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	<description>Rivista On Line di cultura e informazione</description>
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		<title>Sequenza di Dolore</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[recensione di Laura Romani
Sequenza di Dolore, di Rosa Elisa Giangoia  con prefazione di Antonio Spadaro &#8211; Non ricordo di aver letto mai una silloge sul tema della morte di una persona cara così intensa per l&#8217;amico di vita che scompare, anche per noi lentamente, perché, come dici “Bisogna prendere dalla vita/ le parole per dire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>recensione di Laura Romani</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.viacialdini.it/wp-content/uploads/2010/03/Sequenza-del-Dolore.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2570" title="Sequenza di Dolore" src="http://www.viacialdini.it/wp-content/uploads/2010/03/Sequenza-del-Dolore.jpg" alt="" width="120" height="160" /></a>Sequenza di Dolore,</strong> di Rosa Elisa Giangoia  con prefazione di Antonio Spadaro &#8211; Non ricordo di aver letto mai una silloge sul tema della morte di una persona cara così intensa per l&#8217;amico di vita che scompare, anche per noi lentamente, perché, come dici “Bisogna prendere dalla vita/ le parole per dire la morte/ che non ha parole”.<br />
La tua stupenda raccolta di poesie rimane dunque sospesa tra le parole prese dalla vita e lo stupore attonito di tutte quelle che non hanno parole per dirla&#8230;<span id="more-2569"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Eppure qualcosa, simile a un mistero, alita tra i vostri silenzi, quello di una maternità e di una nascita, nel pacato tenero dialogo tra due anime che si ritrovano intrecciate “in una tela già un pò consumata / per una felicità troppo breve”. È la Madonna Addolorata del Fiasella che riesce a trovare “sola nella sua desolazione” le parole da suggerire con uno Sguardo addolorato e implorante verso il cielo “la maniera umana di morire” (&#8230;) “dell&#8217;essere ri-consegnato”. E tu di rimando a dirle: “E io ho dovuto piantare / una freccia nel cuore”, quasi inconsapevole di star diventando tu stessa madre, che nel dolore accompagna l&#8217;amico verso una “porta / sperando fosse di luce”.</p>
<p>Tra la speranza di luce oltre la porta e quel “sole che invecchiava”, “maturavano”, intanto, “le melette asprigne / verso il freddo del loro rosso autunnale”. Contrasti di luce ed ossimori fanno da eco ad una Croce in chiasmo che ancora non discende negli Inferi per riscattare la vita dalla morte, ma rimane lì sospesa “con la luce a rovescio della tua”, come dici, per una vita che “fu ripristinata”, “mentre il mondo esterno per noi svaniva”. E poi tante domande filosofiche si affastellano stringendo verso il momento dell&#8217; “illimitata trasparenza&#8230;”, in una suite magistrale di memorie intime e sapienziali che ne accompagnano la cadenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Così le pagine intrecciano ormai un dialogo che va diluendosi andando incontro a questi versi di una luminosa, serena bellezza: “l&#8217;ultima a sorriderti in casa/ è stata la Madonna col Bambino/ dell&#8217;Assereto giovane”&#8230; Che meraviglia!</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sequenza di Dolore</strong><br />
Di Rosa Elisa Giangoia<br />
<a href="http://www.faraeditore.it " target="_blank">Fara Editore</a><br />
€ 13,00 pp. 30 (Nefesh 1)<br />
ISBN 978 88 95139 76 0<br />
<a href="http://farapoesia.blogspot.com" target="_blank">Fonte Fara Poesia</a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Cristiani macellati</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ di Antonio Socci

Se 500 cristiani macellati non fanno notizia  &#8211; Sui mass media la censura delle persecuzioni contro i cristiani continua in modi nuovi. E non parlo solo delle persecuzioni dei regimi comunisti o di quelli islamici.  
Nei giorni scorsi, per esempio, in India, quindi in uno dei pochi stati democratici dell’Asia, sono stati arrestati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em> di Antonio Socci</em></p>
<p style="text-align: justify;">
Se 500 cristiani macellati non fanno notizia  &#8211; Sui mass media la censura delle persecuzioni contro i cristiani continua in modi nuovi. E non parlo solo delle persecuzioni dei regimi comunisti o di quelli islamici.  <span id="more-2566"></span><br />
Nei giorni scorsi, per esempio, in India, quindi in uno dei pochi stati democratici dell’Asia, sono stati arrestati centinaia di cristiani e addirittura tre vescovi cattolici, rei di aver promosso una marcia pacifica di 800 chilometri per sensibilizzare le autorità contro le discriminazioni ai danni dai “dalit” cristiani.</p>
<p style="text-align: justify;">I “dalit”, cosiddetti “fuori casta” o “intoccabili”, sono quei 300 milioni di indiani che in base alla teologia induista da secoli sono considerati nulla e non hanno diritti.  Ebbene, i dalit convertiti al cristianesimo sono ancora più diseredati e discriminati degli altri, proprio perché cristiani. Alla pacifica richiesta di giustizia e uguaglianza da parte della Chiesa le autorità rispondono col pugno di ferro.</p>
<p style="text-align: justify;"> Questa vicenda però non buca le pagine delle cronache. Bisogna che scorra sangue cristiano – come l’anno scorso, proprio in India, nello stato dell’Orissa, con i feroci pogrom di fondamentalisti indù contro i cristiani – perché i perseguitati cristiani possano essere un po’ considerati dai nostri mass media.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche in questo caso c’è modo e modo. Ieri, per esempio, dalla Nigeria è arrivata la notizia di 300 cristiani (perlopiù donne e bambini) ammazzati da islamici a colpi di machete nel villaggio di Dogo Nahawee (poi si è appreso che le vittime sono almeno 500).</p>
<p style="text-align: justify;">Su alcuni giornali – compreso il Corriere della sera – la notizia del massacro è stata data per quello che è, in quanto da qualche anno si è cominciato ad aprire gli occhi: ricordo che quando, dieci anni fa, pubblicai il mio libro-denuncia sul martirio in corso dei cristiani (“I nuovi perseguitati”, edizioni Piemme), molti colleghi, anche autorevoli direttori (ricordo  in particolare Paolo Mieli), mi confessarono il loro stupore per un fenomeno che neanche avevano mai immaginato.</p>
