Raduno dei quad, le Comunità inerte e silenziose

Raduno dei quad, le Comunità inerte e silenziose, un vero e proprio insulto alle istanze ed ai valori che SAT e Fondazione Unesco promuovono.

Redazione

 

Raduno dei quad, le Comunità inerte e silenziose
Dolomiti

Raduno dei quad, le Comunità inerte e silenziose. SAT, invita Fondazione Unesco ad una presa di posizione ferma e condivisa contro i raduni di quad in quota. “Sul raduno dei quad in val del Bois, in val Fredda, Col Margherita e Passo Valles ci saremmo aspettati un contributo da parte di Fondazione Dolomiti, un contributo prima di tutto culturale, che ribadisse dall’alto della autorevolezza di una istituzione come Dolomiti Unesco quali siano gli usi compatibili. Se è ben vero che la manifestazione non ha toccato aree Unesco, è altrettanto vero che i quad ne hanno lambito i confini e che il futuro di Dolomiti Unesco sta in una dimensione culturale che possa rappresentare un modello e un simbolo anche nei territori limitrofi, in una coerenza complessiva della gestione dell’area dolomitica”.

Con queste parole il presidente della SAT Claudio Bassetti argomenta la missiva, deliberata dal Consiglio Centrale ed inviata i giorni scorsi alla Presidente Fondazione Unesco, alla direttrice, al cda della Fondazione, i quali hanno comunicato che prenderanno in carico la questione alla prima riunione.

“SAT è socia sostenitrice di Fondazione Dolomiti Unesco – rammenta Bassetti nella sua lettera – lo è dalla sua nascita ed è socia attiva, promuovendo concretamente la conoscenza del patrimonio Dolomiti. Non solo conferenze, documenti, corsi di formazione, ma con una specifica convenzione, siglata anche dalla Provincia Autonoma di Trento, ha costituito il fondo librario Dolomiti Unesco all’interno della Biblioteca della Montagna e con una seconda convenzione ha istituito Il laboratorio Alpino e delle Dolomiti Bene Unesco. Dentro questa collaborazione è nato con Fondazione Dolomiti UNESCO e SAT, con Trento Film Festival, uno speciale premio Dolomiti Bene Ambientale Unesco, per opere di filmografia che documentino la consapevolezza delle comunità nei confronti di eccezionali valori universali riconosciuti da UNESCO e sappiano testimoniare la capacità di una conservazione attiva del territorio”.

Un impegno convinto dunque e partecipato, ma che secondo il presidente della SAT non va inteso a compartimenti stagni, ma in una visuale complessiva di tutta l’area dolomitica, con la responsabilità di tutti nella sua conservazione.

Il sodalizio trentino è fermamente convinto che manifestazioni come il raduno dei quad del mese scorso, irresponsabilmente autorizzata da tutte le amministrazioni e servizi coinvolti, nonostante l’evidente impatto ambientale (ma soprattutto culturale), rappresentino un vero e proprio insulto alle istanze ed ai valori che SAT e Fondazione Unesco promuovono.

Le voci dissenzienti sono state molte, tutte dal mondo ambientalista e alpinistico, nessuna da parte delle comunità, che hanno assistito inerti e silenziose ad un oltraggio che rischia di ripetersi e allargarsi ad altri territori.

Ed è per questo motivo che l’opinione pubblica va sensibilizzata ed educata a farsi carico dell’utilizzo compatibile della montagna.

“Ogni soggetto istituzionale, come ogni cittadino delle Dolomiti – secondo   Claudio Bassetti – porta una parte di responsabilità nella conservazione, comunicazione e frequentazione di questo grande, unico patrimonio collettivo”. (  http://www.sattrento.it/ )

 

    Redazione
 (17/07/2017)

 

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