Un magistrale ritratto d’epoca

0 voti
image_pdfimage_print

L’Autobiografia di un gentlemen britannico che cerca nuove regole di vita e di morale, di comportamento e di piacere al di fuori delle regole strette e soffocanti della società edoardiana, al di fuori del cerchio della chiesa.
di Irene Bignardi

 

Schiavo-damore
Schiavo d’amore

<< Of Human Bondage ( come si intitola il romanzo di Maugham in originale, dal titolo di un capitolo dell’Etica di Spinosa, ndr.) non è un’autobiografia, ma un romanzo autobiografico>>, spiegava Maugham, molti anni dopo la pubblicazione, nel 1915, del suo fortunato libro. << Le emozioni sono mie, ma non tutti i fatti sono riferiti come avvennero >>. Sappiamo che è così. Anche Maugham rimase orfano molto presto. Anche lui fu affidato a uno zio uomo di chiesa. Anche lui aveva un problema – nel romanzo il piede equino del protagonista Philip, nella vita la grave balbuzie dello scrittore – che fa sentire personaggio e autore in qualche modo “diversi” e inadatti alla vita sociale. Anche Maugham, come il suo protagonista ha studiato a Heidelberg e poi medicina. Il resto di questo Bildungsroman è costruito dalle emozioni di Maugham stesso e dagli spunti che ha raccolto dalle vite di chi conosceva. Ma questo massiccio (e leggibilissimo e fondamentale) romanzo di uno scrittore “popolare” e raffinato al tempo stesso, così ironico da dirsi “uno in prima fila tra quelli di seconda fila”, può essere letto, oltre che come un magistrale ritratto d’epoca, pieno di ritratti umani minuziosi ed eloquenti, soprattutto come un’autobiografia generazionale.

L’autobiografia di un gentlemen britannico che cerca nuove regole di vita e di morale, di comportamento e di piacere al di fuori delle regole strette e soffocanti della società edoardiana, al di fuori del cerchio della chiesa e della borghesia in cui l’autore e il personaggio nascono. Che crede di trovarle nel libero pensiero laico. Che in effetti non le trova. E che esce sconfitto dalle trappole del vivere sociale. Il finale, a suo tempo accolto con qualche perplessità, come anche il libro, dalla critica, ci parla di un allineamento alle regole di vita dell’epoca, e mette in luce particolare la folle storia d’ossessione e d’amore che lega Philip alla molto “reprensibile”Mildred, cameriera di facili costumi ed affetti. Uno stravagante personaggio fuori dalle regole: non a caso portato sullo schermo dalla grande Bette Davis.

Libro”Schiavo d’amore” di W.Somerset Maugham, traduzione di Franco Salvatorelli –Ed. Adelphi, pag. 619, euro 24.

di Irene Bignardi
Dal quotidiano Repubblica del 19.05.2007

 

      Redazione
  (19/07/2015)

 

 

ViaCialdini è su www.facebook.com/viacialdini e su Twitter: @ViaCialdini