Mercoledì, 16 Aprile 2014

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Sicilia,falsa la notizia del default

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"Chiederò di essere ascoltato in consiglio dei ministri" - Raffaele Lombardo ha il volto tirato ma comincia con una battuta: “L’avete vista la lettera di Monti, no?”. Quindi comincia la sua conferenza stampa: “Come voi sapete ho ricevuto questa lettera dal premier e poi ci siamo sentiti al telefono verso le 18.30 di ieri e abbiamo concordato che ci incontreremo il 24 alle 12. Io gli sto scrivendo una lettera nella quale farò valere alcune considerazioni che chiariscono la massa enorme di equivoci generate dalle dichiarazioni di uomini politici e non solo. Quello che è successo in questi 4 anni, gli chiederò di poter riferire in consiglio dei ministri. C’è un articolo dello statuto che consentirebbe di partecipare alle seduta del consiglio dei ministri. Il premier parla di segnalazioni rivoltegli a proposito di criticità del bilancio della Regione. Se sono segnalazioni politiche, mediatiche o indiscrezioni che vengono da organi istituzionali. Per quanto riguarda il punto più strano della lettera, quello sulla mia scelta politica di dimettermi di cui si sono lette interpretazioni volutamente sbagliate, confermerò a Monti che mi dimetto: non intendo prestare il fianco a partiti politici, e non solo a personalità politiche, perché non si celebrino le elezioni regionali fuori turno rispetto alle nazionale.

E’ falsa la notizia che la Regione sia al default – continua Lombardo visibilmente arrabbiato – il bilancio della regione che è di circa 27 miliardi, abbiamo un debito di circa 5,5 miliardi, un Pil di 80 miliardi di euro. Se vogliamo fare un confronto circa la tenuta della finanza regionale rispetto a quella dello Stato, sappiate che il Pil dello Stato è di 1600 miliardi circa e il debito è di 2000 miliardi di euro, tetto massimo mai raggiunto finora. Se avessimo condizione di difficoltà pari a quella dello Stato, dovremmo avere un debito di 96 miliardi, il 120% del nostro pil”.

Quindi Lombardo attacca i contendenti politici: “Non è vero che i partiti vogliono le mie dimissioni; vogliono solo rinviare le elezioni perché la Sicilia si sottoponga al mercato elettorale. Per esse chiari: è come se mi fossi dimesso ieri. E lì ci sono gli articoli dello Statuto che è Costituzione che non può essere violata. Nessuno si illuda che si possa violentare la Sicilia”. Quindi Lombardo si rivolge direttamente, sollecitato dai giornalisti all’Udc che lo scorso fine settimana da Enna ha proposto il commissariamento della Regione siciliana: “L’Udc è il partito che ha coperto, che ha saputo e che è stato pienamente coinvolto in sette anni di governo precedente quando si vuole fare ricadere tutte le colpe esclusivamente sul mio predecessore. Non vede l’ora, l’Udc di riacquistare il potere con cui ha gestito la Regione siciliana. E su questo se il presidente Casini, non mi confronto con i ragazzini – facendo riferimento evidentemente al segretario regionale, Gianpiero D’Alia, – se è disposto io mi confronto con lui, in una piazza di Bologna o di Palermo.

Ovunque voglia e sarò puntuale e dettagliato su questi interessi”. Quindi dettaglia il suo pensiero per quel che riguarda il rischio “elettorale” che, secondo Lombardo, corrono l’Udc e il Pd: “C’è un accordo romano sulla mia testa, fra Pd e Udc che mira contemporaneamente a frenare la candidatura di Crocetta che non sono in grado di bloccare".

    di Elena Di Dio
  (18.07.2012)
http://oltrelostretto.blogsicilia.it

Articolo correalto: Siciliani non prendiamoci in giro