Dal seme di uno Stato

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Intervista a Giulio Vignoli. Il federalismo in sé è una cosa seria, ma devo ancora capire come verrebbe applicato in Italia. Dando più potere alle Regioni  in cui l’Italia  è stata divisa con criteri approssimativi? 
di Michele Luongo

 

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Prof. Giulio Vignoli

Trento – Intervista al prof. Giulio Vignoli, giurista e storico italiano. Già docente di scienze politiche poi di diritto e politica delle Comunità europee, poi diritto dell’Unione Europea, di diritto agrario comunitario, di organizzazione internazionale, e di diritto pubblico comparato. Autore di centinaia di pubblicazioni. Si occupa delle minoranze italiane in Europa, in questo ambito l’abbiamo incontrato a Bolzano durante un convegno sulla letteratura di Nizza. 
Nel suo ultimo libro“ Storie e letterature italiane di Nizza e del Nizzardo” porta alla luce la testimonianza di numerosi autori della letteratura italiana…
<<Si, infatti la letteratura italiana di Nizza e del Nizzardo viene completamente obliata almeno dalla fine della Seconda guerra mondiale. E questo per motivi politici. La Francia non vuole assolutamente che si sappia che a Nizza si parlava e si scriveva in italiano, al tempo stesso l’Italia come Nazione è morta con l’8 Settembre. Ricorda Satta? La morte della Patria…E quindi non  ricorda i suoi autori nizzardi numerosi e valenti. E poi la Repubblica Italiana è uno Stato vile, teme anche le ombre dei morti. Figuriamoci, occuparsi di Nizza! Rivendicata dai fascisti poi!>>

Secondo Lei perché la Francia, possiamo dire quasi con cattiveria, ha cercato di cancellare ogni riferimento all’italianità di Nizza?
<<Perché la Francia è uno Stato tuttora sciovinista e in un certo senso imperialista. Non ammette che al suo interno vi siano delle minoranze nazionali, vi siano dei cittadini di lingua e cultura diverse. Li perseguita. Insomma, libertà, fraternità e uguaglianza  solo a parole. Gonzo chi ci crede. Nizza, secondo la loro vulgata è sempre stata francese, è un dogma, non ammette prove contrarie.>>

L’Italia, ha dato grande valore alle minoranze come ad esempio per l’Alto Adige. Non si ha notizia di analoghi comportamenti in Francia per Nizza, in Croazia per l’Istria, Fiume e la Dalmazia?
<<Come ho già detto, secondo la classe dirigente francese a partire dalla Rivoluzione, la Francia ha, deve avere, un solo popolo, quello francese con una sola lingua, una sola identità, cioè una perfetta coincidenza fra Stato e Nazione. Non sono ammesse Nazioni minori nel suo seno e perseguita tuttora di conseguenza le minoranze: Provenzali, Corsi, Bretoni, ecc. Lo stesso discorso vale per la Croazia pervasa di spirito revanscista e nazionalista.>>

Lotte, guerre, sangue, eroi, dedizioni, passioni per fare l’Unità d’Italia. Eppure c’è ancora chi vuole dividere…
<<Siamo tornati a una situazione prerisorgimentale, se non Seicentesca. Si sono impadronite del potere a seguito della guerra perduta, forze antinazionali, antiunitarie, antirisorgimentali: marxisti (ricorda il disprezzo di Marx verso Mazzini?) e clericali. La Repubblica è opera di queste due forze e quindi priva di sentimenti patrii. Anche se molti anni sono passati da allora, i semi gettati hanno continuato a fruttificare. Siamo arrivati alla Padania e ai filoborbonici. Cioè a teorie da bar di periferia e a rivalutazioni e accuse prive di ogni fondamento di verità. Storici della domenica hanno diffuso con clamore autentiche favole.>>

Si va sempre più acutizzando il divario fra nord e sud. Cosa ne pensa del federalismo?
<<Il federalismo in sé è una cosa seria, ma devo ancora capire come verrebbe applicato in Italia. Dando più potere alle Regioni  in cui l’Italia  è stata divisa con criteri approssimativi? Non mi pare che le Regioni abbiano dato un buon risultato. La corruzione dilaga, dilagano i litigi fra esse.>>

L’intellettualismo italiano è sempre rivolto alla ricerca di una rivoluzione?
<<L’”intellighentia” italiana ha gravissime responsabilità. Del resto cosa ci si poteva aspettare da intellettuali (tranne pochissimi) che prima furono adulatori del Fascismo e poi, dalla sera alla mattina, diventarono comunisti?. Servi prima, servi dopo. L’intellettualismo italiano è alla ricerca di buone prebende e di un padrone che gliele fornisca.>>

Prof. Giulio Vignoli non crede che la storiografia sia una componente della cultura politica del tempo?
<<Non capisco bene. Vuol dire che la storiografia è influenzata dalle idee del momento, in voga? Se intende così, senz’altro.>>  Già.

Vedendo le attuali problematiche, non solo italiane, è possibile che il valore di uno Stato si basi tutto sull’economia?
<<Uno Stato che si rispetti non può basarsi unicamente sul fattore economico. Il mio Maestro, Niccolò Rodolico, mi diceva, sotto il portafoglio c’è sempre il cuore. (E accennava alla tasca interna della giacca).>>

Oggi la politica italiana non gode di molti favori, quale è il suo pensiero?  
<<A mio fermo giudizio bisognerebbe convocare una nuova Assemblea Costituente, rifondando lo Stato (e facendo piazza pulita di tutto il precedente).>>

I giovani e le azioni violente della protesta, uno scontro con gli “ideali” della moderna gioventù?
<<Ma la moderna gioventù ha ideali? Ho visto in TV che 5.000 giovani si accalcavano per poter partecipare a trasmissioni TV quali l’Isola dei famosi, o altre, tipo quelle di Maria De Filippi.>>

La lettura, la Storia è amata dai giovani? La scuola, l’Università, attualmente, che ruolo hanno?
<<No, la lettura, la storia non sono amate dalla grande maggioranza dei giovani. La scuola, l’Università non rivestono attualmente nessun ruolo. C’è un grande degrado ovunque. Mi venivano agli esami senza aver comprato neppure il libro di testo, pretendendo di fare una chiacchierata. Non parlo poi di chi si presentava drogato, sotto gli effetti di droghe. Questo all’Università di Genova.>>

E’sempre difficile dare consigli, ma a un giovane d’oggi cosa le racconterebbe? 
<<Non gli racconterei niente per non deprimerlo.>>

Quale libro sta leggendo?
<<Per la verità sto leggendo un libro di Agatha Christie con protagonista miss Marple.>>

 

di Michele Luongo   ©Riproduzione riservata
                  (08/05/2012)

 

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