Johnny Cash, una festa tra giganti

Johnny Cash, tornano alla luce gli anni della “Mercury” con inediti, rarità e tanta classe. Si parte con un amarcord di una festa tra giganti che vuole ricordare il famoso album Billion Dollar Quartet, in cui si divertivano insieme nientemeno che Cash, Elvis, Jerry Lee Lewis e Carl Perkins
di Antonio Lodetti 

Johnny Cash, una festa tra gigantiJohnny Cash, si sa, è una leggenda popolare ma ha vissuto anche periodi critici non solo umanamente ma anche artisticamente.

Nato musicalmente alla gloriosa Sun records di Sam Phillips (l’uomo che lanciò Elvis), Cash è passato poi con successo a una major come la Columbia, ma alla fine degli anni Settanta la sua vena compositiva languiva e gli ultimi dischi per l’etichetta non erano particolarmente ispirati fatti salvi capolavori come Rockabilly Blues. Così nel 1986 il produttore Jack Clement lo porta alla Mercury, dove inciderà fino al 1991, prima di rilanciare alla grandissima la sua carriera con il produttore Rick Rubin. Il fecondo periodo trascorso alla Mercury viene ora messo in ordine e impreziosito con rarità e inediti nel cofanetto The Complete Mercury recordings 1986-1991.

Si parte con un amarcord di una festa tra giganti che vuole ricordare il famoso album Billion Dollar Quartet, in cui si divertivano insieme nientemeno che Cash, Elvis, Jerry Lee Lewis e Carl Perkins. In questa opera dell’86 al posto di Presley c’è Roy Orbison e il quartetto si scatena cantando la tradizione. Cash in particolare ricorda Elvis in We Remember the King.

La chicca è una lunghissima versione di Big Train From Memphis di John Fogerty con una valanga di ospiti e lo stesso cantante dei Creedence alla voce. Il primo album ufficiale di Johnny per la Mercury è Johnny Cash Is Coming to Town dell’anno seguente. È dell’88 Water From the Wells of Home che schiera un’impressionante fila di musicisti con in testa Paul McCartney, gli Everly Brothers, il «fuorilegge» Waylon Jennings e l’angelica voce di Emmylou Harris. Ed è la lentissima e melanconica New Moon Over Jamaica, cantata insieme a Paul e Linda Mccartney (che è anche coautore con Cash), una delle pagine più intense del disco, insieme alla autobiografica Water from the Wells of Home (scritta da Johnny con il figlio).

Sempre nell’88 Cash decide di mettere da parte jack Clement e di produrre da solo il nuovo album, ovvero Classic cash: hall of Fame Series. Porta in studio i suoi musicisti e rilegge una ventina di standard del suo repertorio in versioni da brivido spaziando da Ballad of Ira Hayes a I Walk the Line.

Il disco successivo è del tutto inedito. Si tratta di Classic cash: Hall of fame Series Early Mixes e presenta le stesse canzoni del precedente in una differente versione. Boom Chicka Boom (il titolo richiama il nome che caratterizzava il suono del suo trio agli esordi) proietta Cash negli anni Novanta e contiene sette brani rari o inediti come I Draw the Line (inedito assoluto) o Veteran’s day di Tom Russell uscita solo su un raro 45 giri come lato B.

Molto bello The Mistery of Life, che nel ’91 chiude la collaborazione dell’uomo in nero con la Mercury. Ci sono ballate che sono piccoli capolavori come The Mistery of Life, una versione da ascoltare della «outlaw song» Wanted Man e, come bonus, The Wanderer, il duetto che Cash fece con gli U2, in una versione un po’ diversa da quella che appare su Zooropa della band di Bono. (  https://www.ilgiornale.it  ) 

 

di Antonio Lodetti
  (04/07/2020)

 

 

 

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