria è debole; a volte gli uomini non vogliono ricordare i grandi dolori per non vedersi sfiorire quelle gioie, già poco durature, che l’esistenza offre. Sono poche le gioie, tante le sofferenze del quotidiano, perché lasciarsi prendere dal dolore? Continua… »
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21st
febbraio
2010
di Luciana Baldrighi
Milano – “Dolomiti: rocce e fantasmi, letteratura da viaggio, disegni e dipinti .Un itinerario culturatra le vette e le valli dei “Monti Pallidi”, ovvero le “montagne più belle del mondo” ” - Sulle prime alture che separano la montagna e la pianura corre una linea di discrimine nel cammino delle vicende umane. Da una parte il mondo e la storia, dall’altra l’arcadia appartata dove ogni cosa ha sempre teso a rimanere uguale a se stessa. Oggi oltre quella soglia rimangono i fantasmi dell’antica società montanara. Continua… »
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14th
febbraio
2010
di Alfio Siracusano
“Quattro generazioni nella storia” - Avrebbe poco senso chiedere a una personalità obiettivamente poliedrica come Walter Veltroni di non fare posto, nella sua professione intenzionale (e gli auguriamo non occasionale) di romanziere, alla variegata complessità dei suoi interessi. Perché Veltroni è giornalista, esperto di cinema e televisione, appassionato di canzoni, politico di lungo corso con la connotazione specifica del “buonista” – da intendersi come chi dà sempre credito a un fondo di bontà positiva che si trova nell’intimo di ciascun uomo –, e ultimamente, dopo essere stato sindaco di Roma, fondatore del partito democratico: immaginato dentro un progetto maggioritario e di rinnovamento complessivo della società italiana, che avrebbe dovuto soppiantare il berlusconismo con quello che di anomalo questa cosa si porta dentro. Continua… »
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5th
febbraio
2010
di Michele Luongo
“Nuvole” di Pietro Boninsegna. Un romanzo la cui scenografia è parte della propria vita, avvolta in 52 frammenti, bozzetti, racconti che ci conducono per mano nel viaggio dei ricordi del cammino di un uomo che dall’alluvione del Polesine (1951) , la sua emigrazione per studio in Toscana, a Castiglion Fiorentino, per ritornare poi ritornare nella sua terra a Caverzere (VE).
La lettura è scorrevole, man mano le storie diventano inviti a sfogliare, a proseguire, a conoscere quel meraviglioso passaggio che è fanciullezza, per accompagnarci nell’avventura della scoperta, della ricchezza di apprendere dall’altrui e propria esperienza il suo percorso, e i ricordi della memoria si materializzano: << Lascia il marciapiede ed attraversai la strada per passare vicino all’ingresso del teatro da dove potevo vedere la sua grande mole. La muratura era intonacata e tinta da poco ed i serramenti rifatti. Nuovi anche il cancello e la scala d’accesso. Quanti ricordi legati ad esso! Mi stupirono la rapidità e la nitidezza…>>. Continua… »
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31st
gennaio
2010
di Adele Desideri
“Lasciami, non trattenermi” di Mario Luzi. Poesie ultime :
Lasciami, non trattenermi è una raffinata raccolta di poesie di Mario Luzi (1914-2005), curata con eccellente attenzione filologica da Stefano Verdino. Comprende settantuno liriche, composte tra 2002 e il 2005. Una buona parte di queste – affidate dal poeta, per la trascrizione, a Caterina Trombetti – sono già apparse in riviste, giornali o antologie. Ma vi è anche un nutrito gruppo di inediti “assoluti”, “approvati” da Luzi per mezzo di “segni di rilievo e di evidenza d’autore”, che Verdino ha potuto recuperare nelle agende vergate dallo scrittore fiorentino durante i due anni finali della sua vita. Dattiloscritti o autografi, quindi, di estremo valore letterario e storico. Continua… »
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30th
gennaio
2010
di Alessandro Ramberti
Su “Vociverse” di Andrea Lanfranchi – Ed. Ibiskos, 2009, Primo Premio Silloge inedita al 6° Concorso Internazionale autore/i per l’Europa.
