Figli, una realtà della famiglia italiana

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Il film Figli, regia di Giuseppe Bonito, con Valerio Mastrandrea e Paola Cortellesi, affronta con ironia i problemi della coppia italiana. Cosa accade quando una coppia ha il primo figlio?… e poi? 
di Flavio Bertolini 

Figli, una realtà della famiglia italiana
Il film Figli, regia Giuseppe Bonito, con Valerio Mastrandrea e Paola Cortellesi,

Figli, di Mattia Torre, regia di Giuseppe Bonito. Se volete vedere un film che rappresenta i tempi che stiamo vivendo raccontati da una giovane famiglia italiana alle prese con i problemi del vivere quotidiano in un’Italia a crescita demografica zero, non potete non vedere questo film, che è appena uscite nelle sale italiane.

Il film racchiude in sé anche la drammatica vicenda di Mattia Torre, lo sceneggiatore-regista, che durante le riprese del film a soli 47 anni, è morto, lasciando il compito di concludere l’opera al regista Giuseppe Bonito. Quasi un testamento quello di Mattia Torre, che mette in luce le ipocrisie e i drammi del conflitto generazionale. Questo fatto rappresenta la vera questione italiana di questo nuovo millennio, che nessuno ancora ha pienamente compreso, o forse la comprensione c’è, ma una politica per affrontarla non c’è ancora.

Cosa accade quando una coppia ha il primo figlio?

Forse la gioia di questo evento rende la vita di coppia più bella, e quindi nulla di così tragico succede. C’è il normale adattamento al nuovo evento. Sara e Nicola, hanno una figlia e vivono bene la loro quotidianità con la voglia di coccolarsi e rappresentano la famiglia felice.

Ma ecco la novità quando Sara rimane incinta e, l’arrivo del secondo figlio, complica un po’ le cose. Così, il racconto dei vari passaggi che la vita di coppia affronta quando il secondo figlio arriva. Il tempo non basta mai per tutto, e, soprattutto la mamma diventa il perno di un equilibrio instabile messo a dura prova dalle esigenze fisiologiche della nuova vita.

Compaiono le babysitter estrose, e la pediatra – guru, superpagata, che detta le regole per definire un corretto rapporto di relazione familiare. Anche i nonni vogliono godersi la vita e non riescono a mettersi a disposizione per la cura dei nipoti.

Nel colloquio scontro tra la figlia e la madre, si rivela forse uno dei momenti più interessanti della narrazione, in quanto si mettono a nudo tutte le ipocrisie generazionali, e lo scontro in atto, per quanto riguarda i privilegi e le possibilità che la società italiana lascia a chi decide di fare figli. Anche la figlia grande, Anna, in questo cambiamento mostra di non essere entusiasta del nuovo arrivo.

Siamo difronte a due eroi in difficoltà, Sara e Nicola, che affrontano le loro paure in un viaggio quotidiano tra le incongruenze di un sistema che li obbliga a sacrificare il loro tempo e le loro aspirazioni, tanto da perdersi e dimenticare il significato dell’essere una coppia.

Nicola (Valerio Mastrandrea, perfetto nella parte) lavora in un bar, Sara (Paola Cortellesi) ispeziona le cucine dei ristoranti.  Il lavoro non aiuta i giovani eroi, anche perché vengono rappresentati, attraverso i clienti alienati e i colleghi che non smettono di mettere in luce gli aspetti piu negativi della vita di coppia, tutti i malesseri di un tempo presente.

La soglia dei quarant’anni è il momento di verifica per molte coppie, e così, con i figli a carico, ci si trova immersi nei problemi, tanto da fare diventare l’essere coppia stessa, un problema per loro. La casa diventa un luogo di scontro, la famiglia un momento di frustrazione perenne.

La gestione dello stress diventa il problema quotidiano.

Cosa ci vuole in questi casi? Forse prendere la vita con un po’ più di leggerezza, collaborando, perché consapevoli che alla fine una soluzione si trova, e questa soluzione arriva più velocemente quando si collabora, e non quando ci si fa la guerra. La capacità di sorridere insieme diventa così il collante che tiene unita la coppia nei momenti di difficoltà, e così anche le cartelle di Equitalia diventano un momento di ironia, come pure l’imprinting familiare trasmesso dai genitori.

Valerio Mastrandrea e Paola Cortellesi si rivelano nella sua maturità di attori capaci e cresciuti molto. Il risultato è un’interpretazione riuscita che metto in scena il vero essere della famiglia italiana in questi tempi di crisi.

I singoli personaggi, la pediatra Guru, quando pontifica “Trovate un’entrata, mollate il lavoro, e state più con il piccolo…”, sembrano ricordarci quanto di ovvio ci sia nel capire le cose, e quanto le soluzioni le possiamo trovare riflettendo su noi stessi, senza chiedere agli in modo ossessivo di darci le risposte.

“E Dio vide che l’uomo non soffriva abbastanza, e creò la suocera…la vostra generazione si è mangiata tutto… E Dio vide che anche la donna non soffriva abbastanza, e creò il suocero e la musica brasiliana… Ogni 100 giovani ci sono 165 anziani.”, sono monologhi inseriti nel film che fanno davvero riflettere sulla situazione dell’Italia.

“Figli”, è un film che si lascia vedere ha un uso intelligente della comicità, e ci racconta una realtà
della famiglia italiana del nostro tempo.

Figli, di Mattia Torre,  regia Giuseppe Bonito, con Valerio Mastrandrea e Paola Cortellesi, Valerio Mastandrea, Paola Cortellesi, Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Andrea Sartoretti, Massimo De Lorenzo, Gianfelice Imparato, Carlo de Ruggeri, Betti Pedrazzi.  Distribuito da Vision Distribution.

 

di Flavio Bertolini
  (15/02/202)

 

 

 

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