Venerdì, 24 Maggio 2013

Wine

Prosecco Qualità Superiore

Prosecco Qualità Superiore

Susegana (TV) - Prosecco Superiore, la qualità costruita nel tempo, quindic... Leggi tutto

Rassegna dei vini spumanti a Marostica

Rassegna dei vini spumanti a Marost…

Marostica (VI) - Bollicine a Marostica: In Viaggio tra i migliori spumanti,... Leggi tutto

Il Ludwing Pinot Nero 2013

Il Ludwing Pinot Nero 2013

Egna (Bz) – Nella splendida cornice del Castello d’Enna a Montagna con la p... Leggi tutto

Informazione

Assistenza ai parlamentari

Assistenza ai parlamentari

I parlamentari italiani guadagnano troppo. Almeno rispetto alla media europ... Leggi tutto

Debito pubblico, un groviglio di sprechi

Debito pubblico, un groviglio di sp…

Roma - Fabrizio Zampieri, Responsabile Aziende e Mercati Finanziari per Fed... Leggi tutto

E si chiama Democratico

E si chiama Democratico

Catanzaro - Una proposta di legge del PD recita in tal senso: non si può pa... Leggi tutto

In Scena

Al Teatro Romano Verona Jazz

Al Teatro Romano Verona Jazz

Verona - Parla perfettamente Italiano Verona Jazz 2013, manifestazione orga... Leggi tutto

Mikhaïl suona opere Kandinskij

Mikhaïl suona opere Kandinskij

Roma - Lo storico spettacolo realizzato da Vassilij Kandinskij nel 1928 sul... Leggi tutto

Colori, pensieri, artisti

Colori, pensieri, artisti

Silvio Zago, Kulian T, Luigi Curreli, Gilberto Carpo, Francesca Carolli e C... Leggi tutto

A+ R A-
Martedì, 16 Aprile 2013 11:08

Ictus,controllo pressione

Contro l'ictus pressione a posto e frutta in tavola.
In aumento i casi sotto i 50 anni. Il fumo, l'alcol e le droghe sono tra i pericoli maggiori per le arterie cerebrali.
La pressione alta è il killer numero uno: oggi sappiamo che molecole in grado di alterare la funzione delle arterie sono in circolo già prima che i valori superino la soglia di 140/90


di Alice Vigna

Milano - Avere un ictus a 45 anni. A volte addirittura prima. Possibile, anzi accade sempre più spesso. Secondo i dati diffusi in occasione della campagna di sensibilizzazione contro l'ictus, promossa ad aprile dall'Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale (A.L.I.Ce. Italia Onlus), ogni anno in Italia si verificano circa 10mila casi di ictus in persone che hanno meno di 54 anni .
Per di più i casi fra i giovani adulti sono in crescita: negli ultimi 20 anni la percentuale di pazienti fra i 20 e i 54 anni è passata dal 13 al 19% e l'ictus è la patologia neurologica più diffusa dopo il trauma cranico.
LE CAUSE - «I motivi sono molti - spiega Domenico Inzitari, neurologo del Dipartimento di Scienze neurologiche e psichiatriche dell'Università di Firenze e responsabile della Stroke Unit al Policlinico Careggi -. Nei giovani, ad esempio, gli ictus possono dipendere anche da traumi che alterano la struttura delle arterie carotidi o vertebrali: l'arteria si "stira", l'endotelio (il rivestimento interno dei vasi, ndr) si scolla dalla parete e il vaso tende a chiudersi. Questo tipo di eventi è in aumento perché, oltre a essere una possibile conseguenza di incidenti in auto o in moto, è cresciuto il numero di persone che si dedicano a sport estremi o ad attività fisiche pesanti, come il windsurf o la canoa. A tutto questo si aggiungono i fattori di rischio classici che, purtroppo, riguardano sempre più spesso i giovani, per colpa di stili di vita poco salutari».
FUMO E DROGHE - Il fumo è uno dei pericoli maggiori per le arterie cerebrali, così come l'alcol e tutte le droghe d'abuso, dal l'hashish alla cocaina: dalla metà degli anni '90 agli anni 2000 l'uso di droghe è decuplicato, in parallelo all'incremento delle giovani vittime di ictus. «Fra gli under 54, inoltre - aggiunge Inzitari -, per colpa di sedentarietà e alimentazione poco sana, sono in aumento anche i fattori di rischio tradizionali per l'ictus: ipertensione, obesità, diabete, colesterolo alto. La pressione alta è il killer numero uno: oggi sappiamo che molecole in grado di alterare la funzione delle arterie sono in circolo già prima che i valori superino la soglia di 140/90, inoltre le piccole arterie cerebrali sono particolarmente sensibili e fragili di fronte alla pressione alta. Questo implica che è bene monitorare la pressione almeno a partire dai 40 anni e tenerla sotto controllo».
PREVENZIONE - Secondo i neurologi l’80% degli ictus si potrebbe evitare con una buona prevenzione, i cui capisaldi sono movimento e dieta: l'inattività fisica accresce il rischio cardiovascolare fino al 150%, un'alimentazione troppo ricca di grassi e calorie fa altrettanto. A tavola bisogna portare invece frutta e verdura in abbondanza, almeno 400-500 grammi al giorno: ogni 7 grammi di fibra vegetale in più che consumiamo scende del 7% la probabilità di ictus, stando a un recente studio inglese. Pomodori, meloni, pere sono entrati a pieno diritto nel novero dei cibi anti-ictus, secondo gli studi scientifici. Inzitari però sottolinea: «Il primo fattore di rischio in assoluto, in realtà, è l'ignoranza: un'indagine di A.L.I.Ce. in collaborazione con Censis e Università di Firenze ha rivelato che il 50% degli italiani non conosce l'ictus, non sa che può venire a qualsiasi età né che oggi esistono possibilità di cura. Tutti oggi sanno che il dolore al torace può essere la spia di un infarto, pochi riconoscono i campanelli d'allarme di un ictus».
SINTOMI - Difficoltà a parlare, calo di vista da un occhio, mal di testa molto forte, vertigini o cadute, insensibilità, formicolii o debolezza a un arto o in un lato del corpo: sono questi i sintomi che devono spingere a chiamare subito il 118. Gli italiani invece "perdono tempo", perché non capiscono di essere vittime di un evento grave, non chiamano aiuto e si precludono così la possibilità di essere curati tempestivamente e di uscire (quasi) indenni da un ictus. «Per ogni minuto senza ossigeno nel cervello muore oltre un milione di neuroni: "il tempo è cervello", prima si interviene meglio è» conclude l’esperto.

