Lunedì, 01 Settembre 2014

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Politica e morale

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Non è sempre facile parlare, discutere di moralismo, soprattutto, quando l’ipocrisia il qualunquismo prendono il sopravvento: “sono tutti uguali, tutti compromessi”. E invece no, bisogna sempre fare sentire la propria voce. La Libertà è sapere ascoltare le voci. “Elogio del moralismo” è l’ultimo lavoro letterario del giurista Stefano Rodotà , che già dalle prime righe, pagine, toglie ogni dubbio a facili illusioni: << Sono un vecchio, incallito, mai pentito moralista. La parola mi piace, perché richiama non una moralità passiva, compiaciuta, contemplativa o consolatoria, ma una attitudine critica da non abbandonare, una tensione continua verso la realtà, il rifiuto di uno storicismo da quattro soldi che, riducendo a formula abusiva l’hegeliano “tutto ciò che è reale è razionale” spalma di acquiescenza qualsiasi comportamento pubblico o privato>>

E’ un libro che invita alla lettura alla riflessione sulla morale, sull’etica pubblica, e non dimeno a quei riferimenti dei valori della Costituzione, dove l’autore evidenzia, sottolinea i richiami: l’art. 54 della Carta costituzionale il comportamento dei cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche, deve essere improntato a disciplina e onore. Proprio il contrario di quanto fatto dai nostri politici: << “Il nostro ceto di governo...ha badato alla propria coesione interna, più che alla sua rispettabilità pubblica>>.

E’ evidente che la politica italiana ha smarrito i suoi valori, i suoi principi, la propria etica, questo decadimento è la risposta all’attaccamento alle poltrone, ai privilegi, al “mestiere del politico” ed è la conferma della disaffezione dei cittadini alla politica.

“Elogio del moralismo” è anche una riscoperta del ruolo del cittadino a essere più presente a dare maggiore forza ai valori, all’onore, all’etica che poi, nella scelta elettorale, non possono essere assolutamente trascurati per eleggere i propri rappresentanti. La vita pubblica esige rigore e correttezza, è inammissibile la menzogna e il non render conto dei propri comportamenti, diversamente è tutt’altra cosa, di certo non gli interessi dei cittadini.

L’autore non ha nessun dubbio sul significato della morale, dell’onore, dell’etica, della trasparenza: << L’obbligo di verità da parte delle istituzioni diviene diritto di d’informazione sul versante dei cittadini. Nell’art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dell’Onu si afferma:” ogni individuo ha diritto, di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee con ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”>>. Infine l’autore non può non rilevare l’importanza del ruolo della Scuola pubblica “Organo Costituzionale”, che può trasformare la molteplicità in ricchezza, in assenza del dialogo tra diversi, invece, aumenta l’egoismo, terreno fertile per una cattiva società.

 di Michele Luongo
   (21.05.2012)

“ Elogio del moralismo” di Stefano Rodotà , Ed. LaTerza,Roma-Bari, 2011, Pagg. 94 Euro 9,00 - ISBN 978-88-420-9889-8