La Distanza e la Storia

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La Distanza e la Storia – “Con la fiamma nel cuore” Un lavoro di narrativa storica, un primo diario di avvenimenti personali che trovarono riscontro nella memoria collettiva dell’intero popolo italiano…
di Vincenzo D’Alessio

 

Luongo-Con-la-fiamma-nel-cuoreLa Distanza e la Storia. ” Con la fiamma nel cuore” Ed. Akkuaria, sono trascorsi esattamente tre anni, da oggi, quando le Edizioni Akkuaria distribuirono il libro di Michele LUONGO: Con la fiamma nel cuore. Un lavoro di narrativa storica, un primo diario di avvenimenti personali che trovarono riscontro nella memoria collettiva dell’intero popolo italiano: la morte dello statista Aldo Moro, le vicende giudiziarie di “ Mani Pulite”, il sisma del 23 novembre 1980, la scomparsa dei giudici Falcone e Borsellino, e tante altre vicende. Il tutto avvolto dall’amore incessante dell’Autore per la figura del Carabiniere, come bene fa rilevare nella prefazione il generale Filippo RUSSO.

Il libro non trovò soltanto terreno positivo di accoglienza.
Molti furono gli strali che colpirono il maresciallo LUONGO ma altrettante furono le mani amiche che lo sostennero.

Perché scrive LUONGO?
A guardare bene nei lavori poetici, e in questi primi di narrativa, il Nostro autore scrive per la finalità che impone ai bambini di iniziare un gioco e di non smettere mai, anche se il gioco è sempre alla stessa maniera. Nell’animo infantile del bambino il gioco, esercitato liberamente, è un’energia inarrestabile, non quantificabile, che libera da tutti gli spettri della paura, del dolore, della sofferenza.

Per questa profonda fede nel gioco del riscatto dell’esistenza LUONGO ha realizzato. Come in una corsa, il secondo lavoro editoriale al titolo: “ Irpinia terra del Sud” Edizioni Tracce , 2003. Una naturale continuità di quel gioco silenzioso che l’Autore realizza con il sé che si rivela nel momento della scrittura, nel dissolvimento sul bianco foglio di carta.

Altrimenti i drammi interiorizzati per tanto, troppo tempo avrebbero ucciso il bambino e l’ispirazione. Il dramma sarebbe scaduto nello psicodramma e la vita sarebbe diventata irriconoscibile nei suoi codici sociali.

Il Nostro è irpino per nascita ma molto presto si è allontanato dalla terra natale anche se gli avvenimenti di lavoro lo hanno riportato tra gli altopiani ventilati di madre patria.

La distanza dai luoghi naturali, dove si sono svolte le vicende personali, funziona come rotativa da stampa: rimessa la lastra, o se preferite il cliché, le copie che si possono estrarre sono molteplici. Però nessuna somiglianza alla precedente. Il ripetersi degli accadimenti, del rivissuto, si svolgono come l’oscillazione di un pendolo, tra scoperta e coscienza, dolore e rabbia, necessità e urgenza.

La distanza e un potente deterrente. Ma la malinconia assorbe il dolore e ripropone la terra d’origine bella e seducente, come la vorremmo.
Invece il Sud è, e rimane, la terra dell’assistenzialismo politico, della sofferenza indossata come una tunica forzata, dell’impossibilità di vivere da essere umani liberi. La terra della violenza troppo a lungo celata e mal repressa. Il luogo dove l’affermazione della Libertà è l’utopia per eccellenza. Scrive LUONGO: Sono triste / Vecchio Sud / Hanno cementato / Il mio sorriso.

Come non credergli !

Egli è davvero un eroe, un seguace di quegli autori che hanno tentato in ogni modo nei loro scritti il riscatto del nostro Sud, dell’Italia?

Leggendo con attenzione quest’ultima fatica letteraria di LUONGO ci accorgiamo che il suo “ canto” è vero, autentico, sincero. Il bambino che si scopre uomo nell’aspetto esterno non riesce a fermare il gioco della mente che cerca con ogni mezzo di avvicinarsi all’idea di un ‘Irpinia ( terra dell’anima di ogni essere umano ) bella … silente … sincera.

Posso capire appieno la fatica del prefatore Achille RAGAZZONI, quando ha avuto il manoscritto tra le mani e ha sentenziato da storico esperto questa frase: “ Mi auguro che il suo lavoro sia letto soprattutto fuori dai confini di quella piccola patria, che tanto ha dato alla più grande Patria ITALIA”. Egli è stato oracolo del successo che questo saggio ha avuto in Italia e sta avendo fuori dai suoi confini nazionali.

Un ottimo lavoro di sintesi storica, un ampio quadro narrativo attraverso le interviste inserite nel testo, una peculiare forma di comunicazione alle nuove generazioni tanto distanti dalla Storia vera.

 

di Vincenzo D’Alessio ©Riproduzione riservata
                  (settembre 2004)

 

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