Soave nel calice un amabile vino bianco

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SoaveVersus 2017, piacere nel calice piacere nel paesaggio, una testimonianza di valori, cultura, passione. Più di cinquanta aziende e tanti imprenditori giovani, hanno presentato oltre duecento etichette di Soave per l’assaggio.
di Michele Luongo

 

Soave nel calice un amabile vino bianco
Arturo Stocchetti, presidente Consorzio Tutela Vini Soave, e la giornalista Lucia Visentini

Soave nel calice un amabile vino bianco. Nella splendida cornice del Palazzo della Gran Guardia a Verona, tre serate alla scoperta del vino SOAVE, da sabato 2 a lunedì 4 settembre, il Festival SOAVEVERSUS 2017, hanno visto un’alta presenza di pubblico, di appassionati e dei media che con interesse ha seguito gli eventi della manifestazione e degustato il SOAVE, uno dei vini bianchi più esportati nel mondo.

Il Soave, vino con piacevoli sentori fruttati e floreali con una bella mineralità dovuta a terreni di origine vulcanica, e con sedimenti calcarei. E’ realizzato principalmente con uva Garganega, in parte con il Trebbiano di Soave, e con lo Chardonnay; le tipologie di produzione: Soave DOC, Soave DOC Classico, Soave Superiore DOCG e Recioto di Soave DOCG, un passito dolce.

Il Festival SOAVEVERSUS coordinato dal Consorzio di Tutela, è dedicato alle migliori interpretazioni del Soave, a Verona nel suggestivo Loggiato del Palazzo della Gran Guardia, più di cinquanta aziende hanno presentato oltre duecento etichette di Soave per l’assaggio.

Piacere nel calice piacere nel paesaggio, una testimonianza di valori, cultura, passione, e cura del territorio. Il Paesaggio Rurale: “Colline Vitate del Soave”, è iscritto al Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali d’interesse storico, un riconoscimento importante che lo proietta a candidarsi come primo paesaggio rurale viticolo europeo al GIAHS-FAO.  Non è un caso se proprio l’importante convegno d’apertura della diciottesima edizione del festival Soave Versus, ha avuto per tema: “Giahs, Paesaggio rurale e biodiversità per un Soave che guarda al futuro”, e ha visto la partecipazione dei relatori quali, Mauro Agnoletti, Presidente del comitato scientifico del Programma GIAHS FAO, Roberto Gaudio, presidente CERVIM (Centro di ricerca viticoltura montana) e del Sen. Mario Dalla Tor, Commissione Agricoltura e produzione agroalimentare al Senato, Viviana Ferrario, architetto e ricercatore presso l’Università IUAV di Venezia, che essendo a Bordeaux, vi ha partecipato con un video.

Il convegno moderato con competenza da Lucia Visentin, ha fatto emergere l’importanza e la conoscenza del programma GIAHS che si propone di promuovere un’agricoltura sostenibile, che si è sottratta ai processi d’industrializzazione, che conserva uno stretto legame tra paesaggio e prodotti alimentari locali, e che mantiene le comunità rurali associate ai luoghi di produzione e ai loro paesaggi. Dal convegno è emerso che a livello mondiale, paradossalmente da quanto a noi era dato sapere, è proprio la Cina ad avere maggiore attenzione per il paesaggio rurale, attirando flussi turistici e ritorni economici per il territorio, più che un esempio considerato che l’impegno politico è di fare diventare il paesaggio agricolo più importante del mondo.

Soave nel calice un amabile vino bianco

 

Il Festival si è animato d’incontri come quelli con Daniele Cernilli di Doctorwine, di Antonio Paolini, guida dell’espresso, di Nicola Frasson, Guida Gambero Rosso, e dell’importante iniziativa con l’AIS Veneto “Percorsi e Per sorsi” cui i visitatori potevano partecipare a mini tour guidato da esperti sommelier tra i banchi d’assaggio dei produttori, declinando le caratteristiche dei vini.

Molto seguito e apprezzato il cooking show “Mozzarella d’autore”, condotto da Alessandro Scorsone, curatore della guida Vini Buoni d’Italia, in partnership con il Consorzio Mozzarella di Bufala Campana DOP, ai fornelli lo chef Claudio Burato. Alessandro Scorsone ha innata maestria, con eleganza e professionalità fa interagire il pubblico mentre i profumi si elevano dai fornelli per una mozzarella affumicata con polenta e baccalà mantecato, sapori decisi che trovano armonia e nel calice il piacere di un bianco Soave che al palato risulta un abbinamento perfetto.

Il vino bianco SOAVE ha un’assoluta e crescente valenza storica nel panorama vinicolo internazionale, avendo superato anche quei periodi “detti” di moda, il suo profilo di freschezza e di bouquet, ne fa un vino di piacevole bevibilità come il Grisella Soave Classico Doc, 2016 dell’Azienda Tessari, ed è anche di grande longevità non a caso a SOAVEVERSUS, l’azienda BOLLA, ha messo in esposizione un SOAVE Bolla del 1956.

Al festival hanno partecipato delegazioni delle Confraternite enogastronomiche e l’importante partner Banca Popolare di Verona – Banco BPM, da sempre vicino in modo concreto al mondo del Soave. E il Trofeo Miglior Sommelier del Soave, il concorso nazionale indetto da AIS Veneto,  quest’anno è stato vinto da Massimo Tortora ( AIS Toscana).

SOAVEVERSUS, voce di un magnifico territorio che esprime dedizione e professionalità per donarci nel calice vini di amabile convivialità. Concludiamo con le belle e significative parole di Arturo Stocchetti, presidente Consorzio Tutela Vini Soave: “Il Soave non ha mai abbandonato i vigneti, e ha consegnato un’eredità a tanti giovani, oggi pieni di entusiasmo”. E con il brindisi di Stevie Kim, Managing Director of Vinitaly International con tutti i sindaci del territorio del Soave.  (  www.ilsoave.com  )

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (05/09/2017)

 

 

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