Taverna, la politica è vissuta e praticata da élite

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Intervista a  Claudio Taverna. ll potere è l’esatto contrario del governo. In Italia e in Trentino  c’è tanto potere e poco governo. Il contatto con la gente è fondamentale. Lo era quando mi trovavo nelle istituzioni, lo è ora che mi occupo non solo di politica. 
di Michele Luongo

 

Claudio-Taverna
Claudio Taverna

Della storia della politica in Trentino sicuramente  fa parte l’on. Claudio Taverna. Una persona che negli ideali della politica ci crede il suo impegno è vero, leale, sempre coerente. Ma non basta, la sua conoscenza la mette giornalmente a disposizione delle persone più deboli, segue le associazioni:  “Lo Scudo per la difesa dei cittadini, Il Grifone, La voce dei disabili Onlus, solo per citarne alcune, è editore e direttore del quotidiano on line Trentino Libero, ci rilascia un’intervista: Come è nata la sua passione per la politica ? 
La passione per la politica si perde nella notte dei tempi. Mi iscrissi alla “Giovane Italia” (organizzazione giovanile del MSI) giovanissimo,  avevo 15 anni.  L’occasione: una conferenza a scuola sulla resistenza. Il relatore sosteneva che L’Italia aveva vinto la guerra, quando in realtà la guerra fu persa. La mia simpatia ai vinti e li scelsi. Una scelta che mi cambiò la vita. Gli anni della gioventù e della  militanza. Poi, l’università e la laurea in sociologia.  Anni duri quelli,  quando si teorizzava che  “uccidere un fascista non era reato”. L’elezione in consiglio comunale nel 1974.   Dopo 13 anni a Palazzo Thun, cambiai Palazzo: dal  1988 fino al 2003  in consiglio regionale e provinciale.  Nel 1991 venni anche proclamato deputato, ma mi dimisi ancor prima della proclamazione. Ecco in sintesi il mio impegno istituzionale.

Come vive il contatto con la realtà territoriale?
Il contatto con la gente è fondamentale. Lo era quando mi trovavo nelle istituzioni, lo è ora che mi occupo non solo di politica, ma coltivo altri interessi. Sono consulente dell’Associazione “Lo Scudo” a difesa dei cittadini, partecipo alla vita  di associazioni culturali e di volontariato, sono editore e direttore di Trentino Libero, giornale indipendente online, poi mi occupo ancora di politica con un incarico nell’esecutivo nazionale del Partito Pensionati. Pratico nella società ciò che praticavo nelle istituzioni con lo stesso entusiasmo e la stessa determinazione.

Oggi Claudio Taverna è responsabile nazionale del dipartimento  economico  del Partito dei Pensionati, perché questa scelta ? 
Dopo la rottura con Alleanza Nazionale, ho declinato vantaggiose offerte preferendo aderire ad un piccolo Partito con  enormi potenzialità per diventare grande, grandissimo. In Italia ci sono  20 milioni di pensionati. Se  tutti  i pensionati votassero per il Partito Pensionati, cioè per il loro partito, diventerebbe di gran lunga il primo partito italiano. Mi trovo al loro fianco  perché in questa società i pensionati sono i più deboli ed i più indifesi. Il dipartimento economico che ho l’onore di guidare ha il compito innanzitutto di confutare le tesi molto “interessate”di attribuire alle pensioni  la causa principale del debito pubblico. Niente di più falso. Il debito pubblico (verso le banche) infatti è provocato innanzitutto dal sistema bancario, basti pensare alla c.d.  “insindacabilità” della BCE e delle banche centrali,  una sorta di immunità sul loro agire, garantita dagli artt. 105A e 107 del Trattato di Maastricht. Emblematica, ad esempio,  la  recentissima, tragicomica  querelle  dell’art. 14 del decreto anticrisi sulla tassabilità delle plusvalenze delle riserve auree della Banca d’Italia. La norma stabilisce che la tassabilità (ma l’oro della Banca di Italia non appartiene al Popolo italiano?) sia possibile solo con il consenso di BCE e di Bankitalia.  Inoltre, denunciamo in ogni occasione  il mancato adeguamento delle pensioni  al reale costo della vita, a cominciare dal collasso del potere di acquisto di salari, stipendi e pensioni già con l’introduzione dell’euro. Così abbiamo sollecitato il governo ad intervenire sul   “caro” bolletta energetica (in particolare il troppo pesante ricarico fiscale su acqua e gas), sul “caro” servizio bancario (le spese e commissioni bancarie in Italia sono le più alte in Europa),  sollevando il problema del signoraggio e dell’insindacabilità dell’attività delle banche nel diritto nazionale ed europeo, fino a contestare l’introduzione “obbligatoria” del digitale terrestre  che ha di fatto espropriato i cittadini dei loro apparecchi televisivi. Ci stiamo occupando in queste settimane  del rimborso dell’Iva indebitamente pagata sulla raccolta dei rifiuti.
Per tutto questo saremo sentiti in audizione, il prossimo mercoledì 11 novembre, dalla speciale commissione di controllo su prezzi e tariffe del senato, il cui presidente è il senatore trentino Sergio Divina.
La voglia di lavorare non ci manca anche perché sappiamo di agire per  cause giuste e  per la  difesa degli interessi soprattutto di chi vive un disagio sociale con dignità e forse con troppa rassegnazione.

