Nocciola di Calabria, sulle PreSerre il valore del territorio

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Nocciola di Calabria è lodevole l’impegno del Consorzio per la progressiva crescita della corilicoltura calabrese. Il frutto del nocciolo ha qualità benefiche ed organolettiche che riscuotono sempre una maggiore attenzione.
 di Michele Luongo 

 

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Frutto del nocciolo

Con circa 400.000 ettari di superficie coltivata la Turchia produce circa 555,000 tonnellate ed è il maggiore produttore della nocciola. L’Italia produce su una superficie di 68.233 per oltre 110.000 tonnellate e ne è il secondo produttore mondiale.  Numeri che non hanno bisogno di commenti e lasciano ogni futile motivo alle diatribe sorte qualche decennio fa sulla presenza di mercato. 
La nocciola ha assunto un continuo interesse nel settore alimentare, dolciario e non ultimo quello di un movimento turistico enogastronomico. Quindi, diviene importante la divulgazione della conoscenza e della valorizzazione del frutto legato alle risorse territoriali. In quest’ambito alle note aree di produzione della Campania, del Piemonte, del Lazio e della Sicilia, è meritevole l’iniziativa del Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Nocciola di Calabria, in particolare per l’area di produzione delle PreSerre, dove i noccioleti si estendono nella fascia collinare tra i 350 e i 700 metri di altezza rispetto al livello del mare. Qui, i produttori agricoli di nocciole di Cardinale, Torre di Ruggiero e di Simbario, hanno costituito il Consorzio Calabria per la tutela e valorizzazione della Nocciola, formato esclusivamente da operatori agricoli con lo scopo di lavorare i prodotti della terra e valorizzare le risorse locali.

Difatti, il Consorzio con sani obiettivi di crescita, persegue una continua attività di miglioramenti della qualità degli impianti di coltivazione non tralasciando l’uso della tecnologia per una migliore e superiore qualità di produzione della nocciola “Tonda Calabrese”.

In pochi anni, i produttori, sono stati capaci di creare una dinamica rete e dare origine a uno sviluppo di micro filiere, favorendo legami con aziende territoriali. E’ lodevole l’impegno del Consorzio per la  progressiva crescita della corilicoltura calabrese, ma soprattutto per il positivo impatto socio-economico sull’economia locale creando una valida alternativa con interessanti livelli di sviluppo.

Un progetto intrapreso nell’anno 1975, poi la crisi del settore, le difficoltà territoriali, ha visto alti e bassi, solo nel 2008 con la costituzione del Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Nocciola di Calabria è stato riavviato un concreto e significativo sviluppo del prodotto della nocciola calabrese. Una quarantina i produttori del Consorzio, che è collegato nel circuito nazionale “Città della Nocciola”, annoverato tra le Comunità del Cibo “Nocciola di Calabria” di “Slow food”, ed è già stato richiesto per la tipicità locale il riconoscimento di Indicazione geografica protetta.

Il frutto del nocciolo è ricco di vitamina E, e di fitosteroli, una sostanza ritenuta importante per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Inoltre contiene grassi monoinsaturi in grado di abbassare il livello del colesterolo LDL e dei trigliceridi, nonché costituisce una buona riserva di sali minerali. Qualità benefiche ed organolettiche che riscuotono sempre un maggiore interesse, come dicevamo proprio nel settore alimentare. Non è un caso che il Consorzio Tutela della Nocciola della Calabria aderisce all’iniziativa Nazionale del Nocciola Day, dove è possibile gustare la nocciola come ingrediente in deliziosi dolci o in piatti di cucina locale e moderna.

Un’importante attività di promozione è stata realizzata proprio in occasione dell’Expo, con la presenza di un proprio stand presso il Mercato Metropolitano a Milano, non ultima  la Nocciola d’oro, tenutasi lo scorso settembre a Cardinale, che ha visto il coinvolgimento del territorio con la rivalutazione della tradizione, e momenti di riflessione e dibattito politico.

Pertanto, quello del Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Nocciola di Calabria è un  programma impegnativo: valorizzare le aree marginali, ampliare la produzione con il recupero di terreni abbandonati, commercializzare il prodotto in filiera diretta, linee e valori importanti di cui la politica non può ignorare o lasciarsi al vuoto delle parole, deve dare concretezza al proprio impegno creando le migliori condizioni, tanto più se questa terra si chiama Calabria.

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (10/06/2016

 

 

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