Quest’opera si apre con un esergo di Eugenio De Signoribus che si conclude con questo verso: «l’affannata mente non ha tana…» e credo che Lanfranchi voglia da subito offrirci una chiave di lettura dei suoi versi. Continua… »
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24th
gennaio
2010
Recensione di Patrizia Danzè
Saffo la dolce eresia di Eros ( a cura di Alfio Siracusano).
A Saffo la bella, il dáimon diede in sorte di essere la poetessa dell’amore, per quei disegni imperscrutabili della týche della quale siamo tutti figli. Ma si sa, la sorte a chi dà una cosa a chi dà un’altra e a Saffo la “pura, dal riso di miele, dal crin di viola”, come il suo fratello d’arte Alceo dolcemente la apostrofava, diede un doppio dono, quello di cantare l’amore, non solamente di viverlo. Saffo, in verità, di amori ne ebbe tanti: amava Lesbo, la sua bella isola, la più grande dell’Egeo nord-orientale, nella quale ebbe i natali (che fosse Ereso o Mitilene, nulla importa, al di là della evidente rivalità campanilistica tra le due città). La amava di un amore speciale, anche perché feconda della meravigliosa fioritura melica di cui sia la poetessa che il suo caro Alceo sono i figli più noti. Continua… »
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23rd
gennaio
2010
di Michele Luongo
Marco Pannella con Stefano Rolando – Le nostre storie sono i nostri orti / ma anche i nostri ghetti . Leggere le parole di Marco Panella è sempre interessante, ma nella sua vita non gli è stato mai facile potere spiegare il suo linguaggio i suoi ideali, il suo cammino di libertà , pur essendo un grande comunicatore, per farlo, più volte, è stato costretto alla lotta non violenta dello sciopero della fame.
Un libro intervista “ Marco Pannella con Stefano Rolando ( Ed. Bompiani, RCS Libri -novembre 2009, ISBN 978-88-452-6439-9 – Pag. 203 euro 15,00 ) – “Le nostre storie sono i nostri orti , ma anche i nostri ghetti” . Una citazione che racchiude il valore del personaggio, sessantacinque anni di politica attiva sullo scenario nazionale e internazionale. Continua… »
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21st
gennaio
2010
Recensione di Maria Grazia Martina
Leggo i versi di Objects del poeta Alberto Mori e penso immediatamente ad opere che hanno trovato nell’oggetto la poetica dell’ALTER, ovvero una sostituzione nel tempo della dialettica uomo/natura-uomo/storia, divenuta, nel presente, una relazione imprescindibile uomo/oggetto.
Nel ’900, sia nelle arti figurative (astrattismo – informale) sia nella letteratura che nella poesia, si è assistito al progressivo affioro dell’io, dell’individuo rispetto al mondo. Nella seconda metà dello stesso secolo i nuovi miti (R. Barthes), l’industria culturale (E. Morin) connessa ad essi contribuirono a creare un “paesaggio oggettivato” affollato e invasivo dell’essere, ineluttabilmente naufrago nel mare dell’oggettività (I. Calvino). Continua… »
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21st
gennaio
2010
Recensione di Alfio Siracusano
“Qualcuno era comunista” di Luca Telese
Fa una certa impressione aprire un libro e leggervi la propria storia. Nel senso che il libro parla d’altro, magari racconta i mesi cruciali in cui il vecchio Pci uscì rumorosamente di scena tra dibattiti infiniti nei suoi luoghi deputati (sezioni, federazioni, congressi), e tu scopri che di quelle discussioni sei stato parte, che hai vissuto in prima persona il grande psicodramma di quella transizione, appassionandoti e soffrendone e insieme assaporando l’ultima versione dell’essere palingenetico di quel partito; ma scopri anche, quasi incredulo, che sono passati appena vent’anni, o già vent’anni, da quel fatale novembre berlinese in cui un popolo intero smantellò quel muro Continua… »
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