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Fecondo dialogo

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Franco Loi ha pubblicato, nel 2011, la raccolta di poesie Angel de aria (Aragno) e il libro-intervista, a cura di Giuseppe Mari, Educare la parola (La Scuola).
In Angel de aria - già preceduto da L’angel, in 4 parti, Mondadori, 1994 - l’autore conferma la scelta di un dialetto milanese innovativo eppure rispettoso della tradizione popolare, mentre impreziosisce lo stile fortemente lirico con schegge d’ironia, timbri quasi “angelici”, memorie appena sussurrate.

Ma in Educare la parola Loi offre al lettore, oltre alla sua toccante vena artistica, qualcosa in più: la saggezza dell’uomo maturo di sentimenti, la ricchezza delle acute riflessioni filosofiche, la negazione di ogni ideologia, la denuncia della frequente ipocrisia politica, il i, l’umiltà e la coerenza nelle problematiche questioni religiose: insomma, il pacato racconto della sua stessa vita. Una sorta di manifesto esistenziale, sintesi dei temi cari allo scrittore: in primis la costante “aspirazione alla giustizia sociale” e un moderno umanesimo corroborato da letture mirate, approfondite.

Loi, provato dalle vicende della Seconda Guerra Mondiale e da un’innata repulsione verso il fascismo, aderisce, sin da ragazzo, al marxismo e al Pci. Se ne distacca, poi, in quanto l’uno “non si lascia declinare in chiave spirituale”, e l’altro gli appare, in realtà, antidemocratico.

Lavora come ferroviere, quindi come impiegato alla Rinascente. Infine, nel ‘60, entra in Mondadori in qualità di curatore della rassegna stampa. Qui, nel ‘70, Vittorio Sereni lo scopre poeta, e ne promuove subito le prime pubblicazioni.

Il resto va da sé: prestigiose consulenze, eventi, nuove edizioni e sempre poesie, in un dialetto milanese efficace, vibrante: “Quando cominciai a scrivere in milanese, feci una scoperta: non seguivo più la logica della parola ma i suoni”.
D’altronde, è pur vero che “in piazzale Loreto i fascisti parlavano italiano e il popolo, milanese” e che la lingua della gente comune di Milano è proprio “melodica e scorrevole come un rigo musicale”.
Anche grazie all’amicizia con padre Turoldo e agli incontri con don Milani, la spiritualità di Loi si caratterizza, intanto, nel segno di un’adesione critica al cristianesimo (“Sono religioso ma non «chiesastico»”) e di una colta ingenuità: “Oh Dio, perdona il mio dimenticare,/ perdona i mancamenti, quegli smarrimenti/ che mi prendono nel disamorarmi,/ (…)/ e, Dio, perdona la febbre della mente,/ (…)/ perdona questo mio sordo addormentarmi,/ ché io sono orbo nel fosso del mio male/ e i tuoi spintoni soltanto mi fanno svegliare/”.

Anziano - non “vecchio” - Loi piace ai giovani, per le sue tesi schiette e prudenti, lievi e ferme: “Non è il sesso, ma l’uso del sesso senza amore, la mancanza di conoscenza e controllo del sesso da parte dell’uomo così come la pretesa di sentirsi come Dio attraverso l’uso logico della conoscenza, il vero peccato originale”. E per i suoi interventi contro il “«pedagogismo libresco»”, che provoca nella scuola la “riduzione d’ogni materia a sillogismo scolastico” e l’incuria nei confronti della complessa personalità dello studente.

“Educare alla parola”, significa, allora, per Loi, indicare la dimensione della conoscenza e dell’interiorità, la rinuncia del sovrappiù, l’accoglienza del Trascendente. Significa “far capire che il mistero non si supera con la razionalità, ma con il potenziamento del nostro spirito”, affinché la parola e i suoi molteplici rimandi, nel silenzio, sgorghino “come l’acqua da una sorgente”.

Loi preferisce la serenità, sia come poeta che come uomo. Pure quando l’ombra lo sfiora. L’ombra, che forse bisognerebbe sapere guardare con trepida attenzione: “Camminare con l’ombra è necessario/ come al respiro il corpo o la notte/ il fioco della luce, alla canzone/ il greve delle note o della voce…/ L’ombra mia cara della vita il peso,/ questa stupidità che ci consola/ come degli occhi il sonno nell’attesa/ o l’aria tra il pensare va leggera”.
(Trad. in italiano dei testi poetici a cura di F. Loi)
(Pubblicata ne Il Quotidiano della Calabria, 14 novembre 2011) 

Adele Desideri
(18.03.2012)

“Educare la parola”
di Franco Loi,
a cura di Giuseppe Mari
Ed. La Scuola, 2011,
Pag. 151, euro 9