<p style="text-align: justify;"> Ma c’è chi continua a disinteressarsene e privilegia la propria ostilità pregiudiziale. Così l’Unità ieri ha dedicato al massacro Doko Nahawee una breve e remota notiziola presentandola con questo titolo: “Nigeria. Oltre 100 morti in disordini tra musulmani e cristiani”. Una mattanza di cristiani, perpetrata a freddo, diventa un generico “disordine” dove non sembrano esserci né vittime né carnefici.</p>
<p style="text-align: justify;"> In questo modo ovviamente non si comprende nulla nemmeno del quadro geopolitico generale, dove un vasto tentativo di islamizzazione dell’Africa da parte dei Paesi arabi trova spesso un sorprendente alleato nella Cina interessata al petrolio. Connubio evidente in Sudan.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche il genocidio del Sudan, dove il regime islamista del Nord per venti anni ha massacrato le popolazioni cristiane e animiste del Sud per imporre la sharia, facendo circa due milioni di vittime, può essere rappresentato come un generico scontro fra cristiani e musulmani, in quanto i cristiani col tempo hanno organizzato una loro resistenza al genocidio. E in effetti talora si è rappresentata la situazione sudanese così, come un’interminabile serie di scontri fra musulmani e cristiani.</p>
<p style="text-align: justify;"> In realtà, per capire cos’è il Sudan basti riportare una dichiarazione di Peter Hammond, direttore di Frontline Fellowship, intervistato da WorldNetDaily (27.5.2001): “Qualche tempo fa, la Corte Suprema sudanese ha stabilito che la crocifissione degli apostati, cioè di persone che erano musulmane praticanti e che si sono convertite al cristianesimo, è costituzionale. E questo (sudanese) è lo Stato che ha rimpiazzato quello statunitense nella Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite”</p>
<p style="text-align: justify;"> Ma – per tornare alla Nigeria – ieri c’è pure chi ha fatto peggio dell’Unità. La Repubblica, addirittura in prima pagina, ha titolato alla maniera dell’Unità, confondendo vittime e carnefici: “Nigeria, massacro infinito tra cristiani e musulmani”.</p>
<p style="text-align: justify;"> Poi l’articolo di Guido Rampoldi, che stava sotto, ha superato l’Unità, perché non si è limitato a scolorire il macello del giorno, contro i cristiani, in una indefinita sequela di disordini e di scontri. Ha fatto molto di più. Ha realizzato un reportage dove si rappresentano i cristiani (soprattutto loro) nella parte dei feroci carnefici.  E com’è possibile, visto che le 300 vittime di Dogo Nahawee sono cristiane?</p>
<p style="text-align: justify;">Semplice. Rampoldi non fa un reportage da lì, dov’è la notizia del giorno, ma da Kuru Karama, dove due mesi fa vi è stato un assalto di cristiani con vittime musulmane.</p>
<p style="text-align: justify;"> Ora, che la Nigeria sia un paese diviso a metà fra cristiani e musulmani e che molti cristiani abbiano cominciato a rispondere alla violenza con la violenza, è purtroppo vero. E le violenze sono tutte egualmente da condannare: i vescovi cattolici infatti non si stancano di implorare i fedeli di non rispondere agli attacchi con le armi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la scelta di Repubblica è davvero singolare, perché il fatto del giorno, secondo le più elementari leggi del giornalismo, è l’eccidio di cristiani avvenuto a Doko Nahawee.</p>
<p style="text-align: justify;"> E fa una certa impressione che il reportage di Rampoldi liquidi il massacro, ancora caldo, di trecento o “forse cinquecento” cristiani in tre righe tre, rappresentando poi per tutta la pagina i cristiani come sanguinari sterminatori.</p>
<p style="text-align: justify;"> In genere sui mass media quello che si vuole evitare di vedere e di riferire è che in tutti i paesi islamici i cristiani e le altre religioni sono discriminate e perseguitate, mentre da nessuna parte i cristiani perseguitano i musulmani.</p>
<p style="text-align: justify;">Dove sta il problema?<br />
Nell’establishment intellettuale dell’Occidente che pretende di vedere i cristiani sempre sul banco degli accusati e che non sopporta di riconoscerli come vittime.</p>
<p style="text-align: justify;"> E’ il pregiudizio anticristiano – soprattutto anticattolico – che ha impedito finora di accorgersi di una clamorosa e dolorosa verità: che, cioè, i cristiani (e specialmente i cattolici), negli ultimi 50 anni, sono stati e sono il gruppo umano più discriminato del pianeta, perché sono perseguitati sotto tutti i regimi e a tutte le latitudini, mentre loro non perseguitano alcuna religione o ideologia, ma, anzi, con un esercito pacifico di missionari e opere di carità, aiutano tutti i sofferenti e i diseredati, dovunque, di qualsiasi credo o idea o etnia, senza nulla chiedere in cambio.</p>
<p style="text-align: justify;"> Solo per amore. Chi altro predica e testimonia l’amore e l’amore anche per i nemici?</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei pochi coraggiosi intellettuali a denunciare questa assurda situazione dei cristiani è stato lo scrittore ebreo-americano Michael Horowitz in un suo memorabile scritto nel libro di Paul Marshall e Lela Gilbert, Their Blood cries out (Dallas 1997).</p>
<p style="text-align: justify;">Horowitz afferma che per governi e mass media l’idea che i Cristiani siano oggi delle vittime “semplicemente non è concepibile. Armati della conoscenza dei peccati commessi nel nome della Cristianità e orrendamente inconsapevoli del ruolo fondamentale della Cristianità nella storia dell’Occidente, le élite dei giorni nostri sono indotte a pensare ai Cristiani come coloro che perseguitano, non come le vittime”.</p>
<p style="text-align: justify;"> Così “un’élite intellettuale che nei suoi interventi ha avuto a cuore i Buddisti del Tibet, gli Ebrei della passata Unione Sovietica e i Musulmani di Bosnia, trova facile respingere l’idea che i Cristiani possano essere egualmente vittime”.</p>
