Santopolo, orti sociali, natura

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L’importanza degli orti sociali e dell’educazione al rispetto della natura e dei suoi ritmi.  Dall’agricoltura tradizionale a quella biologica.
Redazione

 

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Agronomo Francesco Santopolo

Francesco Santopolo, agronomo calabrese impegnato da anni nel settore dell’agricoltura biologica e nell’utilizzo degli insetti nei campi per combattere gli organismi patogeni delle colture senza l’utilizzo della chimica, racconta in una intervista sul Magazine di Expo Milano 2015 la sua esperienza decennale nel settore della difesa biologica e nella formazione.

Dall’agricoltura tradizionale a quella biologica
Iniziò negli anni ottanta del secolo scorso a capire che la difesa convenzionale, con i pesticidi, non produceva gli effetti sperati, così ha cominciato a interessarsi allo studio degli insetti utili in agricoltura. “A un certo punto” racconta il professore “mi accorsi che gli insetti non morivano più e i funghi diventavano resistenti, allora ho cercato delle alternative e mi sono specializzato in difesa biologica, cioè nell’uso di antagonisti viventi nel controllo dei potenziali fitofagi”.

Orti sociali e progetti scolastici 
Il Professor Santopolo oggi non si occupa solo di difesa biologica, ma partecipa attivamente a quei progetti oggi molto diffusi che hanno per protagonisti gli orti sociali. “Adesso abbiamo deciso di organizzare dei convegni formativi perché vorremmo che le persone che hanno comprato l’orto sappiano anche come utilizzarlo”, ma si dedica anche alla formazione delle nuove generazioni: “I bambini capiscono molto bene anche concetti molto difficili” ha spiegato Santopolo “ basta saperglieli spiegare. La prima cosa che faccio con i bambini è fargli vedere come nasce una piantina attraverso la riproduzione meristematica. Utilizzo una provetta, nella provetta nasce la piantina con le radici, il fusticino e le foglie. Ogni bambino ha la sua provetta con il nome del bambino o della bambina che la alleva. In prima elementare!”

… << Quali sono i limiti della difesa biologica?
 Non ne ha nessuno. I limiti, semmai, ce li ha quella tradizionale. Se i danni da insetti, negli ultimi 50 anni, sono aumentati del 6% nonostante siano aumentati in modo esponenziale anche gli insetti, allora vuol dire che c’è qualcosa che non va, che il meccanismo si è inceppato. La gente non vuole rendersi conto che tra il 1942 e il 2000 i danni da insetti sono aumentati del 6,2% pur in presenza di un aumento esponenziale di molecole chimiche. Erano sei, ora sono 380. E come dire che con l’arma bianca vinco le battaglie, mentre con la mitragliatrice le perdo. Sembra un paradosso, ma è così >>…

 

    Redazione
 (24/08/2015)

 

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