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I Virtuosi Italiani e Fresu

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Verona - Quando si sta per assistere a un grande evento musicale nell’aria si respira un particolare profumo è questo quello che avvolgeva la serata di giovedì 22 marzo, nello splendido scenario della Chiesa Superiore della Cattedrale di San Fermo di Verona.

Un pubblico che ha riempito all’inverosimile la Chiesaper il concerto “Back To Bach” con I Virtuosi Italiani e il jazzista Paolo Fresu, nell’ambito della rassegna “Musica e Arte Sacra”. In programma: Johann Sebastian Bach - Contrapunctus 1 da "L'Arte della Fuga" BWV 1080, Massimo Colombo - Corale Pop per tromba e archi, Richard Galliano - Aria per tromba e archi, Daniele Di Bonaventura - Sanctus per tromba e archi, Paolo Fresu - "Ossi" per tromba e archi, Francesco Saverio Geminiani: "La Follia", Concerto grosso n. 12 in re minore, Giuseppe Tartini: Largo andante D 96 per violino, tromba e archi , Jean-Michel Giannelli - Dies Irae per tromba e archi, Uri Caine - Memory per tromba e archi, Georg Friedrich Händel - "Lascia ch'io pianga" per tromba e archi, un viaggio, un incontro di musica barocca e pagine di puro jazz .

Cala il silenzio, da dietro l’altare sulla calda e armoniosa voce del Flicorno i musicisti dell’orchestra avanzano andando a prendere la propria posizione, in ultimo Fresu riempie la Cattedrale è la magia della musica. L’armonia delle note sembra un sensibile abbraccio, è una bellissima fusione di stili, di ritmi, d’incontri, è dialogo è poesia.

In “Sanctus per tromba e archi” I Virtuosi Italiani tratteggiano un seducente tempo, siamo in presenza di pura armonia e dal fondo della Chiesa avanza Fresu con delicatezza quasi a sottolineare quel prezioso tempo finché raggiunge i musicisti . Scroscianti applausi mettono il punto all’incanto. E la stessa atmosfera con “Ossi per tromba e archi” di P. Fresu.

Ma è nel Concerto grosso nr.12 in re minore “La Follia” di F.S. Geminiani, che i Virtuosi Italiani lasciano una splendida interpretazione per professionalità e abilità dove il primo violino Alberto Martini e direttore, con virtuosismo ci regala un’interminabile vibrazione di rimandi che esalta ogni componente dell’orchestra.

La serata è straordinaria ogni interpretazione regala preziose essenze musicali come il pizzicato di fondo al Filicorno di Fresu in“Memory per tromba e archi” di Uri Caine. E poi lo straordinario e infinito assolo, in “Lascia ch’io pianga”, una sublime carezza di Fresu.  Il pubblico apprezza con un interminabile applauso, si concede a più bis ed ancora oltre dieci minuti di scroscianti e significativi applausi per sottolineare la straordinaria serata di un bellissimo dialogo musicale.

Tutto molto bello, un solo dubbio, avendo avuto modo di assistere ad altro spettacolo di Fresu, ci è sembrato un po’ ripetitivo, poco creativo, per essere bravo è bravo, ma non è un Rava. E poi, vorremmo sbagliarci, sembra che se la tiri un po’…. Ci riserviamo di riascoltarlo.

di Michele Luongo
© Riproduzione riservata
   (26.02.2012)
www.bluarte.it

Immagine: Paolo Fresu e i Virtuosi italiani, Verona Chiesa di San Fermo 22.03.2012



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