 di Alice Vigna
(16 aprile 2013)

Informazioni aggiuntive


    Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.viacialdini.it/home/templates/gk_twn2/html/com_k2/templates/default/tag.php on line 94
Pubblicato in Salute
Lunedì, 16 Aprile 2012 10:54

Soccorso Ictus

Lecce - SOS pronto soccorso ictus: non solo unità coronariche, le autoambulanze siano dotate anche di attrezzature per gli ictus anche in Italia. La sperimentazione è già partita in Germania. Il trattamento d’urgenza già prima dell’ospedale in ambulanze specializzate aumenterebbe le possibilità d’intervento e di salvaguardia delle vite umane
Quante morti o danni permanenti possono essere evitati in conseguenza di un ictus se si interviene tempestivamente? Secondo una sperimentazione condotta da un’equipe dell’Università del Saarland a Homburg in Germania guidata dal dott. Klaus Fassbender che si è limitata ad un numero esiguo di soggetti, molte più di quante se ne possano immaginare.
La soluzione per interventi urgenti possono essere ricercate nelle stroke unit mobili utilizzate per la ricerca, ovvero autoambulanze attrezzate per la gestione dell’ictus con tomografia computerizzata, sistemi di analisi di laboratorio e attrezzature per la telemedicina che secondo lo studio possono dimezzare il tempo impiegato per la somministrazione dei fibrinolitici.

L’ictus è considerato, alla stregua di un infarto cardiaco, come una vera e propria emergenza medica, con conseguenze che in molti casi possono portare alla morte o a danni permanenti. La forma più frequente di quello che viene anche chiamato “attacco apoplettico” è quella ischemica che è la conseguenza della formazione di un coagulo di sangue che interrompe il flusso sanguigno in una zona dell’encefalo.

L’urgenza per tentare di porre rimedio al rischio di danni gravi o alla morte sta proprio nel fatto che al giorno d’oggi esistono delle terapie, in particolare dei farmaci che hanno efficacia solo se somministrati entro quattro ore e mezzo dall’insorgenza acuta della malattia.
Per esempio, tanto più è rapida l’effettuazione della terapia fibrinolitica, tanto più alte sono le possibilità di sopravvivenza e di ridurre la disabilità a lungo termine.
Non tutti i pazienti, però, sono candidati idonei. Questi farmaci salva-vita non sono adatti per i pazienti con ictus emorragico, nei quali vi è stata la rottura di un vaso sanguigno. E’ indispensabile quindi, in una situazione critica come questa, una rapida valutazione diagnostica.

La ricerca tedesca ha riguardato solo 100 pazienti, dei quali 53 sono stati trattati in ambulanze appositamente attrezzate. In tali casi la trombolisi con tPA è stata effettuata in media entro 35 minuti dall’esordio dei sintomi. In confronto, quelli inviati in ospedale per il trattamento secondo la prassi attuale hanno atteso complessivamente 76 minuti.

