Pensieri taglienti con Il lato Estremo di Gaccione

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Il lato Estremo. I pensieri taglienti di Gaccione. Aforismi,  di una diretta esperienza di vita, ” È piuttosto raro che la natura concentri tutte le sue qualità in un punto.”

di Amedeo Ansaldi

 

Pensieri taglienti con Il lato Estremo di GaccioneIl Lato Estremo. I pensieri taglienti di Gaccione. Anzitutto ringrazio Angelo Gaccione per avermi invitato a presentare lunedì 8 maggio allo spazio milanese “ChiAmaMilano”, insieme all’amica Alessandra Paganardi, la sua silloge Il lato estremo. E tanto più lo ringrazio in quanto Angelo è, da tanti anni, uno dei pochi ad aver promosso, anche attraverso numerosi articoli comparsi nel corso del tempo sulla sua rivista, un tempo cartacea e oggi online, Odissea (sulla quale scrivono, e hanno scritto, alcune delle firme più prestigiose, della cultura italiana e internazionale) – Angelo è uno dei pochi, dicevo, ad aver contribuito a divulgare in Italia un genere letterario tanto trascurato, per non dire virtualmente ignorato, dall’editoria italiana: appunto, l’aforisma.

Anche come casa editrice, Odissea ha pubblicato negli anni, in netta controtendenza rispetto all’orientamento generale, alcune significative raccolte di massime e pensieri. Fra gli autori presenti nella collana ricorderemo almeno Laura Margherita Volante, Rinaldo Caddeo, Renato Seregni. Nell’anno 2000 Gaccione ha, fra l’altro, raccolto, con gusto sicuro, in una bella antologia (Nero su Bianco) – che spazia da classici come La Rochefoucauld, Wilde e Nietzsche, ad autori più vicini a noi nel tempo – svariate massime, aforismi e citazioni classiche (e non).

Alla sua multiforme attività di giornalista, scrittore e autore di testi teatrali, per la quale molti già lo conosceranno, Angelo Gaccione ha dunque affiancato da sempre un genuino interesse per il genere aforistico, coltivato anche in prima persona. Nel corso delle sue vastissime letture – spesso felicemente disordinate, soprattutto in gioventù – Angelo ha contratto, come molti, l’abitudine ad estrarre dai testi, e riportare su un taccuino, quei passaggi esemplari capaci di sintetizzare in poche salienti, insostituibili parole significati complessi, visioni del mondo, principi estetici.

Ma la motivazione decisiva che ha indotto Gaccione a scrivere aforismi, anzi a scrivere tout court, è – io penso – quella etica. Sappiamo bene che ogni autentico scrittore prende la penna in mano solo quando ha qualche cosa da dire, senza indulgere a quegli sterili lenocini che tanto spesso ci vengono inflitti da autori meno avvertiti – fermo restando naturalmente che il magistero stilistico è fra quelle cose che rientrano nell’irrinunciabile bagaglio di ogni autore degno di questo nome.

E appunto in Nero su bianco (Massime, aforismi, pensieri raccolti da Angelo Gaccione, Edizioni Gutenberg) il curatore (appunto, Angelo), nel 2000, in un suo bell’aforisma asseriva: “Nessuna cosa ha un’anima se non ne avete una”; che è poi il principio ispiratore anche della sua più recente silloge Il lato estremo, che segna il coronamento di una sua quasi trentennale ricerca, di pensiero e stilistica, sulla forma breve – silloge che ci accingiamo a presentare fra qualche giorno; una raccolta di 256 aforismi lungamente meditati (visto anche l’arco di tempo che racchiudono: vanno dal 1987 al 2015), risultato di una diretta esperienza di vita, che si distinguono per la varietà dei temi trattati e toccano la politica, la storia, la società, e si esprimono in notazioni personali e intuizioni psicologiche, sempre su uno sfondo serio e dolente che non esclude tuttavia spunti ironici abbastanza frequenti.

Il Lato Estremo. I pensieri taglienti di Gaccione. Per concludere, penso che poche citazioni possano rendere il clima, caustico e risentito, del volumetto:
 “Bisogna sbagliare da giovani per avere qualcosa da raccontare da vecchi.”
“Chi si attacca troppo alla realtà finisce per rimanerne schiacciato.”
“Non esistono generosità che non nascondano un obbligo.”
“Non poté togliersi la vita perché non l’aveva mai indossata.”
“Non appena si diffuse la notizia della Rivoluzione, i nobili cominciarono a perdere la testa…”
“Non c’è organo più pigro e abitudinario dell’occhio; non un organo che si stanchi più in fretta.”
“È piuttosto raro che la natura concentri tutte le sue qualità in un punto.”
“Qualsiasi bilancio faccia della propria vita un uomo, se è rimasto tale, non può che essere in perdita. Potrei darne una lunga lista di ragioni, ma non occorre, ognuno troverà le sue.”

Angelo Gaccione “Il lato estremo”, Ed. Orizzonti Meridionali, 2016, Pagg. 56 € 10,00, ISBN- 9788897687603. 

 

 di Amedeo  Ansaldi
     (04/05/2017)

 

 

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