Vannetti, progetti reali e fruibili?

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Casa di Riposo Vannetti a Rovereto, presentata interrogazione: Quale sia il rapporto ospiti/operatori; Quanti siano i progetti messi in campo per la sostenibilità degli ospiti e se si conferma il progetto “In barca a Vela” ; Quanto si sia investito per il progetto “bimbi e nonni”. 
 di Claudio Civettini

 

Casa-Riposo-Vannetti-RoveretoCasa di Riposo Vannetti a Rovereto, Azienda di Produzione o di Erogazione di Servizi alle Persone?
Organizzazione che tende al buon servizio o al servizio a Basso Costo?
Quali i controlli sui servizi erogati?
Quali le dispendiose novità costosissime e inefficienti?
Utenti e Familiari scomode variabili?
Della Casa di riposo Clementino Vannetti di Rovereto, si può dire di tutto ma non certamente che, l’attuale gestione, non sappia scontentare tutti ,dai dipendenti(che sembra si volessero rottamare attraverso un piano di destabilizzazione scientifico per poi magari assumere gestioni cooperative o altro!),ai familiari degli ospiti che pagano le rette e poi si trasformano anche in volontari per dar concretezza a quell’assistenza agli anziani, che in alcuni passaggi sembrerebbe venir meno ,non certo per colpa-lo si ripete-dei dipendenti.

Una situazione che ci viene rappresentata oramai come insostenibile, di là da ogni valutazione politica, ma per il clima che si sarebbe volutamente attivato attraverso una gestione “manageriale” e contabile, ma anche con disposizioni che avrebbero dell’inverosimile, tanto da “smontare” letteralmente, anche le operatrici e gli operatori che da sempre si sono distinti per attaccamento e amore verso gli anziani ospiti e il loro servizio.

Nessun ammutinamento verso nuove disposizioni che, come è giusto, attuano programmi di rinnovamento ma certamente quanto sembrerebbe oggi emergere da tale gestione, non troverebbe sostanza nell’obiettivo del servizio, quanto piuttosto alla “quadra” di una cassa che, nel rispetto apparente dei regolamenti, nel concreto, produrrebbe un servizio almeno discutibile.

Il primo punto evidente, la scarsità del personale che con questa gestione, sarebbe gestito secondo i criteri dettati dalla Legge provinciale ma, non essendoci state modifiche, non si capisce quali siano state le scelte di codesta gestione circa i dei rapporti operatori/ospiti e di questo se ne chiede il dettaglio.

Infatti, non possiamo dimenticare che lo stesso rapporto, necessità di considerare i numeri presenti di non auto sufficienti, mentre ad una verifica fatta, questo parrebbe non essere argomento di valutazione.

Sempre su questo tema, poi, per meglio capire i criteri di gestione, utile sapere e far conoscere ai familiari, quali siano i criteri per le sostituzione del personale in malattia o la gestione delle reperibilità, che-in tutta franchezza-sembrerebbe poco efficace, mentre come già detto in altra occasione, la gestione del personale sembrerebbe avere come obiettivo, la “demotivazione funzionale” per generare-verosimilmente-un sistema orizzontale e di basso livello delle responsabilizzazioni nei confronti degli ospiti, magari gestito da qualche cooperativa esterna.

Tutto questo, alla faccia di quella “continuità degli affetti”, tanto cara con le parole ma poco praticata nei fatti se è vero come è vero, che sarebbe in atto una vera e propria rivoluzione nelle turnazioni, con –salvo smentita documentata-cambi repentini di servizio ai piani, arrivando a fare addirittura divieto dei normalissimi cambi turno che, magari per impegni familiari, erano in uso nella più assoluta garanzia, efficacia ed efficienza del servizio.

Per poi non dilungarsi sulle iniziative a progetto che dovrebbero mettere al centro la socialità degli ospiti e che invece, sembra mettere a nudo la mancanza di progettualità –o meglio-di vicinanza a tutti gli anziani, pur nella diversificazione degli interessi ma non certo nella rincorsa a degli eccessi del tutto discutibili.

Uno dei progetti in corso, sono le “gite in barca a vela” che, a parte poche unità, non sono certo alla portata dei tanti anziani anche autosufficienti presenti ma, nonostante ciò, si preserverebbe utilizzando risorse utili ai sollievi generale di questi ospiti.

Interessante invece, il piccolo investimento per il progetto” bimbi e nonni” ma che a quanto pare, non sarebbe adeguatamente supportato né tanto meno, sembrerebbero in essere convenzioni scolastiche di avvicinamento alle problematiche dei nonni o dei bis-nonni.

Un insieme di problematiche gestionali, che-senza polemica-necessitano di risposte, per aprire un dibattito, essendo la gestione non tanto un sistema “loro” ma un diritto di tutti di scegliere e conoscere perché, ad esempio, si sarebbe scelto che la RSA di Sacco, sarebbe quasi completamente sguarnita di personale nelle ore notturne.

Un insieme di problematiche -una tra le altre- anche generate dalla volontà di meccanizzare addirittura la distribuzione dei farmaci, che le operatrici dovrebbero attivare e conoscere attraverso un palmare che, secondo indiscrezioni certe, sarebbe un fallimento incredibile con una spesa enorme per l’ente, ma che non troverebbe adeguata copertura di rete per l’esercizio.

Una situazione cui i familiari trovano voci flebili per paura in un ambiente dove la debolezza è ordine di normale quotidianità, nella speranza che le attenzioni non siano commisurate al grado di accondiscendenza verso all’attuale gestione.

Una situazione che –così leggendo i fatti-andrebbe corretta e per farlo, necessita di un piano di comunicazione chiaro, di regole scritte, di coinvolgimento partecipativo del personale senza attuare sistemi di demotivazione pianificata.

Un sistema che oggidì non troverebbe argomentazioni di alcun genere se non nella gestione ragionieristica della terza età, della difficoltà delle famiglie e della vulnerabilità accertata nell’approccio con l’Ente.

Per tutto questo, è auspicabile che, invece che la preannunciata ennesima rivoluzione di settembre sulla gestione del personale, dei carichi di lavoro, delle strumentazioni, dei pasti, della gestione dei rapporti con il volontariato presente e anche-perché no-della lavanderia ,a settembre si apra un grande confronto, tra dirigenza manageriale, dipendenti e familiari, affinché con le risorse disponibili ma anche con gli obiettivi chiari di assistenza e assolvimento delle funzioni, si possa addivenire ad un progetto condiviso-non tanto sindacalmente che poco ci interessa-quanto sulla gestione generale delle risorse, a partire dal personale in grandissima parte qualificato, per arrivare agli ospiti con la necessaria serenità che fa la differenza.

Presentata Interrogazione al Presidente Del Consiglio Provinciale di Trento

 

 Cons Claudio Civettini
    Lista Civita Trentina
     (17/08/2016)

 

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