<p style="text-align: justify;"> E quando nella cronaca tracima il loro sangue, si può sempre parlar d’altro o confondere le acque. Perché in fondo nemmeno i cattolici conoscono veramente le dimensioni della persecuzione alla Chiesa. E difficilmente si attivano per aiutare i propri perseguitati.</p>
<p style="text-align: justify;"> Alla fine però resta sempre in sospeso un  inquietante interrogativo: perché, nel mondo, tanto odio contro i cristiani?</p>
<p style="text-align: justify;"> E perché, in Italia, la Sinistra giornalistica e politica è così acrimoniosa contro la Chiesa e ostile ai cattolici, se poi pretende di avere il loro consenso e il loro voto?</p>
<p style="text-align: justify;">  </p>
<p style="text-align: justify;">di Antonio Socci<br />
Il sito dell’autore:www.antoniosocci.com<br />
Pubblicato su quotidiano Libero</p>
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		<title>Massimo Cacciari presenta il Festival Biblico 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 00:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Redazione
 
Vicenza &#8211; Sarà un&#8217;esclusiva lectio magistralis del filosofo Massimo Cacciari ad aprire il sipario sulla prossima edizione del Festival Biblico. Venerdì 12 marzo, alle 20.30, nella cornice della chiesa di Santa Maria in Araceli di Vicenza, il noto docente e politico veneziano tratterà di &#8220;Ospitalità: parola doppia&#8221;. Un titolo significativo per cominciare ad indagare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em> Redazione</em></p>
<p style="text-align: justify;"> <br />
<strong><a href="http://www.viacialdini.it/wp-content/uploads/2010/03/Cacciari-Massimo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2563" title="Cacciari Massimo" src="http://www.viacialdini.it/wp-content/uploads/2010/03/Cacciari-Massimo.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Vicenza</strong> &#8211; Sarà un&#8217;esclusiva lectio magistralis del filosofo Massimo Cacciari ad aprire il sipario sulla prossima edizione del Festival Biblico. Venerdì 12 marzo, alle 20.30, nella cornice della chiesa di Santa Maria in Araceli di Vicenza, il noto docente e politico veneziano tratterà di &#8220;Ospitalità: parola doppia&#8221;. Un titolo significativo per cominciare ad indagare il tema della prossima edizione del Festival Biblico (in programma dal 27 al 30 maggio p.v.), &#8220;L&#8217;ospitalità delle Scritture&#8221;, e per scoprire in anteprima i nomi e gli eventi più significativi in calendario per il 2010.<span id="more-2562"></span></p>
<p>Interrogarsi sull&#8217;Ospitalità significa scoprire la portata umanizante di tale parola, intesa nei suoi molti significati (antropologico, teologico, ontologico, sociale, economico&#8230;). La Bibbia ad esempio presenta lo straniero &#8211; metafora dell&#8217;alterità &#8211; non come minaccia, bensì come finestra dalla quale interpretare il reale, che diviene lo spazio dove Dio apre la coscienza dell&#8217;uomo alla responsabilità per l&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma soprattutto l&#8217;ospitalità è una relazione che si stabilisce attraverso l&#8217;operatore simbolico del dono. Colui che riceve l&#8217;ospite dà infatti senza garanzia di una contropartita. E l&#8217;ospite ricevuto, accettando l&#8217;ospitalità, entra in un difficile gioco di ruoli. Dice Cacciari, anticipando il senso del suo intervento: «Tutte le parole sono &#8220;porose&#8221;, ma nessuna forse è più polisemica,se non equivoca, di &#8220;ospitalità&#8221;. Nell&#8217;&#8221;ospite&#8221; convivono , ogni voltra contra-dicendosi,convergendo-divergendo, tentando difficili-impossibili armonie, l&#8217;hospes e l&#8217;hostis, il nemico e l&#8217;amico,lo straniero e il prossimo, l&#8217;altro e il se stesso. Ogni epoca,ogni momento storico sono destinati a ridefinirne il significato. L&#8217;autentico pensare, sia filosofico che teologico che artistico, ha questo come un suo compito essenziale».</p>
<p style="text-align: justify;">La serata di venerdì fornirà anche l&#8217;occasione per presentare alla città e ai media le prime anticipazioni sul programma di eventi che anche quest&#8217;anno impreziosiranno Vicenza ed il suo territorio dal 27 al 30 maggio. Verranno infatti svelati i primi nomi e i primi appuntamenti che costituiranno l&#8217;ossatura del Festival 2010, promosso da Diocesi di Vicenza assieme a Società San Paolo. Conferenze, spettacoli, esposizioni, concerti, incontri e animazioni con testimoni illustri del mondo della fede, della cultura e dell&#8217;arte: biblisti, scrittori, filosofi, sociologi ma anche sindacalisti, musicisti, economisti, poeti e religiosi, tutti riuniti nel capoluogo berico per condividere con il grande pubblico del festival il fascio di luce diversa e arricchente che la Bibbia sa dare a tutto e può dare a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">La sesta edizione del Festival Biblico, dedicata a &#8220;L&#8217;ospitalità delle Scritture&#8221;, riproporrà la fortunata formula di accostamento multiforme e coinvolgente alla Bibbia sperimentata negli anni: percorsi di riflessione e contemplazione, godimento estetico e ascolto musicale, spiritualità profonda e divertimento festoso. Per confermare la tipicità di una proposta che si è mostrata capace di far uscire il grande Libro &#8211; così diffuso e così poco letto &#8211; dagli angusti spazi in cui troppe volte lo si confina con Vicenza, città bellissima, a fare ancora una volta da teatro alla manifestazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Massimo Cacciari, docente di Estetica presso l&#8217;Istituto di Architettura di Venezia dal 1985, nel 2002 ha fondato la Facoltà di Filosofia dell&#8217;Università Vita-Salute San Raffaele a Cesano Maderno, di cui è stato Preside fino al 2005. È tra i fondatori di alcune riviste di filosofia che hanno segnato il dibattito dagli anni sessanta agli anni ottanta (&#8220;Angelus Novus&#8221;, &#8220;Contropiano&#8221;, &#8220;il Centauro&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;">Al centro della sua riflessione filosofica si colloca la crisi della razionalità moderna, che si è rivelata incapace di cogliere il senso ultimo del reale, abbandonando la ricerca dei fondamenti del conoscere.