Matteo Renzi, un democratico rivoluzionario

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Matteo Renzi, un rivoluzionario democratico, in queste fitte nebbie della politica è il solo leader che ha credibilità. Assistiamo ad una campagna elettorale delle solite promesse, senza progetti, senza programmi con esclusione del vero interesse dei cittadini.
di Michele Luongo

Matteo Renzi, un democratico rivoluzionario
Immagine web, Roma, Auditorium del Massimo

Matteo Renzi, un democratico rivoluzionario. Ad osservare le scene politiche di questa campagna elettorale, sembra proprio che gli ultimi trent’anni siano trascorsi inutilmente. Difatti non poteva essere diverso dopo l’ubriacatura dell’elettorato con la vittoria del No al Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016, rimane solo il rammarico di aver perso una Grande Occasione Storica per il Popolo Italiano.

Venivamo da un lungo e travagliato percorso che trova origine nel ’68, avevamo “Sete, Fame” di libertà di giustizia, ma ci si è inoltrati in anni bui, in scandali e in governi di facciata addirittura di staffetta, con il crescente vizio dei “rappresentanti” del popolo d’ingrossare le proprie tasche, i propri interessi. Il Popolo, al limite della sopportazione, non ne poteva più era pronto al grande salto, su queste motivazioni nasce la Lega Nord, Forza Italia, e non ultimo Il Movimento 5 Stelle, con straordinarie peripezie ancora una volta il popolo è raggirato, umiliato.

La Lega Nord voleva cambiare l’Italia, fatidica quella frase di “Roma Ladrona”, per poi comportarsi in ugual o peggior modo. Sulla spinta di un liberismo anche Forza Italia voleva cambiare l’Italia, addirittura ha avuto la maggioranza sia alla Camera dei Deputati sia alla Camera del Senato, ma si disperdeva tra falsi leader politici per finire a cercare lumicini di numeri, per una finta governabilità. E il Movimento 5 Stelle, anche loro a voler cambiare l’Italia, l’essere diversi era sbandierato in ogni luogo, non abbiamo mai creduto ai politici senza una storia, poi proveniente dal web, la politica è una cosa seria, troppo seria; Roma capitale è umiliata nel mondo, e i fatti di questi giorni (rimborsi) dimostrano proprio la poca diversità. Sì, il M5S poteva essere davvero diverso e poteva dimostrarlo in più occasioni, come quello ad esempio di dimettersi tutti dal Parlamento, di sicuro avrebbero almeno evitato il privilegio del vitalizio, giusto per citarne uno.

Questi pseudo movimenti, partiti politici, hanno avuto e hanno in comune tutti la stessa filosofia di cambiare l’Italia. Cari signori nella storia della Repubblica Italiana, si era presentata per davvero l’opportunità di farlo, per la prima volta un giovane politico, Matteo  Renzi, lottando con straordinaria caparbietà all’interno di un grande partito ne diviene prima, segretario del Partito Democratico, poi Presidente del Consiglio, e propone un Referendum Costituzionale per cambiare in modo concreto, reale, e sviluppare un inequivocabile segnale di cambiamento della politica italiana.  Ebbene, proprio quella Lega Nord, quella stessa Forza Italia, quel Movimento 5 Stelle, e perfino dall’interno del suo partito democratico, vedesi Bersani e D’Alema, e, nientemeno Ciriaco De Mita, sfoderano la più agguerrita macchina politica, per essere contro quel Referendum contro Matteo Renzi.

Quella lunga e assordante voce di riforme, che pure tanto necessitano a questo Paese, viene ancora una volta bloccata. Il Popolo è frastornato non ha il tempo di chiedersi nemmeno del perché sono tutti contro quel Referendum (solo ciò doveva bastare),  non capisce è raggirato, e si disperde nel cercare gli aghi nel pagliaio non vede che è in gioco il vero cambiamento della politica italiana e del nostro Paese.

Matteo Renzi è un vero rivoluzionario Democratico, è stato il più giovane Capo di Governo nella storia dello Stato Italiano, e segretario di Partito senza essere parlamentare. Quindi una nuova generazione, un Premier del fare, ci piace citare ad esempio: la crescita del PIL +1,6%, la riduzione del Debito pubblico -43 miliardi, la maggiore occupazione totale + 656 mila e Occupati dipendenti permanenti + 487 mila (dal 14 febbraio 2014 a settembre 2016 ), quindi riduzione tasso disoccupazione, più produzione industriale, ed ancora gli 80 euro per undici milioni d’italiani, l’abolizione della tassa sulla prima casa, la riduzione del canone Rai, aumento delle pensioni minime, il tetto degli stipendi della Pubblica amministrazione, fatti più che significativi che vanno al di là delle chiacchiere da show.

Matteo Renzi, Presidente del Consiglio, ha una spiccata personalità, presto se ne accorgono anche all’estero, riscuotendo stima e un crescendo rispetto politico. La rivista americana Fortune, nel 2014, lo indica come uno dei politici con meno di quarantenni più influenti e tra i cento più importanti pensatori della politica estera al mondo. Con una leadership internazionale emergeva anche l’orgoglio italiano.

Con l’esito del Referendum del 2016, Matteo Renzi, si è dimesso (cosa non da poco in Italia ) pur sapendo di non avere alcuno stipendio da parlamentare. E nel suo credo di rinnovamento della politica italiana, lasciando i soliti giochini, invece di fare la cosa più semplice quella quale di fondare un nuovo partito, considerando di essere stato tradito, rimane a lottare dall’interno del Partito Democratico (sperando che impari a fare quadrato con il proprio leader).

I boiardi della politica italiana sono ritornati in gran massa sulla scena, tutti promettono, ci si chiede solo perché non l’hanno fatto prima, dove erano? Addirittura la Lega Nord di Salvini candita Umberto Bossi, quello della “Roma ladrona”, quello che offendeva la bandiera italiana. E Silvio Berlusconi, con il “suo” partito Forza Italia, è fermo al 1994, e stila ancora contratti in tv. E il M5S, i tanti diversi per non essere diversi, ma la politica è competenza è capacità. Per queste elezioni ci troviamo senza conoscere chi sarà il Premier tanto meno il suo programma di governo, e alla pochezza di leadership egoistiche, egocentriche che non accettano nemmeno i confronti, i contradditori pubblici. Popolo Sveglia!

Tante promesse, un grande salto indietro negli anni, nuovi partiti, la solita storia, pur di non lasciare la poltrona di protagonista, senza progetti, senza programmi, andremo alle elezioni sapendo che l’esito sarà l’ingovernabilità salvo che non si soggiace ai giochini della politica con gli accordi sottobanco, tanto dei cittadini poco importa.

Sulla scena politica italiana c’è una fitta nebbia. Matteo Renzi avrà pure mille difetti, ma è anche il solo politico che ha dimostrato di avere un progetto, un programma, di essere credibile, di aver rispettato l’elettorato, si è dimesso, e ha quell’esperienza politica per non essere un semplice fantoccio o burattino.

Adesso, a quel continuo grido di lamento per il malcontento e di rinnovamento della politica, cui si può porre dei rimedi solo con concrete riforme, ancor più i giovani, da quello smarrimento sul referendum, dovrebbero conoscere e avvicinarsi a un vero rivoluzionario “democratico” Matteo Renzi.

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (19/02/2018)

 

 

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