Mozart, Fauré, Dvořák con Maisky al Verbier Festival

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Mozart, Fauré, Dvořák, un concerto per piano e archi con Simović, Sitkovetsky, Tamestit, Kissin, Maisky, al Verbier Festival 2017, e la musica incanta la Salle Des Combins.
di Michele Luongo

 

Mozart, Fauré, Dvořák con Maisky al Verbier Festival
Kissin, Sitkovetsky, Tamestit, Maisky by Aline Paley

Sulle Alpi svizzere il Verbier Festival 2017, 24a edizione, in scena dal 21 luglio al 6 agosto. Un festival di riscontro internazionale che vede la partecipazione dei migliori musicisti al mondo, e più di 250 giovani che giungono da ogni parte, previa rigida selezione, per partecipare ai programmi di formazione con le prestigiose Master Class, Academy, e le tre orchestre: la Verbier Festival Orchestra, la Verbier Festival Chamber Orchestra e la Verbier Festival Junior Orchestra. Un incontro tra artisti, pubblico, un fascino unico che è percepibile nella cittadina di Verbier.

E al momento dei concerti i luoghi si riempiono per il piacere di ascoltare la buona musica. Cosi domenica 30 luglio la Salle Des Combins, è completa per il concerto per piano e archi con i musicisti: Roman Simovic, Dmitry Sitkovetsky, Antoine Tamestit, Evgeny Kissin, Mischa Maisky.

Il concerto si apre con Quartetto per pianoforte e archi No. 1 in sol minore K 478 di Wolfgang Amadeus Mozart, con Dmitry Sitkovetsky violino, Antoine Tamestit viola, Evgeny Kissin piano, Mischa Maisky violoncello, un bel quadro d’insieme, un’espressione musicale che rilascia un’atmosfera magmatica e il finale, il Rondò è pura emozione. Mischa con la sua inconfondibile chioma, veste una camicia di seta bianca, è un tutt’uno con il violoncello e trasmette l’intensità della musica in perfetta armonia con Sitkovetsky e Tamestit, al piano Kissin è pulito, deciso. Il pubblico si lascia a lunghi applausi, scanditi, con più richiami sul palco.

Si continua con il Quartetto in do minore n. 1 per pianoforte, violino, viola e violoncello, op. 15 di Gabriel Fauré. Con l’Adagio, tocchi, accordi e arpeggi di bellezza musicale, nell’Allegro molto, il ritmo compatto, i pizzicati degli archi incontrano la freschezza del tocco di Kissin al pianoforte. Maisky, carismatico, ora indossa una camicia di seta nera. Ancora intensi applausi e ritorni sul palco.

Con Antonín Dvořák, Quintetto per pianoforte e archi No. 2 nella maggiore op.81, siamo nella seconda parte del concerto, e al quartetto si aggiunge il violinista Roman Simovic. L’apertura ha tema sognante; una perfetta combinazione di entrate ed uscite degli archi che si contrappongono al pianoforte con repentini cambiamenti con impeti emotivi. Il Compositore attinge dalla musica popolare ceca, ma non tralascia anzi valorizza l’essenza dei singoli strumenti.

Roman Simovic, trova facile armonia, Dmitry Sitkovetsky è un creativo, ha esperienza, Antoine Tamestit ha leggerezza e la sua viola è un perfetto collante di armonia musicale, Evgeny Kissin, virtuoso del pianoforte dal tocco potente e delicato. E Mischa Maisky, un grande del violoncello, sa trasmettere la bellezza dell’intensità della musica ed è puro piacere ascoltarla, per dovere di cronaca per l’ultima parte del concerto ha indossato una camicia di seta di colore blu. Ripetuti applausi per Roman Simovic, Dmitry Sitkovetsky, Antoine Tamestit, Evgeny Kissin, Mischa Maisky, un Quintetto che ha regalato una splendida serata musicale al Verbier Festival. He is commonly viewed as a great successor of the Russian piano school because of his virtuosity and powerful key touch.

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (03/08/2017)

 

 

 

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