Yves Saint Laurent, Iconica, storie di bellezza

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Yves Saint Laurent – L’amour Fou. Torino celebra uno dei grandi stilisti contemporanei.“Cerco di esprimermi e se me lo si impedisce, credo che ne morirò», Yves Saint Laurent, con le parole di Rilke.

Redazione 

Yves Saint Laurent, Iconica, storie di bellezza
Foto By Alessandro Lercara

Torino celebra uno dei grandi stilisti contemporanei, Yves Saint Laurent. ICONICA, dal 10 al 16 giugno, un nuovo format nato con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alle grandi e piccole storie dei personaggi che sono diventati icone del nostro tempo. La prima edizione – realizzata con il patrocinio della Città di Torino, della Camera di commercio di Torino e di Atout France (Agenzia per lo sviluppo del Turismo Francese) – è un omaggio a Yves Saint Laurent (1 agosto 1936, Orano, Algeria – 1 giugno 2008, Parigi, Francia), il couturier che più di tutti ha rappresentato la commistione profonda tra arte, cultura e società del XX secolo, anticipando lucidamente il ruolo che la moda avrebbe avuto nel mondo contemporaneo.

Dalla moda all’arte, dalla letteratura alla musica, dal cinema al design, ICONICA intende raccontare scorci di vita, genio e follia, pubblico e privato, successi e tormenti dei grandi maestri.

“Yves Saint Laurent – L’Amour Fou” è una settimana di eventi, sfilate, mostre, incontri, workshop e laboratori che esplorano l’universo dello stilista francese, in occasione dei dieci anni dalla sua scomparsa e a pochi mesi dall’apertura, a Parigi e Marrakech, dei due musei a lui dedicati.

Partendo da una selezione privata di circa 150 pezzi, fra abiti e accessori prêt-à-porter, il primo pensiero di Monica Bruno e Angela Varasano, curatrici della manifestazione, è stato raccontare, attraverso la testimonianza di una collezione dallo straordinario valore, un’epoca in cui la moda era artefice di profondi cambiamenti culturali e dove prendevano forma le icone a cui guardano ancora oggi le maison internazionali.

“Abbiamo sempre considerato la moda una forma d’arte al pari di altre più celebrate – spiegano le curatrici –. L’idea di un abito, la sua realizzazione, i tagli, il tessuto, le foto che lo raccontano al pubblico, sono un sistema che ci affascina moltissimo. Scegliere, abbinare abiti, progettare outfit per una semplice gita o volere quella piccola scimmia di gesso perché deve stare su quella mensola tra un corallo e un ritaglio di tappezzeria di stoffa, questa è la nostra tensione costante.

Abbiamo pensato di creare Iconica – continuano le curatrici – per dar vita a un contenitore in cui ‘riporre’ ed esporre la vita di un’icona e, al contempo, una scatola magica dalla quale tutti possano attingere storie di bellezza”.

ICONICA cerca di far luce, mostrare e celebrare i dettagli salienti dell’uomo, del sarto, dell’artista e il suo rapporto con la moda, l’architettura, la pittura e, più in generale, con la cultura.

“Gli abiti appartenevano a Mara Viano Errani, una piccola donna che faceva sembrare una lucertola un coccodrillo, che riusciva in ogni cosa, che conquistava chiunque con il suo tono pacato ma deciso – racconta Monica Bruno -. Per Mara esisteva un solo sarto al mondo che lei potesse indossare. La giacca di Valentino, regalatale dal marito negli ultimi anni, è rimasta col cartellino attaccato. Solo Yves Saint Laurent poteva vestire la sua vita, intensa, di alterne fortune, tesa alla ricerca della bellezza in ogni istante, immersa in una storia d’amore meravigliosa. Abbiamo saputo tutto questo solo dopo aver avviato il progetto dedicato a Yves Saint Laurent. L’incontro con la storia di Mara, conosciuta prima attraverso i suoi vestiti e, successivamente, nelle parole del marito Luciano, ci ha dato la certezza di essere sulla strada giusta. Tante le coincidenze e le affinità di pensiero con una donna di cui avevamo visto solo gli abiti e della quale poi abbiamo scoperto l’anima. Per questo io e Angela abbiamo voluto dedicarle un evento. Perché ci piace immaginarla così: una signora piena di charme, con un grande cappello mentre porta a spasso il suo cane in tailleur Saint Laurent”.

Passionale, anticonformista, adorato dalle sue sarte, muse e clienti di tutto il mondo, Yves Saint Laurent ha creato capi come il caban, il trench o l’abito Mondrian diventati indiscussi simboli di stile. Ha svelato la femminilità nascosta dello smoking, fino a quel momento massima espressione di eleganza maschile; ha riadattato la sahariana e inventato il tailleur pantalone con l’ambizione di regalare alle donne pezzi intorno ai quali far ruotare un intero guardaroba.  Yves Saint Laurent, sottolinea la curatrice, “ha insegnato lo stile”. 

“L’Amour Fou” è il tema di ICONICA di quest’anno ed è tratto dal titolo del docufilm realizzato dal regista/fotografo Pierre Thoretton che ripercorre le passioni estreme di Monsieur Saint Laurent, come lo chiamavano tutti nel suo quartier generale di Avenue Marceau. 

