Internazionale Vinitaly una piattaforma per il business

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La qualità del vino italiano ha reso possibile una forte crescita delle esportazioni. Vinitaly, una piattaforma per il business internazionale. 

di Michele Luongo 

Internazionale Vinitaly una piattaforma per il business Internazionale è questa la linea che ha segnato la 51^ Edizione di Vinitaly. Infatti, non ci sono dubbi sull’interesse sopranazionale per la fiera del vino, un eccellente lavoro di Veronafiere che in cinquanta anni d’intenso impegno, migliorando anno dopo anno, successo dopo successo con Vinitaly 2017 le è riconosciuta una qualità di carattere mondiale.

La migliore fiera del vino del mondo, possiamo affermarlo, visto il continuo e crescente interesse degli operatori d’ogni Paese: Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Cina, Francia, Canada, Russia, Sudafrica, Giappone, Brasile, Panama, solo per citarne alcuni, e non è certo un arrivo, anzi, commenta il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, “ rappresenta il primo e concreto passo del nuovo percorso di sviluppo che guarda al futuro dei prossimi 50 anni”.  

Un interesse per Vinitaly anche da aziende straniere che hanno incrementato notevolmente la loro presenza a Vinitaly tanto è che stato ampliato il Padiglione Vinitaly International. Il Vice ministro dell’Agricoltura della Federazione Russia Sergey Levin, che ha accompagnato a Vinitaly diciotto aziende russe, ha esplicitamente chiesto partnership con i produttori russi.

E la Cina ha capito il valore della qualità del vino italiano, e ha scelto Vinitaly come riferimento europeo, accordi commerciali con colossi come Alibaba, Cofco, Winehoo e Suning, a conferma di ciò quest’anno a Vinitaly è arrivato personalmente Robert Yang, presidente e AD di 1919 (Chengdu), il più grande distribuito di vino in Cina, il quale ha invitato i produttori italiani ad essere più presenti sul mercato cinese.

E’ un percorso quello di Vinitaly in continuo sviluppo, scelte importanti, come Vinitaly and the City che ha saputo coinvolgere l’intera città di Verona e il comune di Bardolino sul Lago di Garda. Qualificati convegni, seminari, studi, degustazioni professionali, spazi alle crescenti aree tematiche: Bio, sul mondo del biologico certificato, ViViT dedicato ai vini artigianali, le contemporanee fiere di Sol&Agrifood e di Enolitech. I più di 5000 incontri b2b fissati nelle agende degli operatori esteri selezionati dalle attività d’incoming congiunte che vedono collaborare la rete di delegati di Veronafiere e l’agenzia ICE- Italian Trade Agency, grazie al Piano straordinario di promozione del Made in Italy promosso da MISE E MIPAAF, un lavoro intenso, un insieme di elementi che rendono sempre più attrattivo Vinitaly.

Impegnativi investimenti hanno permesso di migliorare le dinamiche logistiche che caratterizzano una fiera come quella di Vinitaly, le aree dei padiglioni moderne e attrezzate hanno acconsentito ad avere un alto standard di qualità degli stand espositivi. In fiera i produttori mostravano evidente soddisfazione per il grande interesse di pubblico e dei top buyer stranieri ed italiani.

Internazionale Vinitaly una piattaforma per il business La qualità del vino italiano ha reso possibile una forte crescita delle esportazioni ma per attirare nuovi consumatori ora bisogna incrementare il legame con il territorio. Il trend è la bollicina e i bianchi fruttati e minerali, per i rossi sempre più apprezzata la peculiarità.

Grandi vini grandi produttori ma certo non possiamo rimanere indifferenti nel degustare la straordinaria eleganza del Ferrari Perlè 2009, Ferrari Trento, o un superlativo Beyond the Clouds 2014 Alto Adige, Elena Walch, e un prosecco come il Brut Valdobbiadene Superiore di Cartizze Vigna La Rivetta, Villa Sandi, o l’inconfondibile Vermentino del territorio di Bolgheri “SoloSole” Allegrini. Certo non di meno il Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi 2006, Cà del Bosco, il Terlaner Nova Domus Riserva 2009 Alto Adige, Cantina Terlano, o il Bellenda SC 1931,2099, Metodo Classico, ed il fine “Il Brut” della Collina dei Ciliegi.

Calici esclusivi che rilasciano emozioni per i vini rossi che sanno raccontare come l’Amarone della Valpolicella Classico 2011, Allegrini, il Brunello Montalcino Poggio all’Oro Riserva 2010 Banfi, o l’Amarone della Valpolicella Classico 2005, Bertani, come il Taurasi Radici Riserva 2007, Mastroberardino, la Tinata 2012 Monteverro, il San Leoanrdo della Tenuta San Leonardo, e il Brunello di Montalcino Tenuta Greppo 2008, Biondi Santi,

E i piacevoli sorsi del friulano “I Ferretti” della Tenuta Luisa, mentre ti lascia senza parole il Carmione, Carmignano DOCG, di Fabrizio Pratesi. Ed ancora il Vino Nobile Montepulciano DOCG 2012 Riserva, Carpineto, il Chianti Colli Fiorentini Castello di Poppiano, Riserva 2015, e il Carcarole 2004, Amarone Valpolicella Classico, Guerrieri Rizzardi, i magnifici sentori Barolo Cannubi, Muscatel, DOCG 2012, Cascina Bruciata, Marchesi di Barolo.

Vinitaly, vino protagonista assoluto in tutte le sue sfumature, ma non dobbiamo dimenticare che questa bellissima realtà, apprezzata nel mondo, è stata resa possibile dalla professionalità di uno staff quello di Veronafiere rappresentato dal presidente Maurizio Danese e dal direttore generale di Verona fiere Giovanni Mantovani, il cui impegno continuo richiede non pochi sacrifici. E sulla scena internazionale un grosso contributo senz’altro è giunto da Stevie Kim, manager director Vinitaly International, e Ian D’AGATA, direttore Scientifico di Vinitaly International Academy, infaticabili promotori del vino italiano nel mondo.

Un insieme che ha reso Vinitaly, una piattaforma per il business d’interesse internazionale, un carattere che adesso richiede altre scelte importanti per essere concorrenti sulla scena mondiale. Consapevoli di una ricchezza impareggiabile dalla Sicilia al Trentino Alto Adige, perché il vino racconta la storia, la cultura, il territorio di un Paese unico, l’Italia.

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (15/04/2017)

 

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