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Insomma questo governo non si smentisce proprio mai. Ha figli e figliastri. I figli sono le banche a cui regalare o prestare a tassi agevolati miliardi e miliardi. Sono i pensionati d’oro a cui non deve essere tolto un euro sennò ci restano male. Sono i corrotti che grazie alla legge di Monti e della guardasigilli Severino avranno d’ora in poi la vita ancora più facile.
I figliastri sono quei cittadini che stavano per andare in pensione, invece ci andranno con anni di ritardo e alcuni di loro, gli “esodati”, non sanno come tirare a campare fino a quel momento. Sono i lavoratori che, se per caso leggessero il Wall Street Journal di oggi scoprirerebbero, che dal giorno alla notte hanno perso anche il diritto formale al lavoro.
La badessa Fornero, infatti, ha riscritto tutta da sola e senza chiedere il permesso a nessuno l’art. 1 della Costituzione. Sentite cosa dice al quotidiano statunitense: “La gente deve cambiare il proprio modo di pensare. Il lavoro non è un diritto. Bisogna meritarselo, anche con il sacrificio”.
Cara professoressa, questa è un’asineria bella e buona. Innanzitutto perchè il lavoro non c’è e non lo trova neanche il lavoratore che lo merita. Ma soprattutto perchè la nostra Costituzione dice il contrario esatto. Afferma che il lavoro è un diritto e anche che l’essere messi in grado di condurre una vita dignitosa in cambio del lavoro prestato è un diritto.
Questo governo, invece, continua a comportarsi come se l’art. 1 della nostra Carta dicesse che l’Italia, invece che “una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, è “una Repubblica oligarchica, fondata sulle banche e sulle caste”.
Però, prima di capovolgere così il principio fondamentale della Repubblica, non sarebbe opportuno che i professori Monti e Fornero consultassero gli italiani per capire se sono d’accordo?
di Antonio Di Pietro
(27.06.2012)
www.antoniodipietro.it












