Intervista alla figlia di Totò

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Liliana De Curtis, Papà era un uomo veramente straordinario, un fenomeno che andava oltre la sua arte. Un precursore dei tempi, basta guardare la politica attuale per accorgersene. Ricordo che amava stare da solo, diceva di andare nel pensatoio a pensare.
di Michele Luongo

 

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LIliana De Curtis

Trento – Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis di Bisanzio Gagliardi, più semplicemente Liliana De Curtis, attrice e scrittrice. L’abbiamo incontrata nel corso della rassegna “Canone Italiano”, organizzata dalla Cantina LaVis, un ciclo d’incontri con personaggi della filosofia, del cinema e della letteratura. Liliana De Curtis, autrice del libro “Malafemmina”, figlia dell’indimenticabile Totò, ha una voce calda, semplice, diretta e con la sua schiettezza ci riporta senza indugio a suo padre. 
La mamma Diana Bandini, come le parlava di suo padre? 
Mi diceva che era un grande lavoratore, un uomo molto buono e molto presente nelle sue manifestazioni, mi diceva cose magnifiche.

Il Totò papà, il Totò attore due persone diverse?
Si, completamente diverse. Voleva, assolutamente, che le due parti fossero distinte. In casa era solo il padre, ed era molto rigido, ma contemporaneamente molto buono e protettivo. 
Ricordo che mi diceva sempre di non sedermi mai sulle gambe di nessuno.

Malafemmina non è solo una canzone? 
Malafemmina non è una canzona, è una poesia. Una poesia scritta dal grande dolore provato quando mia madre lo lasciò andando via.

Quando ha capito cosa volesse dire essere la figlia del grande Totò?
Dopo la sua morte. Vede, Napoli è una città straordinaria, ci sono delle cose stupende, come quando la gente mi fermava per strada e mi diceva: siete grande come vostro padre.

Cosa l’emoziona, oggi, del ricordo di suo padre? 
Tutto. Lo prego e mi raccomando a Lui sempre, gli dico: Papà proteggimi e sono sicura che Lui mi proteggerà, sempre.

“A Livella” una poesia con una straordinaria forza comunicativa. 
L’ha scritta quando stava nelle catacombe. E’ la verità. Lui dice quello che è la verità “Insomma, che vogliamo fare: morte si tu e morte so io”.

Ci sembra ascoltare suo padre. Per Edoardo De Filippo, Totò è una creatura irreale. Chi era Totò? 
Era un uomo veramente straordinario, un fenomeno che andava oltre la sua arte. Un precursore dei tempi, basta guardare la politica attuale per accorgersene.
Papà poi era molto buono, molto generoso. Andava di notte, per non farsi vedere, nei bassi di Napoli a lasciare soldi sotto le porte delle case.
Con Edoardo De Filippo aveva un bel rapporto che maturò nel tempo. Edoardo soffriva di dolori reumatici e papà lo curava con affetto, quando morì gli scrisse una lettera bellissima.

A che punto è il museo di Antonio De Curtis? 
Va avanti. De Magistris, me l’ha promesso.

La politica partenopea ne ha capito il valore storico culturale, nonché turistico del personaggio Totò?
Penso di si. Credo che ne abbiano capito l’importanza, soprattutto, perché darà lavoro ai giovani. Ci saranno laboratori di musica, di recitazione, di canto, insomma tutto quello che si potrà realizzare.

Se stava altrove, cosa avrebbero fatto?
Certamente non ci ritrovavamo qui a parlarne.

Un linguaggio al di fuori d’ogni regola grammaticale, gestuale, possiamo parlare di una lingua di Totò? 
Sicuramente, della lingua di Totò hanno scritto dei libri, delle cose stupende. Il collegio di Napoli, non ricordo il nome, ha fatto uno studio sulla lingua di Totò che è  meraviglioso.

Signora Liliana un’ultima domanda: Totò che regalava e regala risate. Era una persona triste? 
Si, Totò era triste, forse, perché aveva vissuto una vita orribile che gli si era riflettuta addosso. Ha sofferto molto per la sua cecità. Ha sofferto ma è stato sempre generoso. 
Ricordo che amava stare da solo, diceva di andare nel pensatoio a pensare.

Totò è un universo, una grande maschera della vita, indimenticabile. Come sulle scene che con assoluta naturalezza improvvisava, così ancora oggi la sua storia continua a regalarci sorprese. Lasciamo Liliana circondata dal pubblico a firmare autografi.

 

di Michele Luongo   ©Riproduzione riservata
                  (13/05/2013)

 

 

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