Trento cresce, quale sarà il futuro della città , i cittadini sono coinvolti ? 
E’ vero Trento cresce troppo, per un  futuro non troppo lontano: la città di oltre 150.000 abitanti. Povertà per  tanti  e ricchezze per  pochi: questo, purtroppo,  lo scenario. Quartieri di periferia sempre più vecchi e più poveri, in preda all'”assalto” extracomunitario, una vera e propria miscellanea esplosiva.  Le avvisaglie ancora negli anni ottanta. La pressione dell’industria del cemento è sempre stata forte sulla politica. L’inquinamento della politica da parte dei poteri forti  verso in un sistema di potere (non di governo), la cui deriva nella corruzione è scontata. Gli esempi di  malaffare in Trentino sono numerosi ed eclatanti. Chi ha memoria (molti per interesse l’hanno perduta) non può non ricordare i protagonisti di quelle e di queste stagioni.  In questo contesto, i cittadini  non sono coinvolti ma sono soggetti passivi e ininfluenti.

I giovani sono passivi verso la politica? In Trentino quali possibilità hanno?
In linea generale,  i giovani sono sempre stati passivi verso la politica. A parte la stagione dell’ubriacatura marxista negli anni settanta – ottanta, l’interesse giovanile verso la politica è stato sempre scarso. La politica, da sempre,  è vissuta e praticata da élite e questo vale per tutte le età e non solo per i giovani.  Oggi più che mai!  La differenza rispetto ad ieri  è che la politica viene vista come lo strumento per far soldi e non come un servizio alla comunità. Conta più l’esercizio del potere, il denaro, la scalata sociale,  non  il sacrificio e la disponibilità verso gli altri. Se poi gli esempi sono  frequentazioni di trans e  ballerine,  con abbondanti sniffate di cocaina,  i giovani non hanno proprio nulla da imparare anzi………
Per i giovani trentini la situazione non è molto diversa da quella dei loro coetanei veneti o lombardi, con la differenza che qui qualcuno ci racconta che viviamo in  un’ oasi felice.

C’è sempre molta attenzione per gli immigrati stranieri, dimenticando l’emigrazione della nostra terra Meridionale.  Fino a pochi anni fa, lo stesso Trentino non permetteva agli italiani di votare, se non avesse almeno tre anni di residenza. Qual è il suo pensiero?
E’ vero! Viviamo in una società dove si sono persi i valori della tradizione. L’attenzione, spesso interessata da logiche e calcoli politici, verso i cittadini extracomunitari fa a pugni con la disattenzione verso i meno fortunati nostri connazionali, compresi quelli che vivono nel Mezzogiorno dove scarseggiano le opportunità di lavoro e dove lo Stato è sostituito da mafia e camorra. Abbiamo perduto il senso di appartenenza ed è completamente assente la solidarietà nazionale. La frantumazione  dei partiti si accompagna al tramonto dello Stato nazionale,  al quale  le entità regionali e l’Unione Europea hanno sottratto sovranità. Ma se l’Europa è quella che nega i Crocefissi, allora che ci stiamo a fare in Europa?

