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La concia della pelle è una vera e propria arte, perché per ottenere dalla pelle un buon cuoio si debbono seguire dei procedimenti che non possono essere definiti, proprio a causa della diversa struttura e composizione della pelle che si lavora. Di conseguenza il processo di trasformazione non segue sempre le stesse regole, né esistono << ricette>> da seguire. Per tale motivo, la concia è da considerarsi una pratica basata su conoscenze empiriche che vanno continuamente sperimentate e arricchite.
In tal senso, per le sue remore origini storiche, la concia è un’arte antichissima. La storia dell’industria della concia delle pelli è, infatti, strettamente collegata alla storia dell’uomo. Basti pensare ai pellirosse che utilizzavano tende fatte di pelli di bisonte, ai capi tribù africani, abbigliati con pelli di leone o leopardo, alle antiche popolazioni dell’Asia centrale, che utilizzavano otri in pelle di capra o di montone.
Nel Medioevo, gli Arabi lavoravano le pelli di animali, trasformandole in lavori artistici conosciuti come i << cuoi di Cordova>>, e analogamente, i Veneziani conciavano le pelli ed effettuavano lavorazioni secondo i sistemi appresi in Oriente.
Molte fonti attribuiscono agli Arabi le innovazioni più importanti nella lavorazione; più correttamente si potrebbe dire che sono stati gli autori di una diversificazione merceologica dei prodotti, infatti, ancora oggi si parla << marocchino>>, o << pelle marocchinata>> per indicare una pelle morbida e resistente….La lavorazione del cuoio da suola, nell’Italia meridionale, ebbe grande importanza ad Amalfi come a Pompei, infatti gli scavi archeologici a Pompei hanno riportato alla luce attrezzature di una conceria, che non differiscono molto da quelle utilizzate fino ai tempi non molto lontani da noi…..
( …tratto dal capitolo “La concia delle pelli in Italia nel XX secolo”
L’industria conciaria italiana tra tradizione e innovazione
Il caso della fabbrica Buonanno a Solofra tra Ottocento e Novecento
di Franca Pirolo
Ed. Rubettino , 2011
Pag. 200 Euro 14,00
ISBN 978 88 498 2931 0












