La politica italiana è qualcosa di straordinario

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La politica italiana è qualcosa di straordinario e noi con un’impressionante superficialità dimentichiamo tutto: i governi, la Sinistra, Forza Italia, e adesso la Lega e il M5S. Danziamo storditi seguendo le bandiere nel vento.
di Michele Luongo

La politica italiana è qualcosa di straordinario
Luigi Di Maio, Matteo Salvini

La politica italiana è qualcosa di straordinario, noi, elettorato immaturo, seguiamo il vento e con una impressionate superficialità dimentichiamo e perdiamo di vista ogni traguardo, smarriti nel vortice delle promesse, delle illusioni e dei piccoli egoismi da orticello.

Cosi, una riflessione. Il Partito Democratico e l’intera area della sinistra, probabilmente, a furia di rosicchiare consumeranno pure la saliva, a pensare che non più tardi di un anno fa avevano tutte le premesse per governare l’Italia per i prossimi vent’anni. Ma hanno preferito seguire gli intrecci colpendo da dietro, di fianco e da ogni punto il proprio leader Matteo Renzi, a questi si sono aggiunte subito tutte le altre aree politiche, e sapete perché? Certamente non per gli interessi degli italiani, ma semplicemente perché Matteo Renzi, forse, inconsapevolmente, aveva messo il dito nella piega della politica italiana. Fare le Riforme!

Dopo un lungo calvario dai tempi di “mani pulite” di richiesta di rinnovamento della politica, si era giunti al momento cruciale, finalmente si decideva, ebbene tutte le forze politiche hanno fatto quadrato per non cambiare nulla, ingannando ancora una volta il popolo (una parola tanto cara alla sinistra ma chissà perché da un po’ di tempo da sempre più fastidio …) italiano. Addio riforme!

Sappiamo tutti com’è andata a finire, elezioni a marzo 2018, e più di due mesi per formare un governo, senza un progetto politico, e senza un premier eletto dal popolo, in un attimo siamo ritornati indietro di trent’anni.

Adesso abbiamo al governo la Lega e il M5S, due entità politiche paradossalmente contrapposte, che mostrano un’evidente debolezza ed inesperienza, e già i vecchi marpioni della politica si sono subito posti in agguato e pregustano il momento per il ritorno al banchetto, naturalmente, come al solito, a  “spese” del popolo italiano.

Per adesso Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono riusciti a catalizzare l’attenzione sulla volontà del fare del governo, mai come ora, abbiamo (peccato che uno dei due non sia stato scelto Primo Ministro) dei politici che decidono ed è questo quello che il Paese chiede, senza quegli oscuri intrecci da salotti privati.

Da una sinistra che dopo aver predicato bene per anni, una volta al governo, ha abbandonato il proprio elettorato, disinteressandosi dei veri interessi dei cittadini, ora è smarrita nello specchio della propria ipocrisia, e da Forza Italia, un partito, una persona, che galleggia da tempo senza avere più un’anima, cosi, quasi all’improvviso, si sono aperte delle voragini non facilmente colmabili.

Ed è il momento, inaspettato ma propizio, per la Lega e il M5S, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che ora possono formalizzare impegni e dare progettualità alla propria azione politica e sorprendere tutti. Difatti, seppure diversi hanno in comune la spinta della provenienza della base, un elettorato che vuole il medesimo cambiamento, richiesta mai spenta, d’innovazione e riforma del Paese. Questa caratteristica è in grado di trasformare la visibile debolezza in una vera energia che può dare forza e continuità al governo. Non sarà facile e le trappole sono infinite, i marpioni stanno affilando già le fauci.

Sarà difficile, ma per il bene del Paese è auspicabile che questo governo possa durare, senza i puzzolenti rimescolamenti, per l’intera legislatura. Purtroppo, senza quelle famose riforme, è l’amara realtà, non ci sarà mai un governo che potrà avere interessi di crescita per il paese tanto meno possa avere credibilità internazionale, e cosi  la danza della politica italiana è destinata a fare girare la testa e gli italiani ancora una volta non capiranno, storditi, seguiranno le bandiere nel vento per servire i soliti banchetti.

 

di Michele Luongo ©Riproduzione riservata
                  (27/08/2018)

 

 

 

 

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