La guerra dei papi, un thriller storico

3 votes
image_pdfimage_print

La guerra dei papi di Roberto Ciai e Marco Lazzeri. Nessuno è innocente nel letale gioco di potere per conquistare il soglio pontificio. I personaggi sono resi con una profondità e una tridimensionalità che li ammanta di realismo
di Tatiana Vanini 

La guerra dei papi, un thriller storicoLa guerra dei papi. Roma, 1555. Dopo la morte del papa, il conclave è imminente. Ma sono molte le forze che si muovono nell’ombra per aggiudicarsi il soglio pontificio. Il potente cardinale Gian Pietro Carafa, inquisitore del Sant’Uffizio e fautore della Controriforma, temendo di non riuscire a ottenere la maggioranza dei voti per farsi eleggere, decide di ricorrere al frate benedettino Brenno Corrino.

A Montecassino il religioso conduce una vita riservata. Ma il Carafa sa bene che, dietro l’aspetto devoto di frate Corrino, si nasconde un uomo con una volontà di ferro e una mirabile astuzia, lacerato da conflitti interiori. Ed è proprio sfruttando i suoi punti deboli che il cardinale intende convincerlo a farsi aiutare. Ma il cardinale Carafa non è l’unico a ordire trame per averla vinta nel conclave.

Alessandro Farnese, infatti, può vantare un potente alleato: il re di Francia. E non ha nessuna intenzione di darla vinta al suo rivale. Quando lo scontro tra i due potenti cardinali arriverà al culmine, Corrino si troverà nel mezzo. E dovrà decidere in fretta di chi è meglio fidarsi per sopravvivere a uno spietato gioco di potere che minaccia di scuotere le fondamenta della Città Eterna.

La guerra dei papi. Un thriller storico avvincente, che si può identificare con una parola sola: potente. Gli autori rendono il sedicesimo secolo, momento di svolgimento della trama, presente, storia che diventa attuale, vicina, comprensibile, da toccare.

Viviamo il teatro della curia vaticana, come le strade; sentiamo lo sfarzo e il potere che corre furioso, alimentando sé stesso e accrescendone la voracità, e al contempo tastiamo gli umori del popolo, la sottomissione, la paura e l’odio.

La fede è una questione terrena, molto terrena, e si innalza coi denari, si protegge coi privilegi, attacca con le scomuniche. Dio é fatto ad immagine e somiglianza degli alti prelati e possederne la parola è la sola cosa che conta. Come? Diventando Papa, re tra i re, scala per il paradiso, cancello che si apre non per giustizia e bontà ma per interesse ed iniquità.

I personaggi sono resi con una profondità e una tridimensionalità che li ammanta di realismo. Primo fra tutti è il famigerato cardinale Carafa. La sua volontà, la sua forza di pensiero e di azione, le sue parole fanno tremare, i suoi complotti sono terribili, il suo pensiero fa inorridire. Ciai e Lazzeri svelano le sue credenze dando al lettore un punto di vista privilegiato sulla sua sua personalità affilata come una lama. Alcuni esempi: Dio creando la chiesa ha fatto cosa buona e giusta, l’uomo è stato il suo più grande errore; l’umanità è come la schiena di un asino: và percossa ancora e ancora, finché non si raddrizza. E’ questo ciò che Carafa crede, questo che pensa colui che vuole e deve essere Papa, perché il tempo è tiranno, alla vecchiaia non c’è rimedio e nella clessidra rimangono pochi grani.

Colpisce la potenza dell’odio verso la vita del cane del cardinale, quel frate nano, deforme nell’anima più che nel corpo, Mezzacapo è il suo nome e i suoi occhi sono braci furiose. Bugiardo, pericoloso, inarrestabile. Guarda gli altri dal basso e la sua soddisfazione è schiacciarli sotto i piedi, vederli distrutti, sottomessi, ed ha i mezzi per farlo.

Piace frate Corrino, eroe umano ed imperfetto, che vive con tutta la potenza del suo sentire, delle sue passioni. Amando, soffrendo. Per Carafa è l’unico che può vedere il diavolo faccia a faccia e uscirne vivo, per questo non esita ad ordire un piano per poterlo usare, trasformandolo nella sua estensione al di fuori della clausura del conclave.

La trama si svolge su due piani: quello presente e quello passato dove scopriamo cosa è accaduto negli anni precedenti a Corrino, come la sua strada si è incrociata con quella di Carafa e Mezzacapo. E’ un quadro di insieme che si svela poco a poco, chiarendo le azioni e spiegando i moventi.

Segreti e movimenti politici, perché il Papa ricopre un ruolo importante per Impero e Re di Francia, per chi Papa lo diventa e per chi ha mosso e brigato per farlo eleggere.

Ricatti, furti, è una vera guerra quella che conduce al soglio di Pietro, combattuta con astuzia, intelligenza corrotta, spietatezza. Questo romanzo incolla alle pagine, sprigiona tensione. La storia è passata, ma diviene nuova, imprevedibile.

“La guerra dei Papi”, lo ripeto, è potente: nella scrittura, nelle descrizioni, nei personaggi. Imperdibile per tutti gli amanti del genere. (  https://www.librierecensioni.com/  )

“La guerra dei papi ” di Roberto Ciai e Marco Lazzeri
Casa Editrice: Newton Compton
351 pagine -Euro9,90 –  EAN-13 – 9788822740427

 

 di Tatiana Vanini
  (25/03/2020)

 

 

ViaCialdini è su www.facebook.com/viacialdini e su Twitter: @ViaCialdini