Lo stilista, infatti, ebbe amori senza misura: l’amore per gli oggetti d’arte, che doveva acquistare e collezionare con il compagno di una vita Pierre Bergé; l’amore per Marrakech, che gli aveva insegnato i colori, dove si rifugiava per creare, per vivere la leggerezza che a Parigi gli risultava impossibile e dove volle che le sue ceneri fossero disperse; l’amore per la letteratura e la pittura che lo portavano a riprodurre sui suoi abiti le opere dei grandi maestri; l’amore folle, quella forza creativa che fin da bambino gli faceva disegnare bambole di carta, costruendo così un suo immaginario universo infantile. 

Per l’immagine del manifesto della rassegna, scattata dal fotografo e artista Alessandro Lercara, è stata scelta una modella di colore che indossa, al contrario, la giacca iconica di un tailleur pantalone, datato anni ‘80. Yves Saint Laurent fu il primo stilista a far sfilare mannequin di origine asiatica e africana, guardando spesso alle tradizioni extra europee, esotiche, come fonte di ispirazione. Così era Marrakech, dove dal 1966 amava rifugiarsi a preparare le sue collezioni. L’idea di questa foto nasce dall’esigenza di comunicare visivamente la rivoluzione dirompente che l’artista ha saputo rappresentare per la sua epoca. L’occhiale dalla montatura nera in mano alla modella evoca la presenza dello stilista. Infatti, in ogni foto di repertorio che lo ritrae, Yves indossa spesse lenti da miope. Sullo sfondo si intravede Torino, sede della manifestazione. 

Yves Saint Laurent, Iconica, storie di bellezza
Foto by A.Lercara

La rassegna si apre domenica 10 giugno, dalle 10 alle 19, con una preview al Palazzo della Luce in occasione di Open House, iniziativa che permette di visitare residenze, palazzi, luoghi abitualmente non accessibili a Torino e scoprire così la ricchezza dell’architettura e del paesaggio urbano. Il pubblico potrà ammirare nel Salone Bianco del piano nobile un’installazione realizzata da Angela Varasano e dall’architetto Fiorenzo Naddeo in collaborazione con gli allievi del corso di Textile & fashion design dello IAAD. 

Dal 10 al 12 giugno nella Galleria Marco Polo (corso vittorio Emanuele II, 86) saranno esposti i capi vintage della Maison e YSL Rive Gauche, con un allestimento a cura dell’architetto Fiorenzo Naddeo realizzato da Rezina. 

Il Palazzo della Luce, lunedì 11 giugno, ospiterà diversi workshop e incontri: alle 16.30 Ulderica Masoni, esperta di gioielli, narrerà il rapporto dello stilista con gli accessori attraverso un excursus sul bijoux vintage; alle 18.30, Enrica Acuto Jacobacci racconterà il grande lavoro che permette di proteggere e valorizzare le espressioni dell’ingegno umano attraverso la tutela dei marchi; alle 21, Silvia Vacirca, docente di forme e linguaggi della Moda all’Università di Torino e Clothes on Film alla Sapienza di Roma, spiegherà l’influenza del Mediterraneo nel lavoro dello stilista.

Il Cinema Massimo, martedì 12 giugno, alle ore 21, proietterà il film-documentario “L’Amour Fou”. Patrizia Cavagliá, psicoterapeuta psicoanalista, durante l’introduzione proporrà alcuni spunti sugli aspetti più intimi e privati dell’universo affettivo-relazionale di Yves Saint Laurent. Nella stessa giornata alla Galleria Marco Polo e da Ocularium (via dei Mille 38/A), in orario 11-18, si potrà vivere l’esperienza (a ingresso libero) di un set fotografico fra abiti vintage, occhiali e trucchi della Maison YSL, seguiti da stylist e fotografi.

“Nella sfilata di mercoledì 13 giugno in Galleria Umberto I si cercherà di ricreare le vivide atmosfere di un viaggio, da Parigi a Marrakech: la galleria torinese, infatti, realizzata in ferro e vetro, riporta alla mente i famosi passages della Rive Droite” – sottolinea Monica Bruno, citando uno degli appuntamenti.

Il programma entrerà nel clou il 13 giugno quando, dalle ore 20, la Galleria Umberto I accoglierà la sfilata delle creazioni del couturier, dagli anni ‘60 agli anni ’90. In passerella, come le muse e le amiche di Yves, donne di tutte le età a interpretarne la modernità. “Da Parigi a Marrakech”, titolo dell’evento, è a cura di Paola Pellino, Monica Bruno e M.art. in collaborazione con l’Associazione Commercianti della Galleria Umberto I (su prenotazione tel. 3479445427).

“Da Mondrian a Matisse, l’arte influenza il lavoro di Yves Saint Laurent” è il workshop sulle ispirazioni pittoriche dello stilista a cui, giovedì 14 giugno al Laboratorio Luparia (via Bologna 220), il pubblico potrà partecipare, sperimentando e realizzando, su diversi materiali tessili, i pattern iconici di Saint Laurent (su prenotazione tel. 3479445427). Dalle 18, in Galleria Umberto I, Cristina Morozzi, narratrice di design, critica e curatrice di mostre, Brand Ambassador dell’Istituto Marangoni, dialogherà con l’architetto Giovanni Pellegrini sulla progettualità dello stilista. Alle 19, Gianluca Bovenzi, storico dell’arte, racconterà la passione del couturier per l’arte e il collezionismo.  (  www.iconicatorino.it   )

 

    Redazione
 (05/06/2018)

 

 

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