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Dominici su Inno ai Patriarchi


Il nuovo libro di Caterina Dominici “Inno ai Patriarchi di Giacomo Leopardi.” Il lavoro, scritto con un taglio scientifico, parte dal grande amore per la poesia di Leopardi.
di Flavio Bertolini 

Dominici su Inno ai PatriarchiCaterina Dominici si confronta con il pessimismo cosmico di Giacomo Leopardi nel suo nuovo libro “Inno ai patriarchi di Giacomo Leopardi o de’ principi del genere umano”.

Il lavoro, scritto con un taglio scientifico, parte dal grande amore per la poesia di Leopardi da parte di Caterina Dominici, che lo considera il piu grande poeta con cui si è confrontata a livello intellettuale.

L’autrice ricorda i tempi giovanili di studio all’Università Cattolica di Milano, in cui grande influenza ha avuto sulla sua formazione il prof. Chiari di Arezzo, da cui ha tratto ispirazione proprio per la sua ricerca sul Sommo Poeta, in particolare anche per gli Abbozzi cristiani degli Inni e l’Inno ai patriarchi. L’Inno ai patriarchi a ridosso del Natale viene visto come riferimento ai Re Magi, e un’analisi dei vari Apostoli.

Nella sua definizione del concetto di Natura, Leopardi vede dapprima un riferimento realistico legato ad un elemento fatalistico. Tutto è natura, anche l’uomo è natura, e quindi la naturalità dell’uomo subisce le leggi della natura. Il tratto filosofico si traspone con un dovere di rispetto verso la Natura, e quando questo viene meno, l’uomo perde la sua possibilità di trovare un senso ed essere felice.

Citando Leopardi, l’autrice ricorda il suo pensiero“Io credo che nell’ordine naturale possa l’uomo essere felice…con una felicità contenuta nella tempesta…”

Interpretando i Patriarchi, Leopardi fa emergere la piacevolezza della Natura “…attraverso il fragoroso rumore dell’acqua…”. La solitudine poetica e filosofica di Leopardi è di ampio respiro, e trova nel contemplare i tratti della natura che lo circonda, la possibilità di placare il suo dolore cosmico.

L’errore degli essere umani è quello di strumetalizzare la natura per i propri bisogni e piaceri. Questo atteggiamento è un ‘illusione perché calpestando la Natura con le sue leggi e i suoi ritmi, l’uomo vive una felicita effimera.

Il riferimento al fratricidio di Caino, è un topos a cui l’autrice si riferisce per spiegare la volontà distruttiva dell’uomo, che nell’omicidio del fratello, significa come la trasformazione del genere umano sia quella di rompere l’idillio dei principi della natura, per dare risposta ad un proprio fondo egoistico di potere. 

I riferimenti ad una poesia storica vanno alla tradizione classica, in particolare Callimaco. La figura di Abramo tra i patriarchi ha avuto notevole importanza. L’epoca biblica e il periodo della prima cristianità sono stati dei momenti di riferimento per la poetica di Leopardi. Altri riferimenti per la poetica di Leopardi sono stati Parini, Alfieri e Foscolo, che nomina spesso.

L’occasione della presentazione del libro, ha dato la possibilità di uno sguardo attento e puntuale in occasione dei duecento anni dell’Infinito (1819-2019), forse la poesia più conosciuta ed amata di Giacomo Leopardi.

Il pensiero leopardiano ha un suo tratto specifico che lo caratterizza e lo rende patrimonio di una poetica riflessiva e legato ad uno stato d’animo che il sommo poeta ha accettato come filosofia di vita. Anche la forza della naturalità umana consapevole che riguarda tutto il creato, non placano il senso di dolore del sommo poeta. La presenza del male nell’umanità è anche questo un tratto naturale, e per questo innegabile, è.

Per Leopardi è difficile dimenticare o risolvere il senso del proprio stato d’animo. Al suo pessimismo così lacerante e convintamente legato alla materialità dell’essere, non c’è via di fuga.

La forza e la debolezza di Leopardi stanno forse proprio qui, nell’intensità del suo vivere la sofferenza dell’anima, e nell’impossibilità di superare questa condizione, ammettendola come inevitabile, perché parte della Natura umana. In questo ancoraggio al questa credenza inevitabile, si può leggere un limite che blocca l’emergere di una gioia di vivere a cui tutti hanno diritto di aspirare.

Forse la sua gioia di vivere era proprio legata al non vivere e rinchiudersi nel suo mondo di autoreferenziale egocentrismo dolorante.

L’evento si è chiuso con la lettura di alcune poesie del prof. David Wilkinson e gli auguri di buone feste agli intervenuti.

Caterina Dominici “ Inno ai Patriarchi di GiacomoLeopardi
Editore: Francisci , 2019 
Pagine: 260 , Euro 19,00
EAN: 9788886628099 – ISBN: 8886628099

  di Flavio Bertolini
     (28/12/2019)

 

 

 

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