Firearms, protocolli, negoziati

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Firearms, protocolli, negoziati. Armi a gogò. Le stragi di San Bernardino, Sandy Hook, ,  Colorado spring, Colombine.., non poche persino in scuole, nulla hanno insegnato.
di Ennio Di Francesco

 

firearmsFirearms. L’amico di vecchia data, giornalista e scrittore, Salvatore Giannella ha dall’inizio sostenuto che il titolo del mio libro doveva essere: “Un Commissario col futuro alle spalle”. Oggi, capelli bianchi e lividi dentro e fuori, penso che avesse ragione: la partecipazione da fine anni ’60 al processo carbonaro di democratizzazione delle forze di polizia, le indagini che mi portarono nel 74 nel cuore dell’allora ignota  p2, della banda dei marsigliesi e dei laboratori clandestini di eroina, l’arresto nel 1975 di Pannella per lo spinello e la solidarietà espressagli contro una anacronistica legge, le mie relazioni nel 1982 da Parigi sul trattamento da “terzo mondo” che l’Italia subiva nell’OIPC-Interpol e  i maneggi ivi denunciati, quelle del 2001 in CEPOL-Accademia europea di polizia sulla necessità che l’Italia avesse un ruolo centrale sul tema migratorio..,  sono state anticipazioni professionali e sociali amaramente pagate;  diverse narrate in “Un Commissario” (  ristampa aggiornata Castevecchi 2014).

Dopo il massacro di Orlando, ho riletto quanto  scrivevo anni fa: “Durante un incontro in un incontro  preparatorio sul Protocollo sulle firearms, aggiuntivo alla Convenzione ONU contro il crimine transnazionale, a Vienna nel 1989, prendendo spunto dalla strage avvenuta giorni prima in una scuola statunitense, ero intervenuto auspicando la necessità di regolamentare severamente l’acquisto e la detenzione delle armi da fuoco, affermandone innanzitutto la generale illiceità senza giustificato permesso. Il delegato USA aveva subito smorzato il dibattito rifacendosi alla clausola di non ingerenza nei principi costituzionali di ciascun paese. Terminato l’incontro, il Capo-delegazione italiano mi invitò diplomaticamente a non riprendere il discorso. Lo stesso collega americano mi aveva poi spiegato che condivideva pienamente quanto avevo detto, ma che la libertà di possedere armi veniva invocato ( ed aveva alzato gli occhi al cielo ) nel suo Paese in forza al Secondo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.”

La Convenzione transazionale venne, anche per merito italiano, approvata dall’Assemblea Generale ONU a New York e aperta alla firma nel dicembre 2000 a Palermo, in onore di Giovanni Falcone. Il Protocollo sulle firearms, fu l’unico dei tre negoziati aggiuntivi che non andò in porto. Insomma armi a gogò, come caramelle color rosa o azzurro anche per bambini! Le stragi di San Bernardino, Sandy Hook, ,  Colorado spring, Colombine.., non poche persino in scuole, nulla hanno insegnato. Oggi gli americani piangono ancora, nonostante papa Francesco abbia lanciato la sua maledizione contro il commercio di armi a Washington davanti al Congresso, rivolto a tutto il mondo.  ( www.enniodifrancesco.it )

 

  di Ennio Di Francesco
      (20/06/2016)

 

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