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La filosofia greca come arte di vivere


Partendo dalla testimonianza di Aristotele, Enrico Berti offre una appassionante introduzione al pensiero antico e ai suoi grandi problemi … I greci sono stati l’alpha e l’omega della filosofia…Insomma: non solo come filosofia teoretica, ma anche come filosofia pratica.  
di Franco Volpi

 

https://www.viacialdini.it/cultura/la-filosofia-greca-come-arte-di-vivereI greci sono stati l’Alpha e l’Omega della filosofia, il repertorio originario del pensiero, al quale sempre si è tornati e sempre si tornerà. Ma dove è nata questa strana arte di inventarsi ragioni per dubitare delle evidenze che è la filosofia? Che cosa rende la vita umana capace di interrogarsi su se stessa e su tutto ciò che è? Il domandare filosofico – spiega Aristotele – nasce dalla meraviglia o dallo stupore, ovvero da una particolare “modificazione emotiva” in virtù della quale l’uomo è spinto a porsi la questione del perché delle cose e a cercarne le ragioni. Partendo dalla testimonianza di Aristotele, Enrico Berti offre una appassionante introduzione al pensiero antico e ai suoi grandi problemi, che sono in fondo gli eterni problemi della filosofia: che cos’è l’essere? Che sono gli dèi? Chi è l’uomo? E come possiamo raggiungere la felicità? Che cosa ci attende dopo la morte?

L’aspetto interessante è che nel cercare la risposta a questi interrogativi la filosofia, nel corso della sua storia, non ha costruito soltanto grandi edifici teorici, ma è stata intesa e praticata al tempo stesso, specialmente nel mondo antico, come la capacità di dare alla propria vita una forma bella e riuscita : come cura di sé ed “estetica dell’esistenza”.

Insomma: non solo come filosofia teoretica, ma anche come filosofia pratica. Il fatto poi che le risposte siano state molte, ma nessuna definitiva, induce a credere che i veri problemi filosofici non abbiamo soluzione, ma solo storia. Forse per questo Plutarco attribuiva a Pitagora, primo a rivendicare per sé il nome di filosofo, la sentenza secondo cui in fondo il filosofo non deve <<meravigliarsi di nulla >>(medèn thaumàzein, nihil admirari). Quasi come se i problemi filosofici assillassero l’uomo no per essere risolti, ma per essere vissuti.

“In principio era la meraviglia “ di Enrico Berti, Ed. Latenza pagg. 362 euro 18
Dal quotidiano la repubblica  del  26 maggio 2007

 

    Redazione
 (11/07/2015)

 

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