Buongustai un piacere all’Oste Scuro

2 votes
image_pdfimage_print

Buongustai un piacere all’Oste Scuro di Bressanone. Dalla tradizione della famiglia Mayr alla creatività con lo chef Hubert Ploner, in una sola linea ottima cucina e rispetto dell’ospite

di Michele Luongo

 

Buongustai un piacere all’Oste Scuro Nell’antica città del Tirolo, Bressanone accoglie i turisti con i suoi vicoli pittoreschi, e i sapori di una cucina Alpina e Mediterranea come quella dell‘Oste Scuro Restaurant.

Un locale storico che risale al XIII secolo, all’epoca abitazione dei canonici ma con funzione da osteria. Qui, era servito lo Zehentwein, il vino che i contadini fornivano loro come pagamento dei tributi. Quindi ci si lascia alle bevute fino all’imbrunire per poi rispettare il riposo notturno. Seppure le lampade fossero spente, al buio i calici continuavano a riempirsi, da qui il nome Künstlerstübele Finsterwirt/Oste Scuro.

Una passione per la gastronomia quella della famiglia Mayer attiva sin dal 1881 con Anton Mayr. Ma la vera svolta si ha con il figlio di Anton Mayr senior quando divenne il nuovo gestore. Una tradizione ricca di racconti come la visita dell’arciduca Eugen, il successore al trono, l’arciduca Franz Ferdinand e la contessa Sophie von Hohenberg, l’arciduchessa Maria Josefa, la madre del futuro imperatore Carlo, e artisti del calibro di Franz v. Defregger, Köster e Riß, amanti della buona cucina.

Fino a giungere al 1970 quando Hermann Mayr e la sua famiglia affiancano alla tradizione una cucina più moderna, interessando il gusto internazionale. E dal 2016 Hermann Mayr ha affidato la cucina allo Chef Hubert Ploner, che pur proseguendo nell’eleganza della tradizione ha portato un tocco di nuova creatività.

 “Speck dell`Alto Adige – Speck di mezzena, pancetta, lardo”, a parlare è il territorio, e l’eccellente materia prima, diverse sfumature, intense e delicate, con crema di patate e senape e formaggio caprino fresco di Luson. Un preludio al piacere culinario. 

“Pesce d`acqua dolce del Passirio – Salmerino rosolato, “Krapfl” ripieno di spinaci, Crema di castagne”. Una meraviglia la crema di castagne, una zuppetta, con pezzettini di pane ben cotto. Raviolo di spinaci e una mousse di patate come base del Salmerino, perfetta la cottura con pelle croccante. Perfetto l’abbinamento con il calice bianco di Silvaner Novacella Maso Pacher.

Il locale al primo piano è un susseguirsi di più di stanze, ognuna un piccolo scrigno, ci ricorda le antiche “Stuben”, curate, raffinate, l’arredo e le sedute di legno sono originali, caratteristici i lampadari, alle pareti opere d’arte che raffigurano personaggi e immagini storiche del luogo. Ogni tavolo è ben curato con fiori freschi e candeline. Il personale è attento, professionale, gentile, e spiega ogni portata.

 “Fagottini ripieni di rape rosse e ricotta al burro di semi di papavero”, ravioli, ottima tiratura della pasta e cottura impeccabile, e funghi porcini su base di verza e burrata, un’armonia di sapori, con il tocco della croccantezza della verza che rilancia magnificamente i funghi appena scottati. Un’eccellente portata. Nel calice il Pinot Nero Fuchsleiten 2016 della Cantina Pfitscher, preciso, intenso e si lascia bere.

Lo Chef Hubert Ploner, risalta la materia prima ed ha attenzione per i prodotti del territorio e di stagione, ha cura per i dettagli e ogni portata è di bella presentazione nel gesto di un’armoniosa arte culinaria.

Come con il “Bio Beef dell`Alto Adige & Capriolo dalla Riserva di caccia di Scaleres & Agnello di Villnösser Brillenschaf (Presidio slow food), con crosnes, scorzonera, topinambur, patate”. Un tenerissimo agnello aromatizzato alle erbe, un gustoso cervo con chutney al radicchio e il manzo brasato, con carote, broccoli, cavolfiore e la dolcezza croccante dei crosnes, un tris di carne in un eccellente equilibrio di sapori intensi e una perfetta cottura ci regala una portata di sopraffina squisitezza. Nel calice Cabernet Riserva 2015 Kirchhugel della Cantina Cortaccia, di ottima struttura, da sorseggiare una naturale compagnia per la portata.

“Sacherino, strudel di mele Golden Delicious, gelato di vaniglia Tahiti” semplicemente un piacere, e il tocco dello chef che unisce le prelibatezze regionali a quelle internazionale, come a voler sottolineare quel filo che lega la modernità alla tradizione storica del Künstlerstübele Finsterwirt/Oste Scuro Restaurant. Una cucina vera, di passione, di rispetto per il prodotto e per gli ospiti, in un ambiente ideale per deliziare ogni buongustaio.

Ristorante Oste Scuro
Vicolo Duomo 3- I-39042 Bressanone – Alto Adige 
T +39 0472 835343 – http://www.ostescuro.it/it/oste-scuro-finsterwirt.html

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (16/04/2018)

 

 

ViaCialdini è su www.facebook.com/viacialdini e su Twitter: @ViaCialdini