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Maazel a Muti

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Bari - “Barbiere Di Siviglia, Pelo E Contropelo” - Il duello in punta di bacchetta Muti – Maazel - Fendenti dal taglio dolce di una rasoiata, quelli volati nella tesissima conferenza stampa per “Il Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini, diretto da Lorin Maazel al Petruzzelli, nella versione meno costosa (spesa ridotta di 300mila euro), ma egualmente qualitativa del Commissario Fuortes. L’allestimento del Teatro Lirico di Cagliari affidato alla regia di Denis Krief.
Non era un sassolino, quello che il Maestro Maazel con elegante insofferenza aspettava di togliersi dalla scarpa, bensì una vera e propria “schkappa”, come si è soliti chiamarla a Bari. Mano ferma e sorriso paterno, allora, per un contropelo deciso alle recenti e invelenite espressioni di Riccardo Muti sul Petruzzelli: “Spesso certe realtà del Sud diventano terre di arrembaggio per operazioni inconcepibili altrove”.

"Ricordo quando più di quarant'anni fa ero sovrintendente alla Staatsoper di Vienna”, ha esordito Maazel, “e ho offerto a Riccardo, allora ancora molto giovane, l'opportunità di debuttare. In quei mesi sullo stesso podio dirigevano Claudio Abbado, Leonard Bernstein e Carlos Kleiber. Oggi sono di nuovo qui a Bari, dopo la Carmen inaugurale della stagione, oltre a quel bellissimo concerto che abbiamo fatto a Washington nel marzo del 2011, per i 150 anni dell'Unità d'Italia, per la grande ammirazione che nutro nei confronti di questa giovane orchestra e del coro del Petruzzelli".

Ribaltando, subito dopo, l’assetto della sfida: con l’invito al Maestro Muti di dirigere lui stesso a Castleton una delle opere in programma (magari quel Barbiere di Siviglia non realizzato più a Bari), con l’orchestra della Fondazione Petruzzelli che, in tal modo, ritroverebbe l’opportunità di un’accattivante trasferta americana. Sì perché, senza sponsor ad hoc, l’operazione Orchestra Petruzzelli a Castleton resterà fissata nel taglio, prettamente shakespeariano, di un classico: “Sogno di una notte di mezza estate”.

Resta di dubbia comprensione e di discutibile coerenza la presenza al tavolo istituzionale degli attori protagonisti, insieme alla Regione Puglia e al Comune di Bari, della Provincia di Bari. Che con la sua orchestra in pianta stabile sembra aver assunto i panni di “concorrente” della stessa Fondazione Petruzzelli. E che non perde occasione di ripetere, attraverso la voce dei suoi vertici più qualificati, di non avere più fondi da destinare al Petruzzelli. Rimanendo sorda agli appelli di ricapitalizzazione necessaria di Carlo Fuortes.Tagli dolorosi tanto più che, in questo caso, non hanno nemmeno la dolcezza del rasoio. E sì che ce n’era uno almeno dinanzi a ciascuno degli intervenuti!

di Antonio V. Gelormini
   (17.04.2012)