Fashion week parigina alta gioielleria

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Fashion week parigina. Parigi s’illumina con gioielli da favola: brillanti, oro rosa e pietra di luna. Damiani, bracciale con 52 margheritine di brillanti che ha richiesto 500 ore di lavoro ai Maestri orafi . Si chiude la settimana dell’haute couture.

di Eva Desiderio

 

Fashion week parigina alta gioielleria
Da sin: vaso Venini, anelli Pomellato Night and Day, e un Damiani collezione Margherita

Fashion week parigina. Tutti in riva alla Senna. Tutti desiderosi di essere nei calendari della fashion week parigina, sia per l’alta moda che si è chiusa giovedì 25, col trionfo dell’alta gioielleria che per la presentazione di sfilate per le precollezioni femminili e anche per scattare look book e campagne.

Il fascino di Parigi continua a stregare il mondo del fashion, come testimonia anche il successo non solo di queste poche ma ricche giornate d’haute couture per la prossima estate ma solo una settimana fa l’intensa settimana della moda maschile per non dire della notizia-bomba dell’arrivo di Hedi Slimane da Cèline, dopo l’addio pochi mesi fa di Phoebe Philo, per rilanciare non solo la donna ma per la prima volta le collezioni al maschile, i profumi e l’alta moda. Così anche il marchio americano Proenza Shouler disegnato da Lazaro Hernandez e Jack McCollough non ha voluto mancare con la precollezione donna che ha puntato sul tie & dye e con l’annuncio dell’arrivo ad aprile del profumo prodotto da L’Oréal.

Fashion week parigina. Dall’atelier storico di rue Francois 1° il marchio Balmain ha concentrato uffici e showroom nel quartiere della Madeleine: molti i compratori intenti a scegliere le collezioni per le loro boutique attratti dalla modernità e grinta della moda disegnata da Olivier Rousteing che ha ideato anche una capsule di abiti demi-couture per i red carpet omaggio all’archivio della maison che è di proprietà del fondo Mayhoola del Sovrano del Qatar. L’Italia per Balmain è il primo mercato europeo.

Fashion week parigina. Scatta il lookbook nella residenza dell’ambasciatore del Belgio, il suo Paese, Cèdric Charlier, sempre più bravo per un pret-à-porter attuale ma di bella tradizione, specie per la scelta dei tessuti: lo stilista produce e distribuisce la sue collezioni femminili col Gruppo Aeffe, disegnando una sola collezione a stagione, quella invernale. «Mi sono ispirato al mondo equestre che mi appartiene perché adoro i cavalli e ho fatto sport da 8 a 18 anni – racconta Cedric – ed ecco le casacche da fantino sulle gonne in principe di galles, la giacca col gilet incorporato, i trench con i piegoni ampi, il cappotto maschile grigio reso femminile dalla forma più rotonda».

Piace molto lo stile di Acne Studios marchio svedese che ha come direttore creativo Jonny Johansson che per la collezione donna del prossimo inverno ha tratteggiato l’immagine di una fanciulla coi capelli da creatura preraffaelita in abbondanti mantelli stretti in vita da cintura-laccio da scarpa, romantici abiti a fiori e immense sciarpe di lana, con una chiara ispirazione alla vita felice in campagna. «Il nostro maggior mercato è il Giappone, poi viene l’America e l’Italia sta andando molto bene dopo l’apertura della boutique a Milano», spiega Mattias Magnusson amministatore delegato di Acne, marchio che esiste dal 1996.

A Parigi per l’alta gioielleria c’è Silvia Damiani, vice presidente del Gruppo Damiani per presentare la collezione Margherita con tre anelli da urlo in oro, oro rosa e platino e una corolla di brillanti da togliere il fiato e lo strepitoso orologio-bracciale con 52 margheritine di brillanti che ha richiesto 500 ore di lavoro ai Maestri orafi dei laboratori Damiani a Valenza. Nella boutique di Place Vendome Silvia Damiani ha salutato l’architetto più fashion del mondo, Peter Marino, autore della mirabile collezione di vasi Venini, marchio del mito delle fornaci di Murano che la famiglia Damiani controlla al 60% (il restante 40% è nelle mani della famiglia Chimento). (  https://www.quotidiano.net/  )

 

    di Eva Desiderio
     (30/01/2018)

 

 

 

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