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua visione muove dal concetto di &#8220;pensiero negativo&#8221;, ravvisato nelle filosofie di Friedrich Nietzsche, di Martin Heidegger e di Ludwig Wittgenstein, per risalire ai suoi presupposti in alcuni aspetti della tradizione religiosa e del pensiero filosofico occidentali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche la sua esperienza politica potrà portare un valore aggiunto alle riflessioni su un tema delicato come quello dell&#8217;Ospitalità. Sindaco uscente di Venezia &#8211; incarico che aveva già ricoperto negli anni &#8216;90 &#8211; il prof. Cacciari si è distinto sulla scena politica italiana per essersi occupato di questioni anche lontane dai suoi studi e dalle sue &#8220;origini&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni &#8216;60-&#8217;70 è stato impegnato infatti con Potere Operaio, per poi sedere in Parlamento tra i banchi della sinistra. La sua storia politica più recente lo ha visto nelle file del PD, ma sempre con caratteri e posizioni da &#8220;libero battitore&#8221;, forse proprio a causa del suo essere &#8220;libero pensatore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ingresso libero<br />
</strong><br />
<strong>Info:</strong> +39 0444 937499<br />
<a href="www.festivalbiblico.it" target="_blank">www.festivalbiblico.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">Ufficio Stampa:<br />
<strong>Studio Esseci</strong> Tel 049-663499</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Codice</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 11:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Luongo Poesia]]></category>
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		<description><![CDATA[di Michele Luongo
Stiamo perdendo tutti. Si affossano i valori,  si calpesta la dignità, si  disperdono i sogni &#8230;
 
 
Camorra     Ndrangheta
Cosa Nostra   Cosa loro
Non lasciano sognare
Rapinano la Libertà
Servizi     Pi Due
Più fondi meno luce
Terrorismo
Interessi  di potere!
Fascismo    Comunismo
Un po’  per uno
Non fa male a nessuno
Ma né  ferro  né sangue
Nord  Sud
Strutture
Distrazioni
V e r g o g n a !
Tangentopoli, Malaffare
Corruzione e corrotti
Nè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Michele Luongo</em></p>
<p>Stiamo perdendo tutti. Si affossano i valori,  si calpesta la dignità, si  disperdono i sogni &#8230;<span id="more-2556"></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="padding-left: 150px;">Camorra     Ndrangheta<br />
Cosa Nostra   Cosa loro<br />
Non lasciano sognare<br />
Rapinano la Libertà</p>
<p style="padding-left: 150px;">Servizi     Pi Due<br />
Più fondi meno luce<br />
Terrorismo<br />
Interessi  di potere!</p>
<p style="padding-left: 150px;">Fascismo    Comunismo<br />
Un po’  per uno<br />
Non fa male a nessuno<br />
Ma né  ferro  né sangue</p>
<p style="padding-left: 150px;">Nord  Sud<br />
Strutture<br />
Distrazioni<br />
V e r g o g n a !</p>
<p style="padding-left: 150px;">Tangentopoli, Malaffare<br />
Corruzione e corrotti<br />
Nè morale nè ideali<br />
Ora si fonde Fondazioni</p>
<p> </p>
<p>Senza la trasparenza la politica è  solo interesse di parte. La democrazia  senza rispetto, senza regole è una maschera del potere.</p>
<p>di Michele Luongo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La questione morale nell&#8217;indifferenza</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 19:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Claudio Taverna

Trento &#8211; La Nuova Tangentopoli e lo strabismo di Pierangelo Giovanetti -  La questione morale nell&#8217;indifferenza della pubblica opinione -  Abbiamo letto con la solita attenzione l&#8217;articolo di fondo di Pierangelo Giovanetti che su &#8220;L&#8217;Adige&#8221; di domenica 28 febbraio 2010 aveva scritto a proposito del &#8220;Cancro Italiano. La Nuova Tangentopoli&#8221;. Siamo d&#8217;accordo in tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Claudio Taverna<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Trento</strong> &#8211; La Nuova Tangentopoli e lo strabismo di Pierangelo Giovanetti -  La questione morale nell&#8217;indifferenza della pubblica opinione -  Abbiamo letto con la solita attenzione l&#8217;articolo di fondo di Pierangelo Giovanetti che su &#8220;L&#8217;Adige&#8221; di domenica 28 febbraio 2010 aveva scritto a proposito del &#8220;Cancro Italiano. La Nuova Tangentopoli&#8221;. Siamo d&#8217;accordo in tutto e per tutto con il Direttore del Quotidiano di Via Missioni Africane, però a Lui rimproveriamo&#8230; <span id="more-2552"></span><br />
Giovannetti ha scritto tra l&#8217;altro &#8220;Non c&#8217;è nemmeno la consapevolezza nell&#8217;opinione pubblica del baratro in cui sprofondiamo, che accomuna l&#8217;Italia a una qualunque repubblica delle banane sudamericana, dove la corruzione e la criminalità organizzata dominano sovrane. L&#8217;assuefazione sembra essersi impadronita degli italiani, in una sorta di mitridizzazione del corpo sociale e politico nazionale, un avvelenamento quotidiano che ha reso insensibili al veleno del malaffare che sta uccidendo l&#8217;Italia.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">A Giovanetti ricordiamo che il &#8220;malaffare&#8221; non si annida soltanto nella politica nazionale. Non mancato purtroppo esempi eclatanti anche in Trentino. Dall&#8217; &#8220;affaire&#8221; Grisenti, Collini, Compagnia delle Opere (avvocato Todesca, discariche nemmeno una parola.</p>
<p style="text-align: justify;">E nemmeno una parola da parte dei media sulla nomina a presidente della commissione dei 12 di Mario Malossini. Proposto dal governo Berlusconi (con l&#8217;approvazione degli ex AN), votato dalla Lega, con la benevola astensione del PD, Pinter compreso, l&#8217;ex presidente della Provincia autonoma, campione della tangentopoli trentina degli anni 90, ha avuto la sua rivincita, con la solenne benedizione del duo Dellai-Durnwalder, Anche in quella occasione l&#8217;assuefazione, nella complicità di tutti, compresi i media, ha permesso la &#8220;mitridizzazione&#8221; del corpo sociale e politico del Trentino.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per Lei, dunque, caro Direttore, è valsa l&#8217;assuefazione?</p>
<p style="text-align: justify;">
di Claudio Taverna<br />