Per la verità, per quanto riguarda gli esiti dello studio non sono state segnalate differenze significative tra i due gruppi, ma gli stessi ricercatori hanno evidenziato come la ricerca abbia riguardato solo un limitato numero di pazienti e un periodo determinato di una settimana, e non è stato tarato per valutare questi aspetti. Ma gli studiosi sono convinti che studi clinici più rappresentativi e condotti non solo nelle aree urbane potranno in futuro chiarire meglio il ruolo delle stroke unit mobili sulla prognosi.

Alla luce di tali dati che ci lasciano sperare in più efficaci possibilità d’intervento ci si augura che anche in Italia parta una sperimentazione simile affinché già nel prossimo futuro le ambulanze siano dotate, oltreché delle necessarie unità coronariche, anche di attrezzature per la diagnosi e la gestione degli ictus.

di Giovanni D’AGATA 
    (15.04.2012)



Informazioni aggiuntive


    Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.viacialdini.it/home/templates/gk_twn2/html/com_k2/templates/default/tag.php on line 94
Pubblicato in Salute
Lunedì, 12 Settembre 2011 10:00

Il fumo uccide

Lecce - Salute: il tabacco uccide quasi sei milioni di persone ogni anno, dei quali più di 5 milioni sono gli utenti ed ex utenti e più di 600 000 sono non fumatori esposti al fumo passivo.
A meno che non si intervenga urgentemente,il numero annuale delle vittime potrebbe salire a più di otto milioni entro il 2030. Quasi l'80% dei fumatori un miliardo nel mondo vivono in paesi a reddito basso e medio. Il consumo dei prodotti del tabacco è in aumento a livello globale, anche se esso è in diminuzione in alcuni paesi di reddito medio reddito elevati e superiore.

Come tiene a precisare la World Health Organitation, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che si riporta, il fumo è la principale causa di morte, di malattia e impoverimento.

L'epidemia di tabacco è una delle più grandi minacce sanitarie che il mondo abbia mai affrontato. Uccide quasi sei milioni di persone all'anno di cui più di 5 milioni sono gli utenti ed ex utenti e più di 600 000 sono non fumatori esposti al fumo passivo. Circa una persona muore ogni sei secondi a causa del tabacco e cioè uno ogni 10 tra gli adulti morti.

Quasi l'80% dei fumatori più di un miliardo in tutto il mondo vivono in paesi a basso e medio reddito, dove la causa di malattie e morte legate al consumo del tabacco è più pesante.
I consumatori del tabacco che muoiono prematuramente privano loro famiglie di reddito, aumentano il costo dell'assistenza sanitaria e ostacolano lo sviluppo economico.

In alcuni paesi, bambini provenienti da famiglie povere sono spesso impiegati in agricoltura per fornire reddito familiare dalla coltivazione del tabacco. Questi bambini sono particolarmente vulnerabili al "mal di tabacco verde", che è causato dalla nicotina che viene assorbita attraverso la pelle riconducibili alla manipolazione di foglie di tabacco umido.

Secondo l’OMS è un killer graduale perché c'è un ritardo di diversi anni tra quando le persone iniziano ad utilizzare il tabacco e quando n e risente la loro salute, l'epidemia di malattie legate al tabacco e morte è appena iniziata.

Il tabacco ha causato 100 milioni di morti nel XX secolo. Se l'attuale andamento continua, causerà fino a un miliardo di morti nel XXI secolo. Più dell'80% di quelle morti saranno in paesi a reddito basso e medio.

La soluzione è la sorveglianza.
Infatti il monitoraggio indica il modo migliore di adattare le politiche. Cinquantanove paesi, che rappresentano quasi la metà della popolazione mondiale, hanno rafforzato il monitoraggio per includere dati recenti e la raccolta di questi dati almeno ogni cinque anni. Ancora, mancano all’appello più di 100 paesi.

Il fumo passivo uccide.
Fumo passivo è il fumo che riempie i ristoranti, uffici o altri spazi chiusi quando le persone usano prodotti del tabacco, come sigarette, Beedies e le condutture dell'acqua. Non c'è nessun livello di sicurezza di esposizione al fumo passivo del tabacco.
Ci sono più di 4000 prodotti chimici nel fumo del tabacco, di cui almeno 250 sono noti per essere nocivi e più di 50 sono noti per causare il cancro.
Negli adulti, il fumo passivo provoca gravi malattie cardiovascolari e respiratorie, compresa la malattia coronarica e cancro ai polmoni. Nei neonati, provoca la morte improvvisa. Nelle donne in gravidanza, provoca il basso peso alla nascita.

