A22, pubblica o privata

A22: società in house o no? Evidente il tentativo dei parlamentari trentini appartenenti al gruppo per le autonomie miri a fare in modo che per il rinnovo della concessione ad A22 si eviti la gara pubblica.
di Giovanna Giugni

 

 

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A22 Modena Brennero

Trento – E’ ormai evidente che il tentativo dei parlamentari trentini appartenenti al gruppo per le autonomie mira a fare in modo che per il rinnovo della concessione ad A22 si eviti la gara pubblica,definendo A22 come una società cosiddetta in house. 
In parole poverissime si ritiene legittimo che solo l’ente pubblico, rappresentato da A22 gestisca il patrimonio – anch’esso pubblico – costituito dai tratti autostradali.

E’ inutile scatenare una concorrenza tra soggetti privati quando l’ente pubblico, proprietario dei beni, li gestirebbe al meglio attraverso un organismo controllato dall’ente pubblico stesso! 
Peccato che nel 2012 la stessa A22, per bocca del suo amministratore delegato si dichiarò impossibilitata a fornire i nomi dei possessori di tessere di viaggio gratuite alla sottoscritta, allora consigliere di un ente territoriale azionista di A22, il Comune di Trento. 
La motivazione addotta ( suffragata da un parere legale) fu che la società era partecipata anche da soggetti privati – per quasi il 17% – e che quindi certo non poteva definirsi in house.

Il Difensore Civico e il TAR di Trento mi diedero ragione, ma A22, con il denaro dei contribuenti, fece ricorso al Consiglio di Stato, dove io mi difesi a mie spese, per amore di giustizia e dovere di trasparenza. 
Dopo un’attesa di 220 giorni, il Consiglio di Stato mi diede torto: A22 era partecipata in modo troppo residuale dal Comune di cui ero consigliere….poco più del 4%! Nessun dato mi doveva essere concesso. 
Ora però si vorrebbe che A22 potesse fruire di una normativa di tutto vantaggio,che le consentisse di evitare la concorrenza, definendola società pubblica ( in house) a tutti gli effetti. 
Chiedo allora – inviando questa nota a tutti i capigruppo parlamentari, ai consiglieri regionali e alla stampa, nonchè al Ministero delle Infrastrutture –  che, qualora la richiesta dei parlamentari che desiderano piegare le norme generali ad interessi localistici fosse approvata, ai consiglieri regionali-provinciali che ne facciano richiesta ( la Regione e le Province autonome sono azioniste di A22 per oltre il 45%) vengano forniti non solo i nomi dei possessori di tessere gratuite, ma anche i dati dettagliati relativi alle assunzioni nell’ultimo quinquennio e le indennità di amministratori e dirigenti relative allo stesso periodo.

Per rispetto dei cittadini, della coerenza e del principio di libera concorrenza non si può essere società pubblica solo per ciò che conviene. Ubi commoda ibi et incommoda. Vale per tutti , se la legge è davvero uguale per tutti.

 

       Giovanna Giugni
presidente di Trentino Punto a Capo
        (22/06/2015)

 

 

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