Berlino - Quando l’anima ha il sorriso della primavera perché incontra il sole delle note e della voce, non ci sono dubbi si è assistito a un evento ed è quello andato in scena ( il 28 maggio 2012) nella settecentesca Staatsoper in Unter der Linden di Berlino per l’opera “Simon Boccanegra”, musica di Giuseppe Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave e Arrigo Boito, tratto dal dramma “Simón Bocanegra di Antonio García Gutiérrez”, con l’ Orchestra Accademia di Stato di Berlino diretta da Daniel Barenboim, Simon è Placido Domingo.
Melodramma in un prologo e tre atti, ambientato a Genova nel XIV secolo, Simon è un plebeo, un corsaro, che con le trame degli amici Pietro e Paolo, è eletto Doge. Sposa Maria, figlia del patrizio Fiesco. Hanno una bambina che scompare, mentre Maria muore.
Trascorrono venticinque anni. Il Fiesco ha allevato una trovatella. Nessuno lo sa, ma si tratta della figlia di Simon Boccanegra. Ora si chiama Amelia Grimaldi. La giovane è amata da Gabriele Adorno ( Fabio Sartori), di famiglia patrizia. Boccanegra vorrebbe maritarla al suo fido Paolo , ma questi ha solo interesse alle sue ricchezze.
Simon Boccanegra (Placido Domingo), il Doge, vedendo un ritratto di Maria, che Amelia ha conservato, capisce chi sia la giovane e annulla le nozze con Paolo.
Nel frattempo l'Adorno viene arrestato, sotto accusa di avere ucciso un pretendente di Amelia che cercava di rapirla. In carcere Gabriele è convinto da Paolo dell'esistenza di un legame impuro tra Boccanegra e Amelia. Uscito dalla prigione, cerca di uccidere il doge, che però riesce a spiegargli la verità. Paolo Albiani, intanto, ha segretamente propinato a Simon Boccanegra, mescolandolo in una bevanda, un veleno a effetto lento. E’ scoperto e condannato, viene condotto al patibolo.
Contro il doge si scatena una rivolta dei guelfi genovesi, ma Gabriele riesce a pacificare gli animi. Apprezzate le sue doti di giustizia e di moderazione sarà eletto doge. Ormai Simon Boccanegra sta morendo, il doge, prima di spirare, benedice le nozze di Amelia con Gabriele.
Si evidenzia una discutibile scelta di regia che con la scesa del sipario ha rovinato il finale del primo atto: alla straordinaria interpretazione di Domingo e del soprano Anja Harteros per la scoperta – incontro padre figlia che ha realizzato un’intensa emotività, subentrano sul palco, con il sipario alle spalle, Paolo Albiani e Pietro ( Hanno Muller-Brachmann, Wilhelm Schwinghammer) a introdurre il passaggio al secondo atto. Il pubblico non ha capito e sfumava il meritato applauso.
Un’opera di alto livello che già dal prologo mette in mostra la sua eccellenza: coro, orchestra, Barenboim, e un insuperabile Domingo, in una suggestiva, efficace e funzionale scenografia.
Domingo, per il Simon Boccanegra è nelle vesti di baritono, la presenza scenica è sicura, perfetta, il canto una deliziosa vibrazione che suscita continua emozione.
L’Orchestra Accademia di Stato di Berlino e la direzione di Daniel Barenboim, una meravigliosa sintonia di note, straordinarie sottolineature in esecuzione dell’opera, essenza di alta qualità professionale.
Merito al tenore Fabio Sartori che interpretava Gabriele Adorno, una straordinaria estensione di voce, il pubblico entusiasta lo interrompeva con lunghi e decisi applausi.
Il finale del terzo atto è una apoteosi d’ininterrotti applausi, è il bis della scena di Simon Boccanegra , Placido Domingo, morto tra la braccia della figlia. Ancora applausi e su il sipario è visibile immobile la scena. Gli applausi continuano incessanti, sul palco l’Orchestra, Daniel Barenboim, tutto il cast, e poi lancio di fiori per Domingo e Barenboim. Il pubblico è in piedi Domingo, Sartori, Kwangchul Youn, Schwinghammer, Harteros, Muller-Brachmann, più volte a raccogliere gli applausi. Ma è una serata, un evento straordinario, il pubblico non smetta di applaudire, sono 27 i minuti di applausi scanditi, incessanti, quando Placido Domingo, a luci spente e a sipario abbassato, è sul palco e per lui ancora fiori. Saluta col cuore, ma gli applausi continuano. Alla fine è uno scroscio di trenta minuti ininterrotti di lunghi, decisi, scanditi, calorosi applausi.
di Michele Luongo©Riproduzione riservata
(03.06.2012)
Immagine: Placido Domingo in Simon Boccanegra e Anja Harteros in Amelia Grimaldi, foto Monika Rittershaus , Costumi - Giovanna Buzzi