Il sito dell&#8217;autore: <a href="http://www.trentinolibero.org" target="_blank">www.trentinolibero.org</a></p>
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		<title>Leggi  ideologie  catechesi</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  di Nereo Villa
 
Piacenza &#8211; L’interpretazione della legge &#8211;  Nelle leggi “vi sono formalità essenziali e formalità non essenziali”. Questa è una recente affermazione di Valerio Onida, ex presidente della corte costituzionale (cfr. La7, &#8220;Otto e mezzo&#8221; del 3 marzo 2010 ). Ed è ciò che a suo tempo Gesù di Nazaret con parole molto più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>  di Nereo Villa</em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.viacialdini.it/wp-content/uploads/2010/03/Giustizia-Bilancia-.jpg"></a><a href="http://www.viacialdini.it/wp-content/uploads/2010/03/Giustizia-Bilancia-.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2549" title="Giustizia Bilancia" src="http://www.viacialdini.it/wp-content/uploads/2010/03/Giustizia-Bilancia-.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>Piacenza</strong> &#8211; L’interpretazione della legge &#8211;  Nelle leggi “vi sono formalità essenziali e formalità non essenziali”. Questa è una recente affermazione di Valerio Onida, ex presidente della corte costituzionale (cfr. La7, &#8220;Otto e mezzo&#8221; del 3 marzo 2010 ). Ed è ciò che a suo tempo Gesù di Nazaret con parole molto più semplici esprimeva a proposito del sabato per l’uomo e non viceversa. Senza questo presupposto il sistema diventa quello del chiudere un occhio, oppure della corruzione, dato che ogni legge, come ogni cosa del mondo, va interpretata se la si vuole comprendere e rispettare. Ecco perché poi occorrono tautologici “decreti interpretativi” della legge!<span id="more-2543"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Anche al tempo di Gesù vi era la mera coercizione legale alla quale egli appunto si opponeva dichiarandosi inadempiente ad essa e incitando tutti ad esserlo: il sabato (il sabato era la legge) è per l&#8217;uomo! In tal senso quindi Gesù parlava di epicheia (o “epikeia”, che in greco significa “equità”), concetto che troviamo nel diritto canonico ma non nel diritto civile e penale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è a mio parere il vulnus principale del nostro sistema giuridico, che genera mancanza di buon senso nell’applicazione e nel rispetto delle leggi.  Questa mancanza deriva a sua volta da ideologie governanti a turno secondo unilateralismo e/o meccanizzazione dello spirito.</p>
<p>Le cosiddette regole, a cui si inneggia in continuazione, “fanno parte degli aspetti superiori (guida) del collettivo, ma essendo ormai estrapolate dal cervello individuale, non ne hanno più l’elasticità e l’adattabilità. Si tenta di ritrovarle, nel caso delle leggi con l’interpretazione di esse da parte dei giudici, ma i giudici sono forzatamente distanziati dalla sostanza delle leggi, essendo queste un prodotto non del loro pensiero ma del pensiero altrui, e perciò relativamente immodificabili.</p>
<p>[Il collettivo infatti] non può essere fatto dagli aspetti superiori del cervello umano in quanto questi, essendo altamente evoluti e differenziati sono scarsamente riducibili ad entità primitive ed aggruppabili. È fatto dagli aspetti inferiori, e quindi più vicini alle reazioni primitive […] i vari individui, quando aderiscono ad un collettivo sono sempre dei primitivi retti da poteri superiori che spesso non capiscono” (I. Majore, “Morte, vita e malattia. Introduzione all’analisi mentale, Roma, 1998).</p>
<p style="text-align: justify;">In base a queste riflessioni, il collettivo, cioè il popolo, risulta essere &#8220;bue&#8221; non per incapacità degli individui, ma per loro necessità evolutiva. L&#8217;individuo non va infatti confuso col gregario o con l’esemplare della specie animale uomo. Perché l&#8217;individuo è tale solo se si libera dai condizionamenti della specie stessa (o gruppo di gregari). L’istanza è allora quella di aprirsi ad una visione non egoistica (o ideologica) ma etica dell&#8217;individualismo, così come fu intuita e scientificamente studiata dal fondatore della scienza dello spirito Rudolf Steiner (R. Steiner, &#8220;La filosofia della libertà&#8221;, o &#8220;Scienza della libertà&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;">Altra considerazione da fare a proposito della mancanza di epicheia nella nostra concezione romana del diritto, ancora mitologicamente basata su fratricidio e rapina (Romolo che ammazza Remo e ratto o sequestro dello Sabine) riguarda l’indottrinamento a catechismi umilianti ed antiumani (vedi, ad es., la legalità in ogni sistema totalitario, tanto nazista quanto comunista). Infatti, a ben guardare, l’istituzione della follia incomincia con la scuola dell&#8217;obbligo e con la televisione, vere e proprie catechesi occulte.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale catechizzare è osservabile poi come contagio collettivo, cioè come alterazione mentale ideologicamente e istituzionalmente promossa da destra e da sinistra: l’ideologia, essendo un pensiero pensato, e quindi non vivente, ma morto in definizioni, porta in sé un male tanto grande quanto inosservato. È perciò trasmesso subconsciamente attraverso comizi, discorsivismi, cioè mera dialettica. Dialettica, che è appunto strumento indispensabile per “catechesi” di ogni tipo &#8211; da quello confessional-religioso a quello partitico, attuata attraverso la scuola statale e i massmedia.</p>