Gli utenti di tabacco hanno bisogno di aiuto per smettere di fumare.
Gli studi dimostrano che sono poche le persone che capiscono i rischi di salute specifici dell’ uso del tabacco. Ad esempio, un sondaggio 2009 in Cina ha rivelato che solo il 37% dei fumatori sapeva che il fumo provoca malattie coronariche e solo il 17% sapeva che è causa di ictus.
Tra i fumatori che sono consapevoli dei pericoli del tabacco, la maggior parte vuole smettere. Consulenza ed il farmaco può più che raddoppiare la possibilità che un fumatore che tenta di uscire ci riuscirà.
Servizio nazionale ed assistenza sanitaria sono a di supporto e disponibili solo in 19 paesi, che rappresentano il 14% della popolazione mondiale. Non c'è nessuna assistenza nel 28% dei paesi a basso reddito e 7% dei paesi a reddito medio.

La pubblicità.
La pubblicità anti-tabacco mediatica e avvisi grafici – in particolare quelli che includono immagini – riducono la probabilità del numero di bambini che iniziano a fumare e aumenta il numero dei fumatori che smettono.
Studi effettuati dopo l'implementazione di avvisi nei pacchetti in Brasile, Canada, Singapore e Thailandia mostrano che gli avvisi con immagini significativamente sensibilizzano il popolo sui danni dell'uso del tabacco.

Campagne mediatiche possono anche ridurre il consumo di tabacco, da persone che la influenzano per proteggere i non fumatori e può essere convincente sui giovani ad interrompere l'uso del tabacco.
Solo 19 paesi, che rappresentano il 15% della popolazione mondiale, utilizzano la procedura consigliata per gli avvisi con immagini, che include gli avvisi nella lingua locale e coprire una media di almeno la metà del fronte e retro di pacchetti di sigarette. Non però in un paese a basso reddito avviene l’utilizzo di best practice.

Quarantadue paesi, che rappresentano il 42% della popolazione mondiale, trasmettono avvertimenti con immagini sui pacchetti di sigarette.
Avvisi grafici possono persuadere i fumatori a tutelare la salute dei non fumatori di fumare meno all'interno della casa e di evitare di fumare vicino a bambini.
Più di 1,9 miliardi di persone, che rappresentano il 28% della popolazione mondiale, vivono in 23 paesi che hanno implementato almeno una campagna anti-tabacco con un grande uso dei mass-media negli ultimi due anni.

Annunci divieti riducono il consumo.
Divieti sul tabacco, pubblicità, promozione e sponsorizzazione possono ridurre il consumo di tabacco.
Un divieto complessivo sul tabacco tutte le pubblicità, promozione e sponsorizzazione potrebbe diminuire il consumo di tabacco da una media di circa il 7%, con alcuni paesi vivendo un calo nel consumo fino al 16%.
Solo 19 paesi, che rappresenta il 6% della popolazione mondiale, hanno completi divieti nazionali sulla pubblicità del tabacco, promozione e sponsorizzazione.
Il 46% della popolazione mondiale vive in paesi che non vietano la distribuzione gratuita dei prodotti del tabacco.

Le tasse scoraggiano l'uso del tabacco
Le tasse sul tabacco sono il modo più efficace per ridurre l'uso di tabacco, soprattutto tra i giovani e i poveri. Un aumento delle tasse che aumenta i prezzi del tabacco del 10% diminuisce il consumo di tabacco da circa il 4% nei paesi ad alto reddito e fino al 8% nei paesi a basso e medio reddito.
Solo 27 paesi, che rappresentano meno dell'8% della popolazione mondiale, hanno tassi di imposta sul tabacco superiore al 75% del prezzo al dettaglio.
Nei paesi con informazioni disponibili entrate fiscali del tabacco sono 154 volte superiore a quello di spesa sul controllo del tabacco.

Secondo la World Health Organitation la lotta contro l'epidemia globale di tabacco, entrato in vigore nel febbraio 2005, è diventata uno dei più coinvolgenti trattati nella storia delle Nazioni Unite con più di 170 adesioni che coprono l'87% della popolazione mondiale.
La Convenzione-quadro è il più importante strumento di controllo del tabacco ed una pietra miliare nella promozione della salute pubblica. È un trattato basato sull'evidenza che ribadisce il diritto del popolo del massimo standard di salute, prevede dimensioni giuridici di cooperazione sanitaria internazionale e definisce standard elevati per la conformità.

 di Giovanni D’AGATA
 (07 settembre 2011 )
www.sportellodeidiritti.org
 

Informazioni aggiuntive


    Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.viacialdini.it/home/templates/gk_twn2/html/com_k2/templates/default/tag.php on line 94
Pubblicato in Salute
Bluarte logo VinitalyBluarteViacialdiniGrancan