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Verità senza obiettività

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Il più anticonformista dei giornalisti italiani sicuramente è Giampaolo Pansa. Non ha mai inteso a diventare un personaggio pubblico da omaggiare, anzi sembra che faccia di tutto per divenire scomodo, antipatico e ci riesce molto bene. Perché è meticoloso, testardo, uno di quelli che non molla nella ricerca della verità e percorre, soprattutto, la strada dell’obiettività.

Ha scritto il libro “Carta straccia, il potere inutile dei giornalisti italiani” (Rizzoli,2011), ad esempio nel capitolo “I bigotti dell’antifascismo”: << …Il massacro di Katyn. Nel dopoguerra, i comunisti italiani difesero a spada tratta la versione bugiarda dell’Urss. A Napoli viveva, un medico legale che aveva fatto parte della commissione della Croce Rossa Internazionale incaricata di indagare sulla strage. I periti andarono a Katyn nell’aprile 1943 e stabilirono che i cadaveri gettati nelle fosse comuni risalivano ai primi mesi del 1940, quando la zona era controllata dal’Armata rossa.
Il rapporto della commissione venne respinto dai sovietici . Mosca continuò a negare anche dopo la fine del conflitto, con l’aiuto dei partiti satelliti dell’Urss. Il Pci e l’Unità scatenarono una violenta campagna di discredito contro il medico napoletano, Vincenzo Maria Palmieri (medico legale componente. Fu il risultato, minacciato, boicottato dai burocrati del Patitone rosso e dagli studenti comunisti. Il linciaggio durò a lungo. Palmieri si vide costretto a rinunciare alla cattedra universitaria >>.

Un giorno qualcuno ha scritto: “Quando inizia una guerra, la prima vittima è la verità”. Ma spesso la vittima non ritorna in vita neppure se le armi cessano di sparare. E’ accaduto anche in Italia, a guerra civile finita. E continua ad accadere oggi, seppure in misura minore.
La sinistra non ha mai voluto la verità su quanto era avvenuto dal 1943 sino al 1948. Non la voleva perché la “sua”verità, gonfia di menzogne, l’aveva già imposta in tutte le sedi: la cultura, la ricerca storica, i testi scolastici, il cinema, i giornali”. Già da queste righe emerge il carattere e il lungo cammino con più di cinquant’anni d’esperienza, che ha reso Giampaolo Pansa un gran giornalista che merita assoluto rispetto.

In questo libro Pansa parla del mondo dell’editoria, delle famiglie (Agnelli) dei quotidiani ( “Corriere della Sera” della “La Stampa”) dei direttori di giornali e di giornalisti e di politici , fa nomi e cognomi, è una sua analisi sull’editoriale del secondo dopoguerra. Leggendo fino alle ultime righe riscopre l’obiettività dell’autore, le critiche sono rivolte sia a una stampa di sinistra che a quella di destra. 

La lettura del libro ci conduce a un’ampia pagina dove chiede ai giornalisti italiani se quello che scrivono e dicono sia il risultato delle personali opinioni politiche o se è reso un servizio ai cittadini senza omertà. Un giorno, invece, il lettore dà la sua risposta.

  di Michele Luongo
© Riproduzione riservata
      (29.04.2012)

Carta Straccia, il potere inutile dei giornalisti italiani
di Giampaolo Pansa
Ed. Rizzoli, Milano, 2011
Pagg. 428 Euro 19,90
ISBN 978 88 17 04927 6


1 commento

  • Libero

    Pansa merita solo rispetto!
    Le verità scomode non fanno mai piacere. Ma è sempre positivo potere avere notizie, ascoltare , vedere, leggere più versioni.
    Un grazie allo scrittore Giampaolo Pansa
    Cordiali Saluti Libero

    Rapporto Libero Domenica 06 Maggio 2012 10:48 Link al commento

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