<p>Secondo il famoso psichiatra e biologo Alex Comfort (1920-2000), il potere politico non solo corrompe, ma “seleziona positivamente, nell’ascesa della sua scala gerarchica, personalità psicopatiche e sociopatiche” e lo dimostra nel suo libro &#8220;Potere e delinquenza&#8221; del 1950, divenuto un classico della psicologia sociale. Tale testo ha 60 anni! E da più di un secolo la scuola, in quanto non libera, ma istituita dallo Stato, è la fonte primaria di tali personalità malate e della &#8220;psicopatologia del potere&#8221; studiata da Comfort.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale contagio è infatti &#8220;il più facile, perché fa presa sull&#8217;inerzia mentale [che è] appunto il principio dell&#8217;alterazione mentale, o l&#8217;alterazione che comincia a divenire normalità, in quanto risponde a uno scadimento del pensiero [in ideologia] indipendente dal pensiero&#8221; (M. Scaligero, &#8220;La logica contro l&#8217;uomo&#8221;, Roma, 1967). È altresì generatore di psicosi, dato che ogni dibattito politico è percepibile non come esempio di possibilità di armonia fra le parti, cioè fra il pensare dell’uno con il pensare dell’altro, bensì sempre e soltanto come paranoica avversione. Gli  psicotici &#8220;agiscono spesso in una maniera inavvertibile perché non manifesta, ma sempre a livello molto profondo. La pericolosità sta nel non riconoscere la relativa penetrabilità, così come è pericoloso non riconoscere la mortalità di certe ideologie e dottrine politiche che conducono alla distruzione o all’insensatezza&#8221; (I. Majore, op. cit).</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma là, dove la regola diventa emotività giustizialista e l’ubbidienza coazione alla formalità burocratica, la logica delle idee diventa ideologia, cioè follia, unilateralismo e meccanizzazione dello spirito.</p>
<p style="text-align: justify;"> <br />
di Nereo Villa</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Governo sotto tutela</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 00:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Davide Giacalone

Roma - Il cittadino che incorre in un errore formale, che ritarda a pagare il dovuto, che dimentica di ricorrere per tempo, che tradisce un appuntamento fissato dallo Stato, non lo salva nessuno e cade direttamente nel tritacarne delle sanzioni, delle punizioni o della perdita dei diritti. Hai voglia a dire che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>di Davide Giacalone</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.viacialdini.it/wp-content/uploads/2010/03/Palazzo-Chigi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2539" title="Palazzo Chigi" src="http://www.viacialdini.it/wp-content/uploads/2010/03/Palazzo-Chigi.jpg" alt="" width="250" height="216" /></a>Roma </strong>- Il cittadino che incorre in un errore formale, che ritarda a pagare il dovuto, che dimentica di ricorrere per tempo, che tradisce un appuntamento fissato dallo Stato, non lo salva nessuno e cade direttamente nel tritacarne delle sanzioni, delle punizioni o della perdita dei diritti. Hai voglia a dire che si tratta di una questione formale, che avevi tutte le migliori intenzioni e che si deve badare alla sostanza. Nisba, hai torto e paghi. Se lo piantino bene in testa, i vertici del centro destra, se lo stampino sulla fronte, perché è vero che s’è trovato un rimedio ai loro stessi errori, è vero che cancellare una parte politica dalle schede sarebbe stato un colpo ai danni degli elettori, ma è anche vero che l’hanno combinata davvero grossa e che, adesso che sono tornati in pista, occorre che forniscano qualche valida ragione per essere sostenuti.<span id="more-2538"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, c’è sempre la stessa: basta ascoltare le parole fascioinsurrezionali di Antonio Di Pietro, valutare l’insipienza di una sinistra che dissente da lui (credo solo perché c’è di mezzo il Presidente della Repubblica, altrimenti non saprebbero fare altro che dire le stesse identiche cose), ma poi sfila al suo fianco, mettere sulla bilancia anche l’Italia massacrata da inchieste giudiziarie che sventrano tutto e non dimostrano nulla, e ci si convince che vale la pena rinnovare la fiducia alla maggioranza che ha vinto le scorse elezioni politiche. Ma ci si convince sempre meno, con il voto che non sempre è sinonimo di fiducia. Detto in modo diverso, una democrazia non può funzionare votando sempre contro: a sinistra perché si è contro Berlusconi e a destra perché si è contro chi è contro Berlusconi. Non se ne può più. Una democrazia ha bisogno di votare a favore di qualche cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Mancano tre settimane al voto regionale. Ho i miei dubbi che la campagna elettorale riesca a prendere la via dei programmi e delle proposte concrete. Dubito anche che a qualcuno interessi, perché a forza di campare “contro” crescono la noia e il disincanto. Eppure non c’è alternativa al ridare dignità alla politica, non c’è alcuna ricetta risolutiva che prescinda da una politica vera. La campagna elettorale, per la maggioranza come per l’opposizione, si svolga, allora, all’insegna del dopo: che ne facciamo, del tempo che rimane?</p>
<p style="text-align: justify;">Che significato diamo ad una legislatura già avviata sul binario morto del “vorrei ma non ci riesco”?<br />
 E, vista l’eccelsa qualità delle prove date, in questi giorni, siamo proprio sicuri che le classi dirigenti regionali siano le più adatte a prendere in mano le sorti di un federalismo cui tutti s’inchinano, nessuno vuole avversare, ma neanche è capace di descrivere e definire?</p>
<p style="text-align: justify;">Anche in questi giorni di polemiche infuocate, di scontri sul valore delle regole e sull’essenza stessa della democrazia, abbiamo provato a mantenere la capacità di ragionare sui temi concreti, dall’economia alla giustizia, dal lavoro alle intercettazioni. Su queste pagine ne abbiamo scritto, ma la politica ha totalmente ignorato. La ragione è triste: manca una classe dirigente degna di questo nome. Manca a destra e manca a sinistra, manca in politica come manca nel mondo produttivo o in quello culturale. Manca perché s’è uccisa la politica, quella vera, fatta d’interessi, certo, ma organizzati in idee e programmi. E la cosa che più temo è che si abbia in animo di reagire non tornando alle idee e ai programmi, agli interessi e ai sogni, ma cercando si sopprimerne meglio la presenza. Non è solo un errore, è un terribile abbaglio, come far da diga con un canotto.</p>
<p style="text-align: justify;">La sinistra ha grandi responsabilità, perché incapace di costruire un’alternativa di governo, che si affranchi da un passato vergognoso e riporti nella spendibilità gli ideali di giustizia e libertà. Ma la maggioranza parlamentare fa capo al centro destra, quindi anche la maggior parte del problema. E’ vero, alcune spinte riformiste sono state smorzate dalle resistenze conservative (direi reazionarie) annidate nelle istituzioni. Questo è avvenuto, però, perché quella parte politica manca di lucidità e coesione. Se non si riesce a cambiare passo lo si deve dire, riportando la scelta agli elettori. In caso contrario si va avanti, proprio per rimuovere gli ostacoli che ostruiscono il cammino.</p>
