Pubblica con noi, vince Gabriella Bianchi

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Correnti atlantiche: Una raccolta omogenea. Nel verso ogni peso si fa piuma che attende venti scorrazzanti oltre ogni confine. Un sentiero di testi queste Correnti atlantiche che spinge il lettore in un serrato e intrecciato dialogo tra l’umano e il naturale.
Redazione

Gabriella Bianchi con “Correnti atlantiche”, vince il  Concorso Pubblica con noi 2015” , sezione Poesia. La giuria del concorso Pubblica con noi 2015 composta dai poeti Angela Caccia, Anna Ruotolo, Clery Celeste, Fabio Cecchi, Francesco Osti e Lorenzo Mari.

 

CORRENTI ATLANTICHE

Ancora la galera di via Canali
da percorrere ogni giorno,
strada meticcia e drogata
da cui le stagioni sono emigrate
(sciarada del divino…)
dove dimentico che esiste la poesia
e che so tradurre il soave Virgilio
ma qui, nell’illecita e sporca
anticamera degli addii,
mi avvicino all’ultima infanzia,
quella che segna il declino della luce
quando le gambe perdono forza
e si piegano.
I tigli che esalavano fragranza
sono ombre in un angolo,
imbavagliate.

 

A Marina Cvetaeva

Anch’io, Marina, sono prigioniera di un quaderno,
e sempre mi ferisce il giorno
con la sua prosa aspra
irta di aculei
e la sua litania di menzogne.
Anch’io vorrei fuggire nell’Averno
se fossi certa di trovarvi pace.
Vorrei solo dormire
e svegliarmi sapendo che il respiro
ha un senso.

 

AL VALICO

Il sole falcia i freddi steli del mattino
affiora dal letargo l’Appennino
e i caffè delle Marche aprono i battenti.
Il giorno nuovo stenta a definirsi.
Sull’Appennino è sempre
il giorno prima.
Pensieri e oggetti giacciono
negli angoli

in attesa del sole.

Gli angeli di sentinella alle vette
la sera si siedono in cucina
a scaldarsi le mani.

(…)

«Una raccolta omogenea in cui il poeta/la poetessa racconta spesso con una lucida e prorompente emotività.» (Francesco Osti)

«L’autrice culla il suo io con antiche nenie, note inzuppate dei quattro elementi naturali; nel verso ogni peso si fa piuma che attende venti scorrazzanti oltre ogni confine.» (Angela Caccia)

«Un sentiero di testi queste Correnti atlantiche che spinge il lettore in un serrato e intrecciato dialogo tra l’umano e il naturale: “la madre carnivora era immersa / in pomeriggi di telenovelas” ci svela la ferocia di quella base carnale (“Niente di carnale nel presente”) che schiaccia la storia dell’evoluzione dell’uomo nei momenti di intima quotidianità. Questo legame concettuale si fonde con una versificazione cosciente e ben articolata, i testi sono fluidi come le onde di queste correnti preannunciate nel titolo, “diretti a un vasto lago / amniotico e primordiale” è il verso finale della poesia che precede quella dedicata al figlio “Ha un piccolo aereo monoposto / perché è figlio unico”. Raccolta di testi compiuta e circolare con un’acuta attenzione al particolare (“nel mosto che non s’innalza a vino”) che si apre come i rami di un albero verso l’universale (“Qui la terra è morta / e non riposa in pace”). (Clery Celeste)

 

Gabriella Bianchi è nata e vive a Perugia. Ha pubblicato sei volumi di poesie: L’etrusca prigioniera 1984, Canzoniere 1990, Giardino d’inverno 2005, Cartoline da Itaca 2005, Il paradiso degli esuli 2009, Il cielo di Itaca 2011. È presente in varie antologie nazionali. Ha vinto alcuni primi premi. La sua silloge Il sogno breve è inserita nell’antologia Faraexcelsior 2013. Ha vinto il concorso Faraexcelsior 2014 con Quaderno di frontiera. Hanno parlato della sua poesia: Mario Luzi, Valerio Magrelli, Davide Rondoni, Maurizio Cucchi, Vincenzo D’Alessio.  (  http://farapoesia.blogspot.it  –  http://www.faraeditore.it  )

    Redazione
  (23/01/2015)

 

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