Zavalloni, voce inconfondibile

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Una Zavalloni dietro le quinte piena di energia che, all’uscita dai camerini, la trasmetteva ad uno a uno ai musicisti dalla Radar Band.
di Michele Luongo

 

Zavalloni,voce inconfondibile Torino – Voci al femminile in Piazza Castello per la seconda serata del Torino Jazz Festival con i concerti di Cristina Zavalloni e Tania Maria.
Abbiamo visto una Zavalloni dietro le quinte piena di energia che, all’uscita dai camerini, trasmetteva ad uno a uno ai musicisti dalla Radar Band che si avviavano sul palco per l’apertura del concerto. Mentre Cristiano Arcelli, alto sax, Fulvio Sigurtà, tromba, Massimo Morganti, trombone, Michele Francesconi pianoforte, Giacomo Riggi vibrafono, Daniele Mencarelli basso elettrico, Alessandro Paternesi batteria, Enrico Pulcinelli percussioni, rilasciavano delicate note di jazz con una crescente melodia, Lei, fuori dai riflettori, fremeva, si muoveva, silenziosamente cantava quella musica come se le stesse entrando nel corpo. Così, sul palco, con un vestitino luccicante argento e la sua sensuale voce, è accolta con un intenso applauso.

Zavalloni, dialoga con il pubblico, presenta i brani del suo ultimo CD “La donna di cristallo” e con un continuo intreccio e di rimandi con gli ottimi musicisti ci regala un bellissimo affresco di jazz. Zavalloni è un’artista impegnata, la ritroviamo ancora più completa, il suo linguaggio jazz è puro virtuosismo che presto avvolge il pubblico. Una voce inconfondibile, unica, elegante diviene strumento che riesce a raccontare momenti d’animo: un’emozione, la gioia, il piacere o il dolore, è voce che canta il tempo.

La musica per la Zavalloni è una simbiosi perfetta, ne è travolta e la travolge con il suo canto o come quando in ginocchio, sul palco, ascolta la banda, quell’esile corpo con le sue pulsazioni sembra parlare, ascoltare, è un intenso, delicato e sensuale momento che esplode poi nel virtuosismo, è la voce, è il jazz di Cristina Zavalloni.

Il pubblico completamente entusiasta sottolinea il concerto con un lunghissimo applauso. Lei, ora, verosimilmente, più rilassata, sorridente, firma autografi, riceve abbracci, complimenti, ma rimane splendente nella sua semplicità.

Nel frattempo sul palco, per il secondo concerto,“Tania Maria Quartet”, Lei cantante pianista, Marc Bertaux al basso, Mestre Carneiro alle percussioni, Hubert Colau piatti e tamburi, è una sonorità completamente diversa, qui e jazz dagli incalzanti ritmi brasiliani. Tania Maria è brava, ha belle vedute canore per una felice espressione del jazz. Il ritmo brasiliano è predominante, personalmente, dopo i venti minuti lo trovo ripetitivo, ma coinvolge facilmente la massa che si lascia trasportare, va bene è spettacolo è musica.

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (13/05/2013)

 

 

 

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