<p style="text-align: justify;">A sostenere le ragioni di uno spericolato decreto legge s’è levata la voce di Giorgio Napolitano. Taluno può credere che questo metta in difficoltà la sinistra, in realtà pone sotto tutela il governo. Forse è questo il più incostituzionale effetto di quel che è accaduto.</p>
<p style="text-align: justify;">di Davide Giacalone<br />
il sito dell&#8217;autore:  <a href="http://www.davidegiacalone.it" target="_blank">www.davidegiacalone.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Veneto, una regione che valorizza il patrimonio artistico</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 10:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Michele Luongo

Bassano del Grappa (VI) –  Nel  Museo Civico di Bassano del Grappa, è stata presentata alla stampa la mostra “Jacopo Bassano e lo stupendo inganno dell’occhio”. La mostra è uno dei grandi eventi della Regione Veneto. Il Sindaco del Città di Bassano Stefano Cimatti, ha portato i saluti della cittadinanza, ha segnalato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>di Michele Luongo</p>
<p></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.viacialdini.it/wp-content/uploads/2010/03/Fuga-in-Egitto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2535" title="Fuga in Egitto" src="http://www.viacialdini.it/wp-content/uploads/2010/03/Fuga-in-Egitto.jpg" alt="" width="250" height="231" /></a>Bassano del Grappa (VI)</strong> –  Nel  Museo Civico di Bassano del Grappa, è stata presentata alla stampa la mostra <a href="http://www.bluarte.it/Content/1662/tre_anni_con_jacopo_bassano.aspx" target="_blank">“Jacopo Bassano e lo stupendo inganno dell’occhio</a>”. La mostra è uno dei grandi eventi della Regione Veneto. Il Sindaco del Città di Bassano Stefano Cimatti, ha portato i saluti della cittadinanza, ha segnalato il valore culturale della mostra. Un’iniziativa importante che rappresenta il primo momento per celebrare degnamente i Cinquecento anni della nascita del sommo artista bassanese.<span id="more-2534"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’intervento dell’Assessore alla cultura Giorgio Pecoraro, è stato troppo pacchiano, lento, da cattedra,  per un attimo ci è sembrato di essere fuori dal tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contrario, invece,  il Soprintendente per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza,  Fabrizio Magani, molto risolutivo, coinciso,  di sostanza, ha specificato il ruolo della Sovrintendenza  che oltre a conservare il patrimonio artistico e la struttura del territorio è anche quello di valorizzare il patrimonio stesso. Non a caso mette in risalto il territorio Veneto, che con mostre importanti come il Giorgione a Castelfranco, il Cima a Conegliano, e Jacopo Bassano, si esce dal  provincialismo.<br />
A riguardo della mostra, aggiungeva, che la soprintendenza ha promosso una serie d’indagini basate essenzialmente su radio e riflettografie, mirate alla conoscenza delle opere bassanesche dal punto di vista tecnico materiale. Mettendo ai raggi x un progetto, una mostra per cercare di conoscere l’intera concezione di una bottega d’arte Cinquecento, quella quale di <a href="http://www.bluarte.it/Content/1662/tre_anni_con_jacopo_bassano.aspx" target="_blank">Jacopo Bassano</a>, invitando i visitatori a guardare dentro i quadri.</p>
<p style="text-align: justify;">Il direttore generale della Fondazione Antonveneta, uno dei maggiori sponsor,  dr. Bruno Bianchi, ha sottolineato l’orgoglioso coinvolgimento delle realtà imprenditoriale del territorio  verso la cultura dell’arte .</p>
<p style="text-align: justify;">Il direttore del museo Civico di Bassano Giuliana Ericani, riferiva che alle 22 opere già esistenti nel Museo Civico, la mostra si è arricchita di altre 16 opere proveniente da Parigi, Budapest, Berlino, Havana, Birmingham, e dalle collezioni private di Grantham, United Kingdom, Londra, Houston .</p>
<p style="text-align: justify;">Che la manifestazione del <a href="http://www.bluarte.it/Content/1662/tre_anni_con_jacopo_bassano.aspx" target="_blank">Cinquecento anni di Jacopo Bassano</a>, durerà tre anni dal 2010 al 2012 con una serie di iniziative. L’arco temporale dei tre anni, si rifà all’incertezza del periodo della sua nascita   dal 1510 al 1512.  La mostra è inserita  nel percorso museale per  dare maggiore valore al museo. Quindi non più luogo da tutelare e conservare, ma luogo da esaltare la conservazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il  curatore della  mostra,  il critico e storico dell’arte Alessandro Ballarin, oltre che ripeterci della complessità della figura dell’arista Jacopo Bassano, non ha saputo riferire molto sulla mostra. Per  un curatore , critico e storico dell’arte, è troppo poco.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bluarte.it/Content/1662/tre_anni_con_jacopo_bassano.aspx" target="_blank">La mostra di Jacopo Bassano</a> con 39 opere esposte è bene inserita nel contesto museale, merita di essere visitata. La grande arte è in mostra non si può non vedere.  Da non perdere.</p>
<p style="text-align: justify;">di Michele Luongo</p>
<p>Articolo correlato:<br />
<a href="http://www.bluarte.it/Content/1662/tre_anni_con_jacopo_bassano.aspx" target="_blank">Tre anni con jacopo Bassano</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Immagine:</strong>  Fuga in Egitto, 1534<br />
olio su tela cm 183&#215;198<br />
(dalla chiesa di San Gerolamo)<br />
Bassano del Grappa, Museo Civico</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Informazioni</strong><br />
Call. Center 800189802<br />
Museo Civico di Bassano<br />
Piazza Garibaldi, 12<br />
36061 Bassano del Grappa (VI )<br />
<strong>Orari:</strong><br />
Tutti i giorni 09.00 / 19.00<br />
Informazioni turistiche<br />
Ufficio I.A.T<br />
