Ortofrutta, preoccupante calo consumi

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Gregorelli, Fedagro Brescia: “Consumi di Ortofrutta, calo preoccupante”. Gli esempi negativi sono ormai all’ordine del giorno.

Redazione

 

Ortofrutta, preoccupante calo consumi“I consumi di ortofrutta fresca di prima gamma sono in costante, progressiva flessione e gli operatori dell’ingrosso sono preoccupati”. Oliviero Gregorelli, “storico” grossista bresciano, impegnato anche nelle organizzazioni di settore, è appena tornato in Italia dopo un viaggio che lo ha portato a visitare il Mercato di Lione. “Lì c’è più prodotto fresco, gli stand sono stracolmi di merce, si vedono ad esempio pallet di frutti di bosco che in Italia non sono alla portata neppure dei Centri agroalimentari più grandi. Da noi, ormai, gli acquisti dei grossisti in Mercato sono calibrati, i volumi di prodotto, per la frutta come per la verdura, si riducono. Perché la domanda latita: il potere di acquisto delle famiglie italiane non è più quello di una volta e il timore è che l’emorragia non sia finita”.

Ortofrutta, preoccupante calo consumi. Gli esempi negativi sono ormai all’ordine del giorno: “Nelle scorse settimane il melone siciliano ha vissuto una situazione di mercato particolarmente negativa, complice l’ampia disponibilità di prodotto straniero nella grande distribuzione”, prosegue Gregorelli. “Abbiamo letto con preoccupazione che gli areali siciliani dedicati a questo coltura potrebbero ridimensionarsi ed è una brutta notizia: la riduzione di disponibilità di ortofrutta Made in Italy non è un bel segnale. E sì che la produzione nel nostro Paese è mediamente migliorata, tante aziende si impegnano e lavorano bene. Ci sono referenze, come le pere, disponibili ormai quasi tutto l’anno che avrebbero tutte le caratteristiche per essere vincenti. Eppure le vendite non decollano. Servirebbe un’iniezione di fiducia per far riparte i consumi. E servirebbe una filiera più corta anche negli stessi Mercati, che sotto il profilo gestionale dovrebbero stare al passo con i tempi: l’ortofrutta non può più permettersi i costi di oggi, è fondamentale sburocratizzare“.

Il panorama insomma, per Gregorelli , è grigio, e gli ultimi giorni non hanno portato exploit degni di nota nonostante il caldo estivo che, nel Nord Italia, si è interrotto lunedì dopo un lungo periodo di caldo torrido: “Le temperature alte aiutano a vivacizzare una situazione altrimenti statica in cui i prezzi restano bassi, con molti fornitori in difficoltà”, dice il grossista del Mercato di Brescia. “Nell’ultimo mese pomodori e zucchine hanno sofferto molto mentre, con la colonnina sopra i 30 gradi, le angurie delle serre del mantovano e quelle siciliane si sono vendute bene, registrando prezzi sostenuti per il prodotto di alta qualità. Quanto ai meloni, da una decina di giorni commercializziamo quelli di Sermide nel mantovano, che vanno benino soprattutto per la varietà liscia; le referenze siciliane, dopo settimane veramente difficili, hanno registrato una fiammata strettamente correlata alle condizioni meteorologiche. Il bilancio però, non può certo essere considerato positivo”.  (  http://www.fedagromercati.it/  )

 

    Redazione
 (07/06/2017)

 

 

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