In Trentino, si sono verificati eventi importanti per la credibilità politica, vi è stata poca  opposizione, secondo lei , questo a cosa è dovuto?
In Trentino i casi di malaffare sono stati numerosi e gravi. Oggi purtroppo l’onestà non è più una virtù. Le virtù, nessuna esclusa, sono nel migliore dei casi  considerate un lusso, che non ci si può permettere. In tutti  i campi del nostro vivere quotidiano e non solo in politica, è diffusa  la convinzione che chi è onesto è un fesso.  Allora bisogna pensare ad una rivoluzione ( revolvo – ritorno alle origini) culturale. L’onestà, come tutte le virtù, deve essere un valore da perseguire e rilanciare. L’opposizione deve controllare chi governa e non appiattirsi per meschinità o interessi su chi governa. Se ciò succede, o per opportunismo o per incapacità, l’opposizione perde la  sua caratteristica peculiare e si snatura, confondendosi nel sistema politico che si scredita giorno dopo giorno.

Con l’aeroporto di Mattarello – Trento, non pensa che si sia persa un’opportunità ?
Non credo proprio. Abbiamo evitato l’ennesimo “carrozzone” . Di un’altra macchinetta (pubblica) “mangiasoldi” in Trentino non sentiamo sicuramente la mancanza…
A Verona, a 40 minuti, c’è l’aeroporto intercontinentale  “Catullo”, di cui la  Provincia autonoma di Trento è la seconda azionista.

Si parla sempre di una classe dirigente nuova, ma si ha la sensazione che nessuno voglia lasciare la poltrona.  Trova giusto fissare dei termini di legislazione?
Il  limite di legislature come le “quote rose” non sono  certamente il toccasana della politica. La “conquista del consenso” è sempre un’operazione difficile. Tuttavia, quando sono i “poteri forti” che condizionano la politica, di fatto assistiamo all’espropriazione della volontà popolare. Oggi, in Italia e in Trentino la politica è esercitata da pochi uomini che fanno e disfano a loro piacere, purché non entrino in conflitto con i potentati economico-finanziari a cominciare dalle banche. Dietro a questi pochi uomini, c’è un sempre più coperto e “misterioso” verminaio che tutto decide, anche della nostro destino, persino della nostra vita e della nostra morte.

Cresce sempre più la sfiducia verso la politica. Secondo lei, cosa dovrebbero fare le istituzioni?
Le Istituzioni devono essere occupate da uomini “veri”. I Romani li chiamavamo “vir”. Le Istituzioni devono essere quindi “virili”, ovviamente qui il sesso non c’entra.

Sarà pura utopia ma chi vince le elezioni dovrebbe governare e l’opposizione dare il suo apporto, invece, non sembra che sia così. Cosa ne pensa ?
E’ cosi. Almeno dovrebbe essere così! Spesso è montante invece l’italica tendenza all’inciucio. In un sistema democratico, l’opposizione è importante come il governo. Se non ci fosse si dovrebbe inventarla.

Secondo lei nella società odierna che cos’è il potere? 
Il potere è l’esatto contrario del governo. In Italia e in Trentino  c’è tanto potere e poco governo! E si vede benissimo.

Tante battaglie in politica, le manca il Palazzo , cosa ricorda volentieri ?
Non ho nostalgia  del Palazzo. Il  Palazzo  è passato e non mi manca. Sono stato nelle istituzioni dando  il massimo di me stesso. Tante battaglie nel Palazzo e tante battaglie fuori, che mai ho smesso e che continuo con passione. Conservo naturalmente piacevoli ricordi come non dimentico   grandi delusioni. Nessun rammarico, però, perché vivo il presente e sogno un futuro migliore.

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (05/11/2009)

 

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