Nietzsche, l’immenso e la musica

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Nietzsche. Biografia di un pensiero.  Due passioni: l’immenso e la musica.  Come vivere quando la musica è finita? Tristezza post-sirenica. Rinsavimento. Tentativo e tentazione. Lontano dalla musica, il rientro nell’atmosfera della vita.
Redazione

nietzsche_biografia_di_un_pensieroIl mondo vero è musica. La musica è l’immenso. Se la si ascolta ( hört) si appartiene ( gehört)  all’essere. In tal modo ne ha fatto esperienza Nietzsche. Per lui, essa era uno e tutto. Non avrebbe mai dovuto smettere. Tuttavia, essa smette e perciò si ha il problema di come si può continuare a vivere quando la musica è finita. 
Il 18 dicembre 1871 Nietzsche va da Basilea a Mannheim per ascoltarvi la musica di Wagner, diretta dal compositore stesso. Ritornato a Basilea, il 21 dicembre scrive all’amico Erwin Rohde:<< Tutto il resto, tutto ciò che non si lascia cogliere in termini di musica, mi dà a volte addirittura un senso di nausea e di ripugnanaza. E quando sono ritornato dal concerto di Mannheim ho provato davvero il senso di fastidio esasperato per la realtà del giorno di chi ha vegliato tutta la notte:quella infatti non mi sembrava più affatto reale, bensì spettrale>> ( E2:243).
Lontano dalla musica, il rientro nell’atmosfera della vita è un problema sul quale Nieyzsche ha riflettuto incessantemente. Vi è di certo una vita dopo la musica, ma si riesce a sopportarla? << Senza musica la vita sarebbe un errore>> /CI:29), scrisse una volta.
La musica dona attimi di << sentimento giusto>> / W:105) e si potrebbe dire che l’intera filosofia di Nietzsche è il tentativo di tenersi in vita anche quando la musica è finita. Nietzsche vuole creare musica, per quanto possibile, con lingua, pensieri e concetti. Ma, com’è ovvio, risulta qualcosa di insufficiente. << Avrebbe dovuto cantare, quest’ “anima nuova” – e non parlare!>> (NT:7) scrive Nierzsche nella prefazione autocritica al libro sulla tragedia del 1872, redatta successivamente. E rimane altresì una tristezza.  

Nei frammenti postumi della primavera del 1888 si trova il seguente appunto:<< Il fatto è “che sono tanto triste”; il problema “non so che cosa ciò significhi”…” La favola dei tempi passati”>> /FP8/3:245). E’ sulle tracce di Heine e gli passa per la mente a Lorelei. Nietzsche ha udito il canto delle sirene e ora percepisce il disagio d’una civiltà dove le sirene sono ammutolite e la Lorelei fa la sua spettrale apparizione ormai soltanto come favola di tempi passati. La filosofia di Nietzsche scaturisce dalla tristezza posty-sirenica e  vorrebbe quantomeno salvare lo spirito della musica trasferendolo nella parola, ‘un’eco del commiato e un accordo sul possibile ritorno della musica, affinché<<l’arco>> della vira <<non si spezzi>> (W:101). 

Da lungo tempo, come è noto, Nietzsche trovava la piena felicità del godimento artistico nella musica di Wagner. Dopo che egli per la prima volta, ancor prima dell’incontro personale con Wagner, ebbe ascoltato l’ouverture ai “Maestri cantori”, scrisse il 27 ottobre 1968 a Rohde:<< … ogni fibra, ogni nervo vibra in me, e da tempo nulla mi aveva così lungamente rapito in estasi>> (EI:639). La sensazione di rapimento, tuttavia, è ancora più forte durante il proprio improvvisare al pianoforte, al quale poteva dedicarsi per ore, dimentico di sé e del mondo. Una scena, famosa e famigerata, riportata dall’amico di gioventù Paul Deussen, ha a che con tale rapimento. << Un giorno del febbraio 1865>>, secondo Deussen, << Nietzsche era andato da solo a Colonia, dove si era fatto accompagnare da un fattorino nella visita delle cose più notevoli, e infine gli aveva chiesto di condurlo in un ristorante. Ma quello lo portò in una casa di malaffare- “ Io mi vidi” – così mi narrò Nietzsche il giorno dopo – “improvvisamente circondato da una mezza dozzina di figure in tulle e lustrini, che mi guardavano speranzose. Per un po’ rimasi senza parola. Poi istintivamente mi buttai su un pianoforte come l’unico oggetto animato in quella compagnia e accennai alcuni accordi. Questi sciolsero il mio torpore e io guadagnai l’aria aperta” >>. (Janz,1,120ss).

—- Tratto da  Nietzsche biografia di un pensiero di Rudiger  Safranski Ed. Longanesi&C – 2001, Pag. 415 Euro 19,63 –  ISBN 883041882-X

 

    Redazione
  (15/06/2016)

 

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