Diego Pitea L’ultimo rintocco

1 voto
image_pdfimage_print

L’ultimo rintocco di Diego Pitea. “L’essenza del male ha preso forma umana”. A terra giace una donna incinta con un taglio sopra il pube. Del feto nessuna traccia e sulla parete una scritta enigmatica: “Rosso”.
di Tatiana Vanini 

Diego Pitea L'ultimo rintoccoDiego Pitea.  Un’opera prima che appare scritta da chi è autore di mestiere, penna abituata a vergare storie avvincenti sulla carta. “L’ultimo rintocco” è un thriller che unisce alla tensione e alle continue sorprese, un forte coinvolgimento emotivo. E’ un romanzo che velocemente si insinua sotto pelle, incatenando i pensieri del lettore che non riesce, e a dirla tutta nemmeno vuole, sottrarsi alle pagine e ai capitoli.

Diego Pitea possiede una scrittura appassionante, scorrevole ed interessante. Sia nelle parti descrittive che nella creazione dei personaggi, dimostra profondità e tridimensionalità: le scene si vivono, gli attori si vedono e i dialoghi si interpretano. L’indagine tocca corde che regalano una tensione che si percepisce di pancia, tutto merito del crimine che coinvolge direttamente il protagonista, dei capitoli che scandiscono inesorabili un conto alla rovescia che può condurre alla rovina, il tutto inserito in una scia di sangue e di indizi rappresentati da opere d’arte, con il quale l’assassino si diverte a provocare tormento oltre che orrore e sconcerto.

Il colpevole è intelligente e “malato”, ha una psicologia deviata e un modo di concepire la vita, la morte e la vendetta che va compreso ed interpretato. Con lui Richard, il personaggio principale, dovrà giocare una vera partita a scacchi, dove le pedine che cadono sono fatte di carne, dove la posta in gioco è la rinascita contro la disperazione più nera.

Richard Dale è un protagonista che non lascia indifferenti: psicologo, autistico ad altissima funzionalità, è un uomo difficile da sopportare. Egocentrico, intelligente, vive a distanza dagli altri, creando barriere invisibili che lo rendono complicato da avvicinare e da aiutare. Ama sua moglie eppure non può fare a meno di provocarla, per scatenarne reazioni; ha accanto amici sinceri disposti a tutto per aiutarlo eppure gli si scaglia contro anche con arroganza. Nonostante questo lo si ama, perché nel suo essere labirintico è genuino: è fatto così, la sua mente funziona su binari diversi, affatto cattivo, verso di lui si prova la voglia di confortarlo come di prenderlo a schiaffi.

La struttura dell’opera presenta dei capitoli iniziali che introducono i crimini, gli ambienti e i personaggi. Parti di assaggio per prendere confidenza con il ritmo che è sempre veloce e appassionante. Quando tutto sembra andare a risolversi comincia il vero romanzo, una danza scandita dai rintocchi dell’orologio, che scivola sul tempo tiranno ed inflessibile. Azione, emozione, sensazione. “L’ultimo rintocco” non permette respiro, lo si legge quasi in apnea, sopratutto quando la conclusione è prossima. Oltre al caso principale, l’autore ne inserisce un secondario. Un tocco di verismo, perché la polizia indaga sempre su più casi alla volta: il male procede sempre in compagnia.

“L’ultimo rintocco” imperdibile per gli amanti del genere, vi farà trascorrere ore in una dimensione parallela, insieme a personaggi che stimerete, per giungere alla soluzione. Ci riuscirete prima dell’ultimo rintocco?  (https://www.librierecensioni.com )

 

L’ultimo rintocco di Diego Pitea
Ed. GoWare, 2020
Pag 424 Euro 17,99 – ISBN: 978-88-3363-352-7 

 

   di Tatiana Vanini
    (01/07/2020)

 

 

ViaCialdini è su www.facebook.com/viacialdini e su Twitter: @ViaCialdini