Sensat, un sensore nei rifugi SAT

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Sensat, un sensore nei rifugi SAT per monitorare la qualità dell’aria a distanza ideato e costruito dai ragazzi delle scuole superiori del Trentino
Redazione

 

Sensat, un sensore nei rifugi SATSensat,  un sensore nei rifugi SAT.  Citando il numero degli studenti che hanno entusiasticamente deciso di intraprendere questa esperienza, può di enunciare un banale numero a tre cifre, come se ne citano tanti. Vederli però tutti insieme seduti ad ascoltare come verrà strutturato il loro lavoro, come accaduto stamane nell’aula magna dell’ITT Buonarroti, è decisamente un altro impatto.

Sono infatti 180 i ragazzi delle quarte classi superiori di 7 istituti scolastici trentini (ITT Buonarroti-Pozzo di Trento, Liceo scientifico Curie di Pergine, Licei artistici Depero di Rovereto e Vittoria di Trento, Liceo scientifico Guetti  di Tione, ITT Marconi di Rovereto, Liceo classico Prati di  Trento, ITE Tambosi-Battisti di Trento) che si impegneranno, non solo per dar vita a qualcosa di utile e innovativo, ma per imparare un metodo, quello  del lavoro d’equipe, indispensabile nei contesti industriali di ricerca e sviluppo.

Questa colorata nave della conoscenza applicata è partita appunto stamane, quando i ragazzi dei sette istituti coinvolti hanno conosciuto i loro formatori extrascolastici (una quindicina), i loro finanziatori (Fondazione Caritro), e i partner principali del progetto FBK e SAT.

Nel raccontare ai ragazzi chi è SAT, come è nata e quali attività svolge, il presidente Claudio Bassetti ha illustrato quanto impegno comporti oggi la necessità di fornire risposte tecnologicamente avanzate ai rifugi:” Rappresentano una risorsa importante per il turismo trentino – ha sottolineato – vi transitano centinaia di migliaia di persone. Alcuni rimangono chiusi per molta parte dell’anno e quindi una verifica a distanza di cosa accade ai rifugi, magari vuoti, è importante, per questo vedo questa prima sperimentazione riguardante la qualità dell’aria come una ricerca con ampia estensione delle rilevazioni. In quota abbiamo strutture come i bivacchi che rimangono aperti a disposizione degli escursionisti che vanno monitorate e controllate. Per il momento saranno tre i rifugi sui quali si sperimenterà il dispositivo – ha proseguito il presidente –  le strutture in questa prima fase devono soddisfare tre requisiti importanti: accessibilità, rete internet disponibile e la disponibilità del gestore. Un rifugio che possiamo dare già ora come possibile sede è certamente lo Stivo”.

In sala alcuni Istituti di Ricerca Nazionali, pare infatti che il progetto scuola- lavoro del Trentino stia riscuotendo vasta eco in altre regioni italiane per l’alto valore innovativo della sperimentazione. Parole di plauso e di sostegno hanno espresso anche gli altri partner della sperimentazione: Pierluigi Bellutti di FBK, Micaela Baldessari dell’Associazione Design Industriale, Carla Broccardo del Consiglio Nazionale Forense e Filippo Manfredi direttore di Fondazione Caritro.   (  http://www.sat.tn.it/  )

 

    Redazione
 (25/10/2017)

 

 

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