Napolitano ancora non si è dimesso

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Quirinale, Renzi svela le mosse: “Alla quarta votazione”. Storace: “Ammissione di colpa preventiva” Napolitano ancora non si è dimesso, ma il mondo politico non parla d’altro. A quando i problemi degli italiani?
di Giuseppe Sarra

 

Napolitano-e-Renzi
Napolitano e Renzi

Napolitano ancora non si è dimesso, ma il mondo politico non parla d’altro. A quando i problemi degli italiani?
Le problematiche gigantesche che pendono sull’Italia non sembrano preoccupare il mondo politico, compreso il governo. Lo si evince dal dibattito che con il passare dei giorni si sta incentrando sulla scelta del nuovo presidente della Repubblica. Una decisione importante, sì, che potrebbe (scarse le probabilità ) cambiare il rapporto tra l’Italia e l’Europa, o  appiattirsi definitivamente al volere della Germania di Angela Merkel e della Troika. Quest’ultima pista infatti sembra essere quella più veritiera. Difficilmente il nuovo Capo dello Stato alzerà la voce contro l’Ue, difendendo la sovranità del popolo italiano.

Una questione cavalcata dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, utile a spostare i riflettori dei media sulla reale situazione del Paese.

“Quando Napolitano si dimette convoco il Pd”, ha detto ieri sera il premier e segretario del Partito democratico ad “Otto e mezzo” su La 7, rivelando che “alla quarta votazione eleggiamo il presidente della Repubblica, ci scommetto”.

Una rivelazione che ha insospettito in molti. Anche il leader de La Destra, Francesco Storace. 

“Le dichiarazioni rese ieri da Renzi a 8 e Mezzo sono un’ammissione di colpa preventiva. La politica intera stia attenta – fa notare l’ex Ministro della Salute – dire che sarà il quarto scrutinio, quello dal quale basta la maggioranza semplice dei votanti, lo scrutinio “buono” per eleggere il successore di Napolitano, significa due cose. La prima, che non solo non esiste un accordo di massima su un nome condiviso, ma che nemmeno si cerca di trovarlo, anzi, si minaccia di accontentarsi del voto delle truppe cammellate. La seconda, che a Renzi – aggiunge il segretario de La Destra – interessa solo trovare un docile esecutore dei propri voleri da piazzare sul Colle e non che si ricerca un Presidente di tutti”.

Storace ha poi avvertito i parlamentari: “Eleggere il Capo dello Stato in questo modo, significa che a votarlo saranno sufficienti i 148 voti di quei parlamentari eletti grazie a un sistema, il porcellum, dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Stiano attente tutte le forze politiche: un settennato che nasce così, anche qualora il nome che ne uscisse fosse di calibro e spessore, sarebbe una ferita per la democrazia e, soprattutto, ne segnerebbe in modo indelebile la Presidenza come figlia dell’incostituzionalità”.  ( http://www.ilgiornaleditalia.org/ )

 

   di Giuseppe Sarra
   (10/01/2015)

 

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