Ultima Cena, Eataly partecipa al restauro

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10 curiosità sull’ultima Cena. Il dipinto cominciò a rovinarsi già prima di essere concluso. L’accesso alle visite attualmente è limitato a 1300 visitatori al giorno.

Redazione

 

Ultima Cena, Eataly  partecipa al restauro Negli ultimi mesi abbiamo pensato tanto all’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci. Da quando abbiamo deciso di partecipare al suo restauro ci siamo interessati molto alla storia di quest’opera e abbiamo scoperto diverse curiosità che non conoscevamo. Ecco le 10 più interessanti.

1) Al contrario di quello che molti pensano, l’Ultima Cena non è un affresco. Si tratta di un’opera realizzata con una tecnica molto particolare: è un dipinto parietale a tempera grassa su intonaco. In pratica, per poter rifinire e modificare il lavoro in corso d’opera, Leonardo Da Vinci utilizzò su una parete la stessa tecnica che utilizzava per i suoi dipinti su tela: motivo per il quale il deterioramento è stato rapido e piuttosto evidente.

2) Il dipinto cominciò a rovinarsi già prima di essere concluso: sembra che quando Leonardo lo completò fosse visibile una piccola crepa sul lato sinistro. Una ventina di anni dopo la sua realizzazione, il Vasari scrisse: “non si scorge più se non una macchia abbagliata”.

3) A causa del rapido deterioramento dell’opera causato soprattutto dalle polveri sottili che i visitatori portano con sé, l’accesso all’Ultima Cena è attualmente limitato a 1300 visitatori al giorno. Dopo l’intervento di restauro ambientale finanziato da Eataly, questa cifra aumenterà considerevolmente.

4) Nel 2016 il Cenacolo è stato il 14esimo museo statale più visitato d’Italia, in discesa di una posizione rispetto al 2015, con un totale di 406.863 visitatori.

5) La superficie dell’opera, molto grande, è di 9 metri di larghezza per 4 di altezza.

6) L’opera raffigura il passo del Vangelo di Giovanni durante il quale Gesù rivela ai discepoli che uno di loro lo tradirà. Le reazioni degli apostoli, come si può vedere dai singoli volti, sono varie e contrastanti.

7) Nel corso dei secoli, si è molto discusso della mano armata di coltello che appare nel dipinto alla destra di Gesù, a cavallo tra Pietro e Giuda. Per molto tempo si è ritenuto che appartenesse a Pietro, così come farebbe pensare la versione attuale dell’opera, mentre alcune ipotesi recenti sostengono che fosse originariamente attribuibile a Giuda e che i restauri successivi abbiano modificato l’anatomia dei protagonisti.

8) L’occasione di ritrovo dell’Ultima Cena era il festeggiamento del Pesach, la Pasqua ebraica. Il menu era quello tipico della tradizione giudaica: erbe amare, pane azzimo arricchito da charoset (una salsa spalmabile a base di frutta secca paragonabile a una marmellata molto densa), agnello arrostito e vino.

9) Fu Lodovico Il Moro a commissionare l’Ultima Cena a Leonardo, che era giunto a Milano nel 1482 desideroso di mettersi alla prova alla sua corte. L’opera fu dipinta tra il 1494 e il 1498 all’interno del refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano: la chiesa e il dipinto divennero due simboli del potere della famiglia Sforza, casata nobiliare milanese alla quale apparteneva Lodovico Il Moro.

10) Anche se molti non le notano, l’opera è arricchita da cinque lunette che raffigurano imprese degli Sforza dentro ghirlande di frutta, fiori e foglie. All’interno della lunetta centrale, che rappresenta alcune specie botaniche, durante uno degli ultimi restauri è stata rinvenuta la figura un serpente che secondo il disegno preparatorio si sarebbe dovuto trovare esattamente sopra la testa di Gesù.   ( https://www.eataly.net/it_it/  )

 

    Redazione
 (15/05/2017)

 

 

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