Manifattura Toscana teme il lusso lento

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La ripresa non si vede: la Manifattura Toscana teme il lusso lento. La ripartenza è lentissima e la ripresa non si vede. L’incognita è quante collezioni ci saranno d’ora in poi nel nostro settore.
Redazione 

Manifattura Toscana teme il lusso lento Manifattura Toscana teme il lusso lento.  Tornare al lavoro, dopo il lockdown, ha fatto piacere. Ma fin qui si sono sbrigati gli ordini pendenti, mentre di nuovi non se ne vedono granché. La manifattura moda toscana prevede nel 2020 un calo del fatturato medio compreso tra il -30% e il -40%. E teme il lusso lento, già. Perché gli operatori cominciano a chiedersi che cosa significherà per i conti della filiera un’alta moda che, come propongono stilisti e CEO, uscirà sul mercato con meno collezioni e meno release.

Manifattura Toscana teme il lusso lento.  Parlando con il Sole 24 Ore, Azzurra Morelli, titolare di PelleModa e vicepresidente Confindustria Firenze, arriva dritto al punto: “Il problema grosso arriva adesso, perché la ripartenza è lentissima -spiega -. L’incognita è quante collezioni ci saranno d’ora in poi nel nostro settore. Perché se i marchi decideranno di fare due linee all’anno, più sostenibili sia sul fronte ambientale che su quello delle risorse umane, l’impatto su una filiera abituata a produrre quattro collezioni l’anno più sei flash sarà fortissimo”.

Senza dimenticare, appunto, che i distretti già arrivano dallo choc del confinamento. “Questo aggiunge incertezza a un periodo già molto negativo – continua Morelli –. La vera ripresa non ci sarà nemmeno nel 2021, speriamo almeno che la cassa integrazione venga prorogata fino a dicembre”.

La ripresa non si vede.  Quindi come va il 2020 per la manifattura toscana? “I numeri oggi non sono quelli cui eravamo abituati negli ultimi dieci anni”, afferma, facendo ricorso a un eufemismo, David Rulli, pellettiere e presidente della Sezione Moda di Confindustria Firenze.

“Un mese e mezzo di sospensione della produzione per l’emergenza sanitaria – argomenta – ha ritardato le collezioni della primavera-estate 2021 e alcuni brand hanno deciso ad esempio di non fare le linee cruise”. E neanche la Fase 3 basta per dare davvero ossigeno ai consumi.

Secondo Giorgio Bartoli, produttore lucchese di cartone fibrato per sottopiede, “è saltata di fatto una stagione e il calo del prossimo semestre si avvicina al 40%. Se non ripartirà la vita normale, con i matrimoni, le feste e gli eventi, sarà difficile invertire la tendenza”. (https://www.laconceria.it  )

 

    Redazione
 (06/07/2020)

 

 

 

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