Lavoro, nuovo sistema per ridare occupazione

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Se ci barrichiamo dietro vecchie concezioni siamo destinati all’estinzione. Ridare occupazione formando figure adeguate al nuovo sistema lavoro. Retribuzione, il principio è garantire l’eguaglianza sostanziale tornando ad avere prospettive concrete di applicazione.

Redazione

 

Lavoro, nuovo sistema per ridare occupazioneLavoro, nuovo sistema per ridare occupazione. Per la prima volta in Italia il reddito di inclusione. Federcontribuenti: ”una spesa calcolata in 5 miliardi di euro fino al 2020, ma esiste il modo di far respirare le casse dello Stato e concretizzare lo slancio sull’occupazione”. In Italia ”si cerca il lavoro nei settori che non né offrono. 30 mila posti di lavoro vacanti perchè manca la competenza”.

Avevamo i quadri e avevamo le tute blu, ”tutto questo non c’è più – conclude con una rima Marco Paccagnella – , ora dobbiamo garantire alla generazione dei cinquantenni tagliati fuori dal mondo del lavoro un reddito che permetta loro di raggiungere la pensione e parliamo di quasi 2 milioni di cittadini. Per tutti gli altri dobbiamo lavorare in sinergia con gli enti di formazione e le scuole fino all’università perchè le aziende cercano figure nuove, in linea con l’evoluzione industriale”.

Da sempre siamo stati abituati a ragionare come operai, ”usiamo internet senza pensare che dietro un app, un software si nascondono nuove possibilità di impiego. Un concetto che fatichiamo a fare nostro anche a causa di un sistema scolastico scollato dalle esigenze nascenti nel mondo del lavoro. Le aziende non cercano manodopera perchè hanno le macchine che svolgono totalmente questa finzione, ora cercano chi faccia funzionare questi potenti software e figure che possano sviluppare nuovi programmi sempre più avanzati e sofisticati ed ecco cosa ci rende competitivi, la capacità di precorrere i tempi del digitale”.

La retribuzione. La domanda di tutte le domande, qual è il giusto compenso? Il principio è garantire l’eguaglianza sostanziale tornando ad avere prospettive concrete di applicazione soprattutto attraverso la determinazione dei trattamenti economici dei lavoratori così come espressa dall’art. 36 Cost. L’obiettivo è ” ridare centralità all’elemento lavoro, inteso non solo come dovere di operare per il progresso individuale e sociale, ma anche come vero e proprio diritto di cittadinanza, il cui conseguimento risulta necessario al superamento delle disuguaglianze sociali e quindi come misura di contrasto alla povertà”.

Venendo meno il ruolo determinante delle organizzazioni sindacali e cioè quello di intercettare i bisogni espressi dalle differenti categorie del mondo produttivo, di vecchia e nuova formazione, è venuto meno il braccio di ferro tra domanda e offerta, è venuto meno l’impegno degli enti di formazione preoccupati solo di innaffiarsi con i finanziamenti europei. Un reddito deve essere in linea con il costo della vita. Una paga base che permetta poi, maturando esperienza e competenza di ottenere scatti nel corso della carriera, un equo compenso che in pochi vogliono perchè limiterebbe il potere di minacciare o ricattare un lavoratore”. Ma occorre anche l’impegno da parte di chi cerca lavoro: ”pretendere di lavorare poche ore e guadagnare cifre considerevoli non è possibile come non lo è sottomettersi a paghe in nero o a paghe intollerabilmente inferiori ad ogni norma e dignità”.

Questa legislatura è ormai al termine ma il calendario dei lavori deve riprendere partendo da questo, dal bisogno di ridare occupazione formando figure adeguate al nuovo sistema lavoro, riformando i percorsi scolastici e di formazione, lavorando per imporre una paga minima per settore e punendo severamente chi offre e chi accetta paghe in nero.  (  www.federcontribuentinazionale.it  )

 

    Redazione
  (05/12/2017

 

 

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