Referendum Europa o tutti o nessuno

Referendum Europa. All’euro si è giunti perché la storia accelerò e la Germania ha potuto riunificarsi. Ma ecco perché l’euro non ha alle spalle istituzioni solide, perché cinque anni dopo la sua nascita furono francesi e olandesi a indebolirle.
di Davide Giacalone

 

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David Cameron

Referendum Europa. David Cameron perderà comunque il referendum Brexit. Ha combinato un guaio e ne pagherà le conseguenze. Ma la faccenda non riguarda solo lui e gli inglesi. Non si può pensare che altri subiscano conseguenze negative da quel che non hanno concorso a determinare, né che ci siano popoli con maggiori diritti di altri. Quindi cerchiamo di capirci e stabilire come procedere.
Cameron annunciò la convocazione del referendum durante la sua campagna elettorale, che lo vedeva in difficoltà. Ha lisciato il pelo a una bestia che ora non riesce a dominare. Nel 1975 gli inglesi fecero già un referendum, per stabilire se uscire o restare nella Comunità europea. Vinse il remain, con Margaret Thatcher sua sostenitrice. Ogni quanti anni devono rifarlo? Vedremo come andrà a finire, con tutta la business comunity che guarda con orrore l’ipotesi dell’uscita. Se vince il “no” Cameron va a casa. Se vince il “sì” si trova con un Paese e un partito (conservatore) spaccati. Ma non è il primo ad avere utilizzato il referendum su temi europei come strumento di politica interna. Cominciarono francesi e olandesi, nel 2005. Faccende istruttive.

Referendum Europa o tutti o nessuno. All’euro si è giunti perché la storia accelerò e la Germania ha potuto riunificarsi. Era chiaro che dietro la moneta doveva esserci non solo una banca centrale (che ha funzionato bene), ma anche qualche cosa che somigliasse a un governo. Per questo si utilizzò il testo di una Costituzione europea (denominazione sbagliata), preparata nel 2002 da una Convenzione, presieduta da un ex presidente della Repubblica francese: Valery Giscard d’Estain. Nel 2005, però, l’allora presidente francese, Jacques Chirac, volle fare il furbo, chiamando un referendum personalizzato (ricorda qualche cosa?) che, nei suoi sogni, sarebbe dovuto essere un plebiscito. I francesi, invece, votarono “no”. Stessa cosa fecero gli olandesi, per una ragione diversa: i governanti di quel Paese non facevano che maledire i burocrati di Bruxelles (ricorda qualche cosa?), sostenendo che le loro pretese erano assurde. Dopo ogni vertice, però, tornavano a casa e annunciavano di avere ottenuto quel che volevano (ricorda qualche cosa?). Davanti alla Costituzione non se la sentirono di scoprirsi e convocarono un referendum, invitando a votare “sì”. Gli olandesi votarono “no”. Ecco perché l’euro non ha alle spalle istituzioni solide, perché cinque anni dopo la sua nascita furono francesi e olandesi a indebolirle.

Referendum Europa o tutti o nessuno. In tutti i casi si è fatto finta di discutere di questioni europee, in realtà si sono regolati conti interni. Delle due l’una: o la facciamo finita con i referendum dialettali, che pretendono di determinare anche la sorte di quelli che non sono chiamati a votare, così violando il suffragio universale; oppure li convochiamo in tutti i Paesi Ue, lo stesso giorno. Sarà una specie di giudizio universale europeo, qualche governo perderà e resterà fuori, ma gli altri potranno regolarsi avendo davanti una prospettiva stabile, non un continuo rimettere in discussine tutto. ( www.davidegiacalone.it )

 

            di Davide Giacalone 
                  (19/06/2016)

 

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