Te. 0424.524351</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rai, consiglio di disamministrazione</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 10:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Antonio V. Gelormini
Bari &#8211; La politica non c’entra. La par condicio neanche a parlarne. Ancor meno la garanzia del cosiddetto diritto di tribuna alle forze più modeste o senza alcuna rappresentanza parlamentare. La questione, ancora una volta, è eminentemente economica, strategica e strettamente legata agli interessi aziendali del Cavaliere. In particolare, alla salvaguardia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>di Antonio V. Gelormini</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.viacialdini.it/wp-content/uploads/2010/03/Rai-Cavallo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2530" title="Rai Cavallo" src="http://www.viacialdini.it/wp-content/uploads/2010/03/Rai-Cavallo.jpg" alt="" width="250" height="211" /></a>Bari</strong> &#8211; La politica non c’entra. La par condicio neanche a parlarne. Ancor meno la garanzia del cosiddetto diritto di tribuna alle forze più modeste o senza alcuna rappresentanza parlamentare. La questione, ancora una volta, è eminentemente economica, strategica e strettamente legata agli interessi aziendali del Cavaliere. In particolare, alla salvaguardia di preziose quote di mercato pubblicitario, generate, valorizzate e influenzate dagli indici di ascolto dei relativi programmi in palinsesto.<span id="more-2529"></span></p>
<p>Per la Rai, la 7 e un largo ventaglio di televisioni locali avere nelle proprie faretre frecce più o meno appuntite come Porta a Porta, Ballarò, Annozero, Ultima parola, Omnibus, Infedele, ed altri programmi di approfondimento, diventa un decisivo punto di forza, per acquisire consistenti contratti pubblicitari. Soprattutto in un periodo preelettorale come l’attuale. Ancor più se la concorrenza sotto questo profilo offre il fianco scoperto, per aver fatto una scelta più votata al genere di evasione, al pettegolezzo da salotto e ai format a taglio litigioso delle fasce pomeridiane o serali che siano.</p>
<p>Il sistema si autoalimenta e le performance di oggi diventano indici virtuosi per tenere alte le quotazioni delle sponsorizzazioni future. Ed è proprio per questo che le decisioni del Consiglio di Amministrazione della Rai, in tema di “par condicio”, assumono caratteri da irrazionalità suicida. Cancellare programmi che fanno audience e attirano vitali risorse pubblicitarie, anziché strutturarli per un’adeguata partecipazione più allargata e più variegata, non solo fa un grosso favore alla concorrenza, ma lede interessi aziendali di non poco conto. Per cui ci si chiede se non ricorrano gli estremi per interessare la Corte dei Conti, per i riflessi generali assunti e conseguenti dalle decisioni degli organi dirigenti di un’azienda ancora pubblica come la Rai.</p>
<p>L’assedio al fortino da tempo è totale. Il cavallo morente, simbolo dell’azienda, continua a soccombere non già di fronte alle nuove tecnologie, bensì sotto i colpi mancini di “quinte colonne” e “cavalli di Troia”. Per quanto azzoppata, questa Rai resta ancora l’unico baluardo per far fronte all’attacco non più tanto strisciante dei profeti del trash e del pressapochismo. Ci tocca difenderla, come il più moderno e il più virtuale dei beni comuni. E’ dura, ma bisogna stringere i denti. Ben sapendo che, prima o poi, il troppo inevitabilmente storpierà.</p>
<p>di Antonio V. Gelormini</p>
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		<title>La giornata del sorriso</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 08:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[giornata del sorriso]]></category>
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		<description><![CDATA[di Enzo Napolitano
Airola (BN) -  Bella iniziativa dell’Associazione Volontariato Sannio di Airola, da tempo impegnata nelle attività di sostegno sociale. Si tratta della “Giornata del Sorriso“, giunta ormai alla sua quarta edizione e dedicata al tema della disabilità. Quest’anno l’obiettivo punta ad una maggiore condivisione, attraverso il coinvolgimento di tutte le associazioni di volontariato della provincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>di Enzo Napolitano</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Airola (BN) - </strong> Bella iniziativa dell’Associazione Volontariato Sannio di Airola, da tempo impegnata nelle attività di sostegno sociale. Si tratta della “Giornata del Sorriso“, giunta ormai alla sua quarta edizione e dedicata al tema della disabilità. Quest’anno l’obiettivo punta ad una maggiore condivisione, attraverso il coinvolgimento di tutte le associazioni di volontariato della provincia di Benevento che si occupano di queste problematiche.<span id="more-2526"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Si terranno una serie di incontri organizzativi per la pianificazione di una manifestazione più importante e sviluppata rispetto alle esperienze precedenti. La “Giornata del Sorriso” è un progetto che si colloca nei programmi di inclusione sociale da parte dei giovani con disagio dei comuni della valle caudina.<br />
Prevede il coinvolgimento dei ragazzi detenuti e dei ragazzi disabili nella realizzazione di una rete di informazione attraverso la creazione di un sito web quale punto di riferimento per attività di trekking ed educazione ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto nasce dall’idea di offrire una serie di opportunità  formative e relazionali finalizzate all’inserimento nella realtà sociale locale in modo da permettere il superamento delle difficoltà dovute al disagio che li accompagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi volesse partecipare all’iniziativa può rivolgersi con fiducia al presidente dell’Associazione Volontariato Sannio di Airola:<br />
Pasquale D’Angelo<br />
Tel 328 6146628 <br />
Mail : <a href="mailto:volontariato.sannio@email.it">volontariato.sannio@email.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Enzo Napolitano<br />
</strong>Fonte:<a href="http://enzonapolitano.wordpress.com" target="_blank">http://enzonapolitano.wordpress.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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