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  • Se una notte d’inverno si parafrasa Calvino

7th febbraio 2010

Se una notte d’inverno si parafrasa Calvino

posted in Letteratura |

di Stefano Bartezzaghi

Gli studenti di una seconda classe del liceo scientifico Aldo Moro di Reggio Emilia sono stati sfidati dalla loro professoressa (di lettere, immagino) Brunetta Partisotti a parafrasare il titolo di Italo Calvino Se una notte d’inverno un viaggiatore. La regola del gioco è quella del << tautogramma alfabetico>>: scrivere usando solo parole con la stessa lettera iniziale, andando dalla A alla Z.

I risultati sono i seguenti:
Attenzione: all’aurora, anzi assai avanti, assiderato, avventuriero andava.
Beh: buio, brina, bighellone.
Casualmente, calati cupi colori cupola celeste, congelando, un camminatore.
Diciamo, dopocena, di dicembre, degustando direzioni divaganti.
Ebbene, eclissatosi elio – è epoca eschimese – un errante.
Forse, fine serata – fa freddo . forestiero fuoristrada.
Già, giornata guadagna giaciglio: gelando, un giramondo.
Intanto, intravedono imbrunire, in inverno, un individuo incamminatosi.
Laddove, lucente la luna, latitudini lapponi che, lambisci lande lontane.
Mettiamo: mezzanotte, maltempo, un marciatore.
Non dimeno, una notte, nevicando, un navigatore.
Occasionalmente, ore oscurano ombre, oltre ottobre, un omino oltrepassa orizzonte.
Però, pomeriggio passato, pericolo polare, un passeggiatore.
Qualora, quando è quiete, nella quarta quota di quest’anno, quovadis?
Riecco, rabbuiandosi, in regione raffreddata, un ricercatore di rotte.
Se sotto semisfera stellata, stagione sottozero un solitario senza sosta.
Toh, tardi, tra tanta tramontana, un turista.
Udite, ultimate le undici, ultrafreddo , un Ulisse.
Veh, vegliando, nel verno, un viaggiatore.
Zoomando allo zenit, zero, uno zingaro a zonzo.

Ho fatto qualche ritocco, per rendere un poco più radicale l’esperimento. Fatalmente, però, sono rimaste parolette fuori regola, soprattutto l’ineludibile articolo << un >>.
Il tema era difficilissimo, innanzitutto per la mancanza di verbo e per la presenza delle determinazioni di ora e stagione.
L’unica soluzione sarebbe quella di parafrasare con maggiore libertà il titolo di partenza All’alba, anzi assai avanti, assiderando andava avventurandosi. Bighellonava del bello, benché buio, brina, brividi boicottavano. Che coraggio, camminare con codeste condizioni: cielo cupo, clima crudo…

 

di Stefano Bartezzaghi 
Dal settimanale Venerdì  di Repubblica
Nr. 1142 del 05.02.2010

 

 

This entry was posted on domenica, febbraio 7th, 2010 at 11:25 and